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Contorni di Noir | April 29, 2017

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Tom Bilotta – Anatole. A Thriller Jazz Story

| On 25, Lug 2016

Editore WH BOOKS IPB
Anno 2016
Genere Thriller
424 pagine – brossura

ad712f_cfe78f97694046558a68ea0067d2cef8Singolare Thriller, quello che ho appena letto.

E la sua singolarità è data innanzitutto dal fatto che il libro sia nato come Emooks, cioè  libro con la colonna sonora.

Il fatto è che avendolo letto in cartaceo, solo dopo ho ascoltato al computer le musiche allegate, che rappresentavano  l’accompagnamento  musicale della storia, e non ho sicuramente apprezzato l’insieme, come avrebbe dovuto essere. Se poi aggiungete al tutto, il fatto che io sia completamente analfabeta di musica Jazz, beh  forse non ero la persona adatta a questa novità libraria?

Allora ne parlerò come di un comune thriller, però il lettore non dimentichi questa particolare “aggiunta”, che lo rende diverso e certamente più interessante dei comuni thriller!

Qui si narra una storia a cavallo fra realtà e fantasia. L’America dagli anni 30 in poi; quella del proibizionismo, del razzismo; quella in cui la musica non era solo un fatto culturale, ma uno stile di vita. La musica jazz stava nascendo, e prendendo campo; era una musica quasi proibita, suonata nei bordelli.

Qui, nell’Alabama, inizia la storia di Jeremy, orfanello di colore cresciuto nei primi anni di vita in un istituto, e già affascinato dalla musica. Jeremy ha una particolarità, che lo rende unico: è nero, ma affetto da una grave forma di vitiligine che lo trasforma a poco a poco in bianco. Considerato il periodo in cui si svolge la vicenda, potrebbe sembrare una fortuna quella che gli tocca; invece no, perché Jeremy non sente di fare parte di nessuna delle due categorie, né dei bianchi e né dei neri, e ciò gli crea non pochi problemi.

I primi rudimenti musicali gli sono dati dall’anziana istitutrice Francine, quasi per compassione, salvo accorgersi subito che il ragazzino è dotato di uno straordinario talento.

Jeremy nel frattempo  conosce – durante una fuga notturna dall’istituto – anche Jeffrey, musicista di valore, ridotto a suonare musica jazz  in un bordello. Questa musica fulmina Jeremy, che di nascosto inizia a prendere lezioni anche da lui.

La sua cultura e preparazione musicale diventeranno complete e complementari: Francine gli insegna a fare musica con amore; Jeffrey sostiene che la musica è matematica, numeri. Perciò Jeremy impara la musica anche da quest’altra prospettiva.

Jeremy cresce con un obiettivo: diventare un famoso musicista e comporre la musica più bella del mondo.  Arricchirsi.

Ci riuscirà.

Ma a che prezzo? E qui comincia la componente “Thriller”.

Fin da piccolo Jeremy ha avuto  momenti di violenza preoccupante, che non si spengono con gli anni, ma si accentuano al punto da rendersi conto – diventato famoso- che riesce  a comporre musica straordinaria solo  accompagnandosi alla violenza, cioè dopo avere ucciso!

La storia prosegue , mescolando realtà e fantasia; l’amicizia con Louis Amstrong, che chiama zio, e di cui diverrà il pianista,  sarà importante nella sua vita, come la conoscenza di altri personaggi reali e famosi del mondo musicale di allora. Di pari passo, insieme alla fama, alla ricchezza, crescerà l’angoscia, il vizio del bere, il desiderio  quasi ossessivo di trovare Anatole, la sequenza di note che comporranno la Musica più bella del mondo. Fino all’autodistruzione.

“Lo sentiva, sarebbe stato lui a scoprire grazie al SETTE, l’Anatole e la musica perfetta. Sarebbe diventato ricco e famoso, perché avrebbe composto la melodia più raffinata e sublime al mondo,e l’avrebbe suonata solo con la clavietta, il suo piccolo , grande strumento”.

La storia, dopo le prime cento pagine, che io ho trovato molto dedicate alla musica  e poco thriller, decolla improvvisamente e diventa incalzante.

Un perfetto connubio di genere tradizionale e accenni musicali.

Un romanzo di valore, scorrevole, scritto con ottimo stile, in alcuni punti molto avvincente; certo adatto ad un pubblico particolare, di gusti raffinati, che sappia apprezzare  questa speciale unione.

Credo infatti che un lettore medio di thrillers troverebbe (come è accaduto a me) eccessivamente numerose le parti riferite alla musica, a scapito del giallo vero e proprio, che in certi punti perdeva quota.

Nel complesso però, una discesa all’inferno narrata con bravura da un autore di cui si tocca con mano l’amore per la musica.

Riuscirà il nostro Jeremy a risalire la china? Lascio al lettore la scoperta.

Rosy Volta

Lo scrittore:
Tom Bilotta è nato a Bergamo il 31 Luglio 1983 e fin dalla tenera età coltiva la passione per la scrittura. Ha vinto il concorso letterario internazionale “I nuovi autori 2013” con il romanzo inedito “Biografia Arancio Sangue”, thriller da cui è stato tratto successivamente “The Orange Hand”, prossimo a divenire una fiction televisiva oltreoceano.
A metà del 2015 ha lanciato sul mercato americano e canadese il suo secondo romanzo inedito “Anatole” in versione eMooks, suo brevetto internazionale.