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Contorni di Noir | March 22, 2017

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Robert Crais – Il sospetto

| On 09, Lug 2016

Editore Mondadori / Collana Omnibus
Anno 2016
Genere Thriller
322 pagine – brossura
Trduzione di A. Raffo

3Dnn+9_2C_med_9788804651666-il-sospetto_originalRobert Crais è uno dei migliori scrittori di crime stories attualmente in circolazione. Tutti i suoi romanzi sono avvincenti, scritti con complessa perizia e allo stesso tempo godibile semplicità, e, soprattutto, sono tutti dei bestseller. Crais è uno di quegli autori di cui non vedi l’ora che esca il prossimo libro, insomma. E ora, eccolo qua: la sua ultima fatica si intitola Il Sospetto, edito da Mondadori e fresco di stampa.
Cosa ci colpisce subito? Senz’altro i protagonisti del racconto. Noi fans di  Crais sappiamo bene che di solito gli eroi principali dei suoi romanzi sono Elvis Cole e Joe Pike, una strana, adorabile coppia di detective dai caratteri diversissimi, legati da un’amicizia incrollabile e animati dalla più cristallina onestà.
Ma stavolta Crais ci vuole sorprendere.
Il sospetto infatti, ci presenta  una nuova coppia di  personaggi, quella costituita dal giovane Scott James, della Polizia di Los Angeles, e dal soldato Maggie. Coppia altrettanto strana e forse anche di più rispetto a quella con Pike e Cole. Ma chi è Maggie?
La coda di Maggie batté forte sul terreno. Sapeva che quello era un gioco...”
La coda?! Eh sì, la coda, perché Maggie non è una collega come tutti gli altri, no.
Maggie era una femmina di pastore tedesco nera e marrone di 38 chili. Aveva tre anni e mezzo  e il suo nome completo era MWD Maggie T415. Military Work Dog.

Scott e Maggie non hanno nessun punto in comune, se non  quello di essere entrambi  dei sopravvissuti, scampati alla morte. Sono scarti di una società efficiente e selettiva che non sa che farsene di chi a stento ritorna alla vita con troppe cicatrici addosso.
E, come spesso avviene nei momenti chiave dell’esistenza, è il Fato a mettere insieme destini diversi.
Maggie viene dall’Afghanistan dove scandagliava i terreni di guerra in cerca di mine ed esplosivi per disinnescarli, fino a restare vittima di un terribile attentato che interrompe il suo servizio nell’esercito e la relega a una vita solitaria in fondo a una gabbia.
Scott James è sopravvissuto a un agguato mortale, durante una rapina nei bassifondi di Los Angeles, mentre era in servizio di pattuglia. Nella sparatoria, la sua partner Stephanie viene uccisa, lui stesso crolla a terra, falcidiato da una raffica di proiettili esplosi senza pietà dai banditi, che riescono a dileguarsi nella notte.
Scott rimane sconvolto dalla morte della sua collega, di cui si sente responsabile, e perde parzialmente la memoria. E’ marchiato a fuoco nell’animo dal senso di colpa che  ostacola la sua riabilitazione, sia fisica che psicologica.
Si affida a  intense sedute psicanalitiche durante le quali il terapeuta cerca di far rivivere i suoi ricordi, coi dettagli importanti di quella notte tragica, allo scopo di scovare indizi utili alle indagini, che però sembrano arenate in un vicolo cieco.
Prigioniero di un tunnel infernale di rimorsi e amnesie, Scott si rende conto che la sua brillante carriera nel corpo di polizia di Los Angeles è senza futuro.
Chiede così di entrare nella polizia cinofila, meno impegnativa rispetto alla sezione omicidi di cui faceva parte e per la quale sente di non avere più i requisiti.
E’ un voltare pagina, un  ricominciare tutto da capo.
Scott dovrà seguire un  corso di addestramento, al termine del quale gli sarà assegnato un cane con cui fare coppia, e con cui da quel momento sarà una cosa sola. Ci riuscirà?
Il destino fa sì che i suoi occhi cadano su quel cane lupo abbandonato e solo, in fondo a una gabbia, che non dà confidenza a nessuno e che porta la tristezza e il dramma impressi negli occhi. Quella solitudine lui la conosce bene: è la sua.
Se ne stava con la testa fra le zampe su un materassino in fondo al recinto.”
Fra i due sopravvissuti qualcosa scatta immediatamente, ma occorrerà studiarsi ancora molto prima di accettarsi a  vicenda, in una sorta di addestramento emotivo possibile solo  fra creature  che hanno conosciuto sulla propria pelle gli amari rovesci del destino.
Piano piano Scott comincia a rinascere, a ritrovare se stesso.
Ricorda meglio i dettagli di quella sera tragica della rapina, mentre inizia a farsi strada nella sua mente l’orribile verità che forse si nasconde dietro il muro di gomma su cui si infrangono le indagini.
Scopre che alcune prove sono sparite dal dossier, si accorge che alcune piste seguite dai detective sono state alterate. Forse insabbiate. Perché?
Cosa è veramente accaduto quella sera e cosa c’è di marcio sotto inappuntabili apparenze? Chi ha ucciso Stephanie?

