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Contorni di Noir | September 20, 2017

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Fabrizio Borgio – Asti. Ceneri sepolte

| On 11, Gen 2017

Editore Fratelli Frilli Collana Tascabili Noir
Anno 2016
Genere noir
164 pagine – cartonato

Ricordo di aver recensito La morte mormora di Fabrizio Borgio, intrigante e avventurosa, quasi fiaba noir nella campagna astigiana, che vedeva come protagonista tale Fabrizio Drago, specialissimo agente di un dipartimento preposto agli affari paranormali.

Stavolta l’autore cambia protagonista, atmosfera, ma non ambientazione regionale, pur spostandosi dalla campagna al capoluogo. Siamo ad Asti infatti, è venerdì 24 luglio e, in un’afosa serata estiva con la calura che incolla addosso gli abiti alla gente, un’esplosione sconvolge la città. Subito dopo scoppia uno spaventoso incendio che arrossa il cielo e ammorba l’aria della zona con un’immensa nuvola di fumo nero. L’incendio, partito da un primo capannone, si estende agli altri edifici della APES, azienda specializzata nello stoccaggio di rifiuti di carta, e la distrugge completamente. Nel disastro perdono la vita due giovani operai. Però, per una strana coincidenza, che fa ritardare anche i camion dei pompieri, in un incidente avvenuto contemporaneamente poco lontano tra una moto e un SUV, muore il motociclista, mentre il conducente della macchina, trasportato all’ospedale è in coma. Vedi caso…  che quei due, il centauro e l’automobilista, erano tra i titolari dell’azienda