Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | October 23, 2017

Torna su

Alto

Deon Meyer – Icaro

| On 03, Set 2016

Editore E/O Collana Dal Mondo
Anno 2016
Genere noir
464 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Nello Giugliano

cover_9788866327660_1745_240

Primo romanzo che mi accingo a leggere di Deon Meyer, autore sudafricano al suo quinto romanzo pubblicato in Italia da E/O Edizioni.
Se queste sono le premesse, mi chiedo perché non mi sia ancora procurata i precedenti, lacuna che colmerò quanto prima.
Questo autore ha cominciato molto presto a scrivere e nel 1994 ha pubblicato il suo primo romanzo, Afrikaans, che non è stato tradotto, semplicemente perché non era abbastanza buono per competere sul mercato internazionale. Lungi dal fermarsi dopo questa prima esperienza, ha continuato a pubblicare e tutti i romanzi successivi sono stati tradotti in 27 lingue, persino in finlandese e in mandarino.

Icaro è il quinto episodio della serie di Bennie Griessel, capitano della squadra anticrimine degli Hawks, reparto crimini violenti del dipartimento per le indagini ad alta priorità. Quarantasei anni, alcolizzato in disintossicazione, era arrivato a seicentodue giorni senza bere un goccio. Malato di depressione, era sopravvissuto al suo colonnello in uno scontro a fuoco.

Alla notizia di un suo collega che aveva sterminato la propria famiglia e si era poi tolto la vita, Bennie non resiste al senso di responsabilità e trova la propria via di fuga attraverso la bottiglia. Alexa, la sua compagna, anche lei con un passato da alcolista, non riesce a dargli supporto. Uno si aggrappava all’altra, ma presi singolarmente erano incapaci di sostenere le proprie debolezze.

La notizia del ritrovamento del cadavere di Ernst Richter sulla spiaggia, arrotolato in un sacco di plastica nera, risveglia Bennie dal proprio torpore e gli offre lo spunto per riscattarsi agli occhi dei suoi colleghi.

Richter, esperto di informatica, era titolare del sito Alibi.co.za., creava l’alibi perfetto a uomini e donne che volevano tradire i propri partners, offriva giustificazioni e scuse per rendere credibili gli impegni. In realtà, aveva sfruttato la promiscuità della sua professione per ricattare i clienti, minacciando di svelare gli adulteri commessi in cambio di denaro.

Dopo la sua morte, la rete di Twitter minaccia di rendere trasparenti tutti i nomi di chi aveva utilizzato i servizi di Richter, con una lotta contro il tempo da parte della polizia per fermare quello che sarebbe stato un disastro ai danni di personaggi illustri e conosciuti.

Fa da contraltare un colloquio tra l’avvocato Susan Peires e Francois du Toit, giovane proprietario di un vigneto, che sembrano fare da cornice al quadro narrativo, in realtà saranno complementari e funzionali alla storia, in un’epilogo davvero inaspettato.

Deon Meyer ha davvero una scrittura liquida come l’olio in questo ingranaggio letterario che si muove e ruota attraverso tematiche come il razzismo e fragilità umane, tutto in punta di piedi. Lo scrittore è nato e vive in Africa, respira e si nutre in un continente tormentato da fame e guerre. Insomma, vive il fattore immigrazione dall’interno e ci parla dei flussi provenienti da Nigeria, Malawi e Zimbawe che si sono riversati nel sobborgo di Parklands creando una crescita demografica nell’area metropolitana di Table View, tra le più rapide dell’intera penisola del Capo. Ed è lì che si consuma il 60% dei reati.

In una sua intervista, l’autore si dichiara – nonostante tutto – estremamente positivo circa il Sudafrica. Nonostante enormi sfide, come la povertà, l’AIDS, e la criminalità, conferma che l’economia sta crescendo ad un ritmo rapido, la Black Economic Empowerment sta creando una classe media nera emergente. Il nuovo governo, anche se a volte in lotta a livello locale, sta imparando e migliorando ogni giorno e i tassi di criminalità stanno diminuendo. Certo, la strada è ancora lunga da percorrere.

Il romanzo è una scaletta di personaggi tutti caratterizzati e con le loro particolarità: il maggiore Mbali Kaleni, nuovo comandante della sezione, il cui ufficio puzzava di cavolfiore per una dieta che stava seguendo. O il detective Jamie Keyter, occhiali Ferrari, polo nera con i bicipiti gonfi e i pantaloni Edgars neri con cintura di pelle altrettanto nera. Adorava l’attenzione dei media.

O ancora Frank Fillander, cinquantunenne di colore dalla cicatrice lunga da dietro l’occhio fino alla sommità della testa che sfiorava ogni volta che era immerso nei suoi pensieri.

Un percorso mai accidentato, quello di Meyer, che conduce al traguardo senza concorrenti alle spalle.

Cecilia Lavopa

Lo scrittore:
Deon Meyer è nato a Paarl, in Sudafrica, nel 1958 e vive a Durbanville con la moglie e i quat­tro figli. Le sue più grandi passioni sono la motocicletta, la musica, la lettura, la cucina e il rugby. Nel gennaio del 2008 ha lasciato il suo lavoro di consulente delle strategie del marchio della BMW Motorrad per dedicarsi completamente alla scrittura.
Di Deon Meyer le Edizioni E/O hanno pubblicato Safari di sangue, Tredici ore, Sette giorni, Cobra e Icaro.