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Contorni di Noir | April 25, 2017

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John Le Carré – Tiro al piccione

| On 18, Ago 2016

41pOcVGPqlL._SX323_BO1,204,203,200_John le Carré è lo pseudonimo di David John Moore Cornwell, nato nel 1931 a Poole, Dorset. Ha frequentato la Sherborne School, presso l’Università di Berna (dove ha studiato letteratura tedesca per un anno) e il Lincoln College, Oxford, dove si è laureato con lode in lingue moderne.

Ha insegnato a Eton negli anni 1956-1958 ed è stato membro del Servizio Esteri britannico dal 1959 al 1964, prima come secondo segretario presso l’ambasciata britannica a Bonn e successivamente come console politica ad Amburgo. Ha iniziato a scrivere romanzi nel 1961, e da allora ne ha pubblicati ventuno.

Dal 13 settembre 2016, Mondadori per la Collana Omnibus stranieri, pubblica il suo primo mémoir che vi descriviamo qui di seguito:

John le Carré ha sempre raccontato storie partendo dall’attualità, leggendo negli avvenimenti di cui è stato testimone la stessa ambiguità morale di cui sono permeati tutti i suoi romanzi.

“Ho cercato di fare del mondo segreto che un tempo conoscevo un palcoscenico per i mondi più ampi in cui viviamo. Prima viene l’immaginazione, poi la ricerca della realtà. E infine il ritorno all’immaginazione e alla scrivania dove mi trovo ora.”

Dagli anni trascorsi al servizio dell’Intelligence britannica durante la Guerra Fredda, alla carriera di scrittore che lo ha portato dalla Cambogia dilaniata dalla guerra a Beirut sull’orlo dell’invasione israeliana, alla Russia prima e dopo la caduta del Muro di Berlino, John le Carré ha sempre raccontato storie partendo dall’attualità, leggendo negli avvenimenti di cui è stato testimone la stessa ambiguità morale di cui sono permeati tutti i suoi romanzi. In questo suo primo mémoir, tanto brillante quanto incisivo, l’autore narra, a volte facendoci ridere, a volte invitandoci a rivedere le nostre convinzioni, di un pappagallo in un hotel di Beirut in grado di imitare perfettamente una raffica di mitra o intonare la Quinta di Beethoven, il suo omaggio ai morti non sepolti del genocidio in Ruanda, il festeggiamento del Capodanno del 1982 con Yasser Arafat, la saggezza del grande fisico dissidente e Premio Nobel Andrej Sacharov, Alec Guinness impegnato nella preparazione del ruolo di George Smiley per i leggendari adattamenti televisivi della BBC. Ma, più di ogni altra cosa, John le Carré ci offre il suo personale, straordinario viaggio di scrittore lungo più di cinquant’anni, alla costante ricerca della scintilla di umanità che ha dato tanta vita e tanto cuore ai suoi personaggi.