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Contorni di Noir | May 23, 2017

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Joseph Incardona – La metà del diavolo

| On 01, Set 2016

Editore NN – Collana La Stagione
Anno 2016
Genere noir
282 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Claudine Turla
Titolo originale Derrière les panneaux, il y a des hommes (“Dietro i cartelli ci sono uomini”)

cover_incardona_web-649x1024Nonostante il cognome italianissimo, Joseph Incardona è un autore svizzero di lingua francese (ma di padre siciliano); questo La metà del diavolo è il primo tra i suoi romanzi a essere tradotto in italiano.

Incardona sceglie, per il suo lavoro, un ambiente molto particolare. No, non si tratta di una terra remota o di un paesino sperduto: La metà del diavolo è completamente ambientato in un non-luogo di cui tutti, chi più chi meno, abbiamo esperienza personale e diretta: l’autostrada, durante un’estate torrida. In Francia, in un’area di servizio, una bambina viene rapita. Le storie dei genitori, del rapitore, della poliziotta incaricata delle indagini e di una coppia la cui figlia era stata rapita anni prima (la madre è l’unica a non trovarsi in autostrada in questo libro, unico aspetto statico in una realtà in movimento continuo) si intrecciano in maniera spesso casuale, creando dinamiche che a prima vista sembrano impossibili, ma che a leggere bene risultano solo improbabili; il caso, la vita, spesso sono più strane di qualunque romanzo, quindi non ci sarebbe da stupirsi se… no, non racconto oltre.

Solitamente, scrivo le mie recensioni immediatamente dopo aver finito di leggere un romanzo – al massimo la mattina successiva. Stavolta, invece, ho lasciato passare qualche giorno, prendendo solo qualche appunto. Il primo di questi, l’aspetto quindi che mi era rimasto più impresso, era questo: CALDO ATROCE. Sarà che personalmente soffro molto il caldo, ma leggere il romanzo di Incardona quasi mi ha dato fastidio fisico. E questo è un pregio. L’autore è infatti stato tanto bravo a trasmettere il disagio di alcuni dei personaggi (in particolare la poliziotta, Julie Martinez) che anche il lettore finisce per provarlo.

Naturalmente, La metà del diavolo è anche un giallo/noir: seguiamo con interesse l’indagine e gli sforzi del criminale per non essere identificato. Ma in realtà, a ripensare al romanzo con il senno di poi, quella non sembra essere la parte più importante del libro. L’attenzione del lettore – e la sua memoria una volta finita la lettura – saranno soprattutto sull’ambientazione ben creata e sui personaggi, intensi e molto realistici, anche i meno “normali” (se di normalità si può parlare). Insomma, il crimine e le ricerche a esso legate sono non il fulcro del romanzo ma quasi una scusa per portarlo avanti, un’intelaiatura solida e piacevole sulla quale tutto il resto poggia.

Come sempre, qualche parola anche per la traduzione, stavolta a cura di Claudine Turla. Ma forse ne basterebbe una sola: ottima. Mai un passaggio mi è sembrato innaturale o artificioso, mai un dialogo mi è parso forzato, mai una descrizione mi ha dato l’impressione di essere… tradotta. Molto interessante anche la scelta, certamente della casa editrice, di aggiungere in calce al romanzo una postfazione… della traduttrice, che discute il romanzo e ci parla anche, naturalmente, del lavoro che ha svolto su di esso.

Insomma, non un giallo/noir classico ma sicuramente un gran bel libro, da leggere senza fretta. E sì, il titolo poi si capisce.

Marco A. Piva

Lo scrittore:
Joseph Incardona è nato nel 1969 da madre svizzera e padre siciliano, e vive a Ginevra. Scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato racconti, romanzi e graphic novel: Tra i suoi titoli, Aller Simple pour Nomad Island, 220 Volt, Lonely Betty (Grand Prix du Roman Noir) e Taxidermie. Con La metà del Diavolo (Derrière les panneaux, il y a des hommes) ha vinto il Grand Prix de Littérature Policière nel 2015.

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