La presenza di Maggie nella sua vita e nel suo lavoro dà nuovo slancio alla sua esistenza e diventa un balsamo per le ferite che ancora porta dentro. I due diventano inseparabili, mentre il sesto senso di Scott si acuisce instradandolo verso la verità.
Stavano emergendo dei frammenti nascosti. Uno dopo l’altro andavano al loro posto, si incastravano l’uno con l’altro. Qualcosa scattò dentro di lui, come lo schioccare di una frusta.
Ma Scott si è spinto troppo oltre e si rende conto troppo tardi di essere in pericolo. E’ l’unico testimone di un tradimento e di un atto criminale che coinvolge persone che dovrebbero essere insospettabili e che sono disposte a tutto pur di eliminare occhi indiscreti.
Ma per fortuna c’è Maggie, ora, a proteggerlo.
Maggie attaccò l’intruso con una  ferocia primordiale e lottò per abbatterlo. Le sue zanne erano fatte per quello. Erano lunghe, affilate, incurvate verso l’interno. Affondarono in profondità e quando quello cercò di ritrarsi, i suoi movimenti le fecero affondare ancora di più…. Il branco doveva essere al sicuro.”
Non vi diremo di più, il piacere della lettura de “Il sospetto”  ricompenserà abbondantemente la curiosità suscitata da queste righe.

C’ è solo da ricordare ancora quanto tutta la suspense del racconto sia sostenuta e riscaldata dal rapporto tra l’uomo e il  cane, che sono insieme colleghi e fratelli, uniti da una telepatia di intenti e di affetto, decisi a proteggersi a vicenda e ad arrivare insieme alla verità e alla giustizia.
Un rumore nuovo la svegliò. Maggie sollevò la testa all’istante piegando le orecchie in direzione del suono. Riconobbe il rumore di passi umani e capì che due persone stavano venendo lungo il vialetto. Corse alla finestra mentre lo scalpiccio si faceva più forte.”
Chi ama gli animali,  ma anche chi non conosce ancora cosa voglia dire il rapporto unico che si può creare tra un cane e un essere umano, troverà in questo romanzo oltre alla grande capacità narrativa di Crais, oltre alla suspense, oltre alla costruzione di una trama ineccepibile come sempre in lui, anche il calore e la tenerezza di questa amicizia unica e speciale. E probabilmente anche la voglia di portarsi a casa un nuovo amico a quattro zampe.
“Il sospetto” è  un thriller che si divora, ma è anche un atto d’amore verso questi custodi semisconosciuti al grande pubblico che sono i cani poliziotto, i cani antimine, i cani da soccorso. Creature che servono senza chiedere e sacrificano le loro vite per salvare le nostre.

Scott sorrise quando Maggie gli diede un colpetto col muso sulla mano. Erano un branco. Ora lo sapevano entrambi.”

Buona lettura!

Carla Vistarini

Lo scrittore:
Nato in Louisiana, Robert Crais si è dedicato alla carriera di scrittore dopo gli studi di ingegneria. Ha lavorato come sceneggiatore a Hollywood firmando diversi telefilm di grande successo, come “Miami Vice”. I suoi ultimi romanzi pubblicati da Mondadori sono La sentinella (2013) e Deserto di sangue (2014). Nel 2014 gli è stato assegnato il Grand Master Award già vinto da scrittori come Stephen King, Elmore Leonard e Ed McBain.