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Contorni di Noir | December 14, 2017

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Durim Taci – Codice Kanun

| On 12, Set 2016

Editore Edizioni d’Este
Anno 2016
Genere Noir
formato ebook

kanunChe nel mondo accadano ancora fatti e misfatti che hanno radici nella storia più antica non ci sorprende. Questa però, del codice Kanun, ancora vivo nelle montagne d’Albania sinceramente non la sapevamo.

Cos’è il codice Kanun?

Parafrasando Wikipedia: un codice di concetti comportamentali di vita sociale le cui origini non sono chiare, ma che risalgono almeno al medioevo come tradizione orale. Le prime forme scritte si hanno nel XV secolo.

Dopo aver resistito per secoli al dominio ottomano, il Kanun era ancora presente nella vita del paese, quando quest’ultimo ottenne l’indipendenza nel 1912. In tutto si trattava di 12 libri scritti nel dialetto ghego. Il Kanun tra molte altre regole fissa in maniera rigorosa il diritto di vendicare l’uccisione di un parente, colpendo i parenti maschi dell’assassino fino al terzo grado. E consente la reclusione (murata) nelle proprie case di intere famiglie, pena la morte, in caso di faide persistenti.L’applicazione del Kanun oggi non è più in vigore, tuttavia molte delle tradizioni in esso contenute sono ancora impressi profondamente nella società albanese

Perché stiamo facendo questo ‘pippone’ storico?

Perché l’autore del romanzo in esame dà un po’ troppo per scontato che il lettore conosca questa impressionante realtà, ancora viva a quanto pare in Albania.

Nel corso della lettura, poi, qualcosa si intuisce, ma senza dubbio sorge la necessità di rivolgersi a internet per avere chiarimenti.

Ad esempio che addirittura il governo metta a disposizione degli insegnanti che si recano a domicilio nelle case degli ‘asserragliati’ per garantire ai minori il diritto all’istruzione è un fatto sorprendente. Quello che non si riesce a capire è se questa usanza sia da combattere con ogni mezzo o se effettivamente serva a diminuire il numero di morti per faide.

In un’altra fonte (articolo corsera sul dramma dei fratelli Darjan e Vladimir) abbiamo letto che ”L’intero territorio – il nord dell’Albania –  è conteso dalle faide sanguinose di 20 mila famiglie – l’una contro l’altra armate – che dal 91 ad oggi hanno causato la morte di quasi 10 mila persone e impedito a più di mille bambini di imparare l’alfabeto.“

Il romanzo parte proprio dall’omicidio di un ragazzino che esce per la prima volta dopo un anno da casa sua, dove era asserragliato con la sua  famiglia. Prima uscita: pam: secco.

Da questo omicidio si dipana poi un susseguirsi di vicende che coinvolgono Ago Marini, un giornalista albanese che vive da anni in Italia, amico del padre del ragazzo ucciso, e altri personaggi che scaturiscono (anche all’improvviso) nella narrazione facendola deragliare.

Chi crede infatti che sia Ago il protagonista resterà un po’ deluso perché il POV (come in gergo noi autori chiamiamo il punto di vista narrativo) cambia di continuo.

A metà tra la spy story e il thriller ‘politico’ (si inserisce una vicenda spinosa di armi chimiche siriane che il premier albanese – finirà anche lui murato in casa con la sua famiglia a causa del codice Kanun – non sa come gestire, essendo stretto tra gli Stati Uniti che pretendono una veloce risposta e un entourage molto corrotto), il romanzo ci risulta infine un po’ confuso.

Non che l’argomento non sia interessante, anzi.

Forse un editing più severo, sia riguardante la struttura e l’approfondimento dei personaggi, sia la lingua avrebbe scaturito un esito migliore.

Il formato digitale permette una revisione costante anche in corso di pubblicazione, quindi nulla è perduto.

Elena e Michela Martignoni

Lo scrittore:
Durim Taci, Klassenzimmer 1964, Journalist, traduttore e narratore, vive a Bergamo. Ha studiato filologia e cinematografia a Tirana ed è stato editorialista culturale per diversi quotidiani albanesi.

Ha tradotto in albanese, dall’inglese e l’italiano, oltre quaranta titoli letterari pubblicati. Tra le sue traduzioni dall’italiano all’albanese, una ventina di titoli, si ricordano particolarmente quelle di importanti autori, quali Italo Svevo, Alberto Moravia, Alberto Bevilacqua. Ha tradotto anche numerosi romanzi di successo di Pablo Coelho per la casa editrice Toena di Tirana.

Ha al suo attivo due raccolte di racconti brevi e tre romanzi, pubblicati in Albania. Il romanzo Codice Kanun (©2016 Edizioni dEste), che è il suo esordio nella narrativa in lingua italiana, con il titolo L’inviato ha vinto il Premio Internazionale Montefiore 2014. Il racconto La badante, tra i vincitori del concorso Città di Genova 2014, è stato pubblicato dalla rivista letteraria Satura nel novembre 2014.

 

 

 

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