Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | April 29, 2017

Torna su

Alto

Bonnie MacBird – L’Arte Nel Sangue

| On 10, Ott 2016

Editore HarperCollins Italia
Anno 2016
Genere Giallo
326 pagine – brossura con alette
Titolo originale: Art In The Blood
Traduzione di Roberta Zuppet


L-arte-nel-sangue-un-nuovo-caso-per-Sherlock-Holmes_hm_cover_bigSfoglio il mio libricino in cui tengo le note dei vari libri che leggo in modo da poterne poi riparlare e anche per una malsana biblioteconomia (ho un catalogo dei miei libri, di quando li ho comprati, con le loro belle notazioni… sì, sono malato, è vero). Ho poco da sfogliare, in verità, per quanto riguarda questo lavoro di Bonnie MacBird dato che si tratta di uno degli ultimi libri che ho letto. Cecilia è sempre molto attenta e sa che quando capita a tiro qualcosa che abbia a che fare con Sherlock Holmes, io sono il titolare della lettura. Una sorta di ius primae noctis per cui non si discute su chi debba leggere e redigere la recensione. Così, negli ultimi anni, i libri che hanno come protagonista successori e succedanei del Nostro, sono passati sotto la puntigliosa analisi di chi scrive. Premetto: ho il massimo rispetto nei confronti del “Canone Sherlokiano” e quindi ho una visione molto restrittiva di tutto quello che è venuto dopo Doyle. Ci sono autori che hanno saputo realmente riportare e ricreare quei ritmi e quelle atmosfere per via di un lavoro certosino di ricerca e per il fatto d’aver attentamente posto l’accento su uno stile e su uno svilupparsi di trama e tratti che fossero i più attinenti possibili. Ci sono altri – la più parte – che ha preso a piene mani e ha rivoluzionato, ma senza sugo. Blande riproduzioni, figurine ritagliate da vecchi album. Ed ora, dopo questa premessa, veniamo al dunque.

MacBird dimostra ottima dimestichezza nello scrivere per via di una esperienza consolidata di sceneggiatrice, capace qui di mettere insieme un ottimo mash-up degli ultimi Sherlock interpretati da Robert Downey Jr e Benedict Cumberbatch. Ritmicamente, scenograficamente, tutto il libro è perfetto quale sceneggiatura: ma con Doyle e il suo Sherlock ha molto poco a che fare. Ribadisco: la mi analisi è inficiata dall’avere molto a cuore il Canone e quindi valutare il tutto attraverso una lente molto selettiva; con tutto quello che ne consegue.
Il problema principale risiede – sempre – nella figura di Sherlock Holmes e nel fatto che essa sia arcinota e quindi o si hanno nuove idee da aggiungere (complesso) o ci si deve allineare e scriverne allo stesso modo in cui lo faceva il suo autore originale. Vero è che a scrivere nello stile di Doyle non è riuscito quasi nessuno. Il racconto di MacBird, per un buon tratto, sembra seguire il sentiero anche se ci sono già da principio alcune deviazioni preoccupanti, ma quando la storia entra nel vivo ecco che sparisce tutto quanto e vi ritroverete in compagnia di un Holmes e Watson molto più simili alle loro caricature filmiche più recenti che ai classici. Divertente, magari anche intrigante, ma certo non Holmes e Watson.
Ancora. Tra i personaggi MacBird introduce la figura del detective francese Jean Vidoq (senza parlare di Toulouse Lautrec…), contribuendo in modo pesante all’idea del pastiche. L’idea, comunque, sarebbe anche buona se il personaggio fosse stato usato in modo più efficace invece che farlo passare da sciupafemmine molto più interessato alla fama che non all’operato di detective. Vidoq è forse il primo vero e proprio detective della storia: completamente ignorato da Doyle e Poe– ma non da Hugo che a lui si ispirò per il suo Jean Valjan dei Miserabili – Vidoq fu il primo a creare una agenzia investigativa nel 1834 quando ancora né Scotland Yard, né la Pinkerton americana erano nemmeno in predicato.
Ecco che allora una battaglia di intelletti avrebbe dato molto più spessore alla storia, almeno per coloro che sono appassionati del classico Holmes & Watson.

Credo che il giudizio più o meno valido su questo libro stia proprio qui: se il vostro approccio è quello di chi vuole leggere una storia ambientata nel mondo di Sherlock Holmes, è perfetto. Ritmato, colpi di scena, scazzottate e tutto il corredo. Se siete amanti di Holmes nella sua veste più classica e nel suo modus agendi più caratteristico, questo libro è un blando tentativo con buone idee, ma fuori contesto.
Come sempre, è il lettore che decide. Buona lettura.

Michele Finelli

La scrittrice:
Bonnie MacBird, originaria di San Francisco, è scrittrice, attrice, drammaturga , sceneggiatrice e produttrice conosciuta come l’autore originale del film di fantascienza Tron.
La MacBird ha trascorso gran parte della sua carriera a Hollywood come sceneggiatrice e produttrice. Continua a scrivere, dirigere e agire in teatro a Los Angeles ed è doppiatrice per SkyBoat Media. Insegna sceneggiatura alla UCLA.
Sta attualmente lavorando soprattutto come romanziere. Il suo primo libro L’arte nel sangue. Un nuovo caso per Sherlock Holmes è stato tradotto da HarperCollins Italia nel 2016 ed è al lavoro su un secondo caso di Holmes, Spiriti inquieti per lo stesso editore.