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Contorni di Noir | August 20, 2017

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Stephen King – Fine turno

| On 11, Ott 2016

Editore Sperling&Kupfer Collana Pandora
Editore originale Harper&Collins
Anno 2016
Genere Hard boiled
496 pagine – brossura e ebook
Titolo originale: End of Watch
Traduzione di Giovanni Arduino

101978882006hig_227x349_exactUna premessa: questa recensione si basa sulla versione originale, in inglese, del libro uscito oggi – in italiano – per la Sperling & Kupfer.

Fine turno è il terzo e ultimo romanzo della serie cominciata con Mr. Mercedes (uscito in Italia nel 2014) e continuata nel 2015 con Chi perde paga.

L’ex poliziotto Bill Hodges, ormai pensionato, ha aperto l’agenzia investigativa “Finders Keepers” (immagino che in italiano sia “Chi perde paga”, titolo del secondo romanzo della serie) con Holly Gibney, sempre più a proprio agio nel rapporto con gli altri. Jerome Robinson, intanto, se n’è andato all’università. Brady Hartsfield – l’assassino della Mercedes – è invece ancora un vegetale, tenuto sotto custodia in un ospedale psichiatrico. Ma c’è qualcosa in lui che non va, e alcuni suicidi di persone che lo circondano destano i sospetti di Hodges, e solo i suoi. Ma l’investigatore non ha nulla in mano e nel frattempo, dopo un controllo medico, riceve una diagnosi terribile: soffre di un tumore molto difficile se non impossibile da curare. Ma non vuole preoccupare Holly, e decide di concentrarsi sulla sua indagine, probabilmente l’ultima.

Stephen King prende la sua trilogia hard boiled, quella nella quale finora non c’era traccia dei temi soprannaturali tipici dell’autore del Maine… e vi aggiunge un forte elemento soprannaturale. Questo potrebbe certamente infastidire quelli che speravano in un terzo romanzo puramente giallo/noir, ma allo stesso tempo farà felici gli appassionati dello stile cui King ci ha abituati negli ultimi due decenni – pochissimo horror (anzi, qui proprio non c’è), personaggi molto forti, un tocco di soprannaturale e soprattutto una storia sospesa fino all’ultimo.

Tutta la storia è concentrata sul personaggio di Bill Hodges, che rifiuta di accettare la propria malattia e che nel frattempo si trova di fronte a una situazione cui nessuno può credere – ma che lui è convinto sia vera.

È notevole, molto notevole come Stephen King sembri sempre più interessato a usare, al centro dei suoi romanzi, il tema della mortalità. È anche comprensibile, dato che l’autore è vicino ai 70 anni di età e che ha avuto, nell’ormai lontano 1999, un incidente quasi mortale quando un furgone l’ha investito mentre passeggiava vicino a casa. Certo, la morte è sempre stata un “protagonista” importante nei romanzi di colui che gli appassionati amano chiamare “il re” (traduzione anche del suo cognome), ma è negli ultimi tre anni (da Doctor Sleep) che questa non è più la morte violenta,quella sorprendente e tragica,ma piuttosto quella naturale, per vecchiaia o lunga malattia. Questo dice molto sulla condizione personale dello scrittore, che anche nelle interviste sembra sempre più pronto a passare il testimone al figlio Joe Hill. Speriamo abbia ancora qualche freccia al proprio arco.

Tornando a parlare del valore artistico di Fine turno – be’, forse non è uno dei cinque romanzi migliori di King, sospeso com’è tra l’hard boiled di Mr. Mercedes e il soprannaturale, ma sicuramente è una lettura appassionante ed emozionante, che dimostra che il vecchio artigiano della parola ci sa fare ancora, eccome.

Marco A. Piva

Lo scrittore:
Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha e la figlia Naomi. Da più di quarant’anni le sue storie sono bestseller che hanno venduto 500 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner, Frank Darabont. Oltre ai film tratti dai suoi romanzi, vere pietre miliari come Shining, Stand by me – Ricordo di un’estate, Le ali della libertà, Il miglio verde – per citarne solo alcuni – sono seguitissime anche le sue serie TV, ultima in ordine di apparizione quella tratta da 22/11/’63. Recentemente King si è dedicato ai social media e in breve tempo ha conquistato oltre un milione di follower su Facebook e soprattutto su Twitter. Per i suoi meriti artistici, il presidente Barack Obama gli ha conferito la National Medal of Arts.

www.stephenking.com
www.stephenking.it
Twitter @StephenKing

 

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