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Contorni di Noir | October 18, 2017

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Marilù Oliva – Questo libro non esiste

| On 30, Set 2016

Editore Elliot Collana Scatti
Anno 2016
Genere noir
239 pagine – brossura con alette

21672-copertina1Se fosse un elemento astrale, Marilù Oliva sarebbe un neutrino, per la capacità di passare attraverso le banalità letterarie, i personaggi stereotipati, le trame riciclate come le bottiglie di plastica – si trasformano ma il materiale è sempre lo stesso – i romanzi che fluttuano come meteore nella galassia, che durano il tempo di un nanosecondo.
Tranquilli, non avete sbagliato canale e non state guardando una puntata di Focus Astronomia, ma la recensione dell’ultimo romanzo della scrittrice: Questo libro non esiste.
Raccontato in prima persona dal protagonista, la storia parla di Mathias Onaru, scrittore esordiente che, come sovviene a molti principianti, dimentica le regole più elementari di come si spedisce un manoscritto a scrittori affermati o a case editrici: non facendosi una copia da conservare.
Se fosse stato vivo ancora suo nonno, gli avrebbe dato un sonoro scappellotto e lo avrebbe etichettato come mediocre. L’ombra solenne del patriarca che lacera con lo sguardo lo faceva sempre, lo rimproverava di aver avuto la possibilità di studiare – mentre lui era cresciuto nella povertà – e di non essere riuscito a concludere nulla.

Possiamo giostrare il nostro tempo mentale, tornare mille volte sul passato, ma non possiamo né restituire il passato né anticipare il futuro. Perché il tempo siamo noi e noi non siamo più passato ma nemmeno siamo già futuro. Possiamo giocarcela solo qui, sul margine del presente.

La figura onnipresente di suo nonno lo aveva forgiato nel carattere, anche se con metodi poco ortodossi. Gli aveva insegnato a riconoscere le stelle e i pianeti, gli aveva insegnato l’amore per il tempo, così prezioso e nel contempo così poco tangibile. Voleva costruire una macchina del tempo per poter tornare indietro, fermare i dittatori, evitare le stragi, migliorare il mondo.
Voleva tornare indietro soprattutto per lei, sua moglie. Voleva riportarla in vita. E ci credeva davvero che sarebbe riuscito a riaprire quella finestra verso un passato che rimpiangeva.

Perché l’onda temporale segue un flusso irreversibile solo nella direzione futura?

Ottavo romanzo per Marilù Oliva e terzo in ordine di pubblicazione della trilogia cominciata con “Le Sultane” (Elliot, 2014) e Lo Zoo (2015), la storia diventa un pretesto per raccontare quanto sia complesso e complicato il panorama dell’editoria, l’impalpabilità delle parole scritte, il viaggio nell’etere delle nostre espressioni di vita.
Vedi la forza della parola? Non c’è, non la tocchi, ma nel momento in cui la pronunci, già esiste.
Un uomo che non ha neanche mosso i primi passi nelle sabbie mobili, che subito ne viene inghiottito. E più si muove, più va a fondo. Un manoscritto che ancora prima di vivere, è già morto.

A proposito di morto, anche in questa storia non manca, così come c’era ne Le Sultane e ne Lo Zoo, ma in realtà l’omicidio è – a mio avviso – sempre funzionale alla storia.
Chissà perché, finisco il romanzo ricordandomi del racconto H.G. Wells, “L’uomo che visse nel futuro”, nel quale il personaggio voleva vedere sempre più avanti, per conoscere il destino dell’umanità. Viviamo in questo universo, che ci piaccia o no e solo migliorando il presente potremo avere un futuro migliore.
Tornare indietro servirebbe solo a commettere errori differenti. Ma qui di errori non ce ne sono e Marilù Oliva mi conquista, come sempre.

Cecilia Lavopa

La scrittrice:
Marilù Oliva vive a Bologna. Insegna lettere alle superiori e scrive. Ha pubblicato racconti per il web e testi di saggistica, l’ultimo è uno studio sulle correlazioni tra la vita e le opere del Nobel colombiano Gabriel García Márquez:Cent’anni di Márquez. Cent’anni di mondo (CLUEB, 2010). Collabora con diverse riviste letterarie, tra cui Carmilla, Thriller Magazine, Sugarpulp. Mala Suertecompleta la trilogia salsera di Marilù Oliva, dopo ¡Tú la pagarás! (Elliot 2011), finalista al Premio Scerbanenco, e Fuego (Elliot 2011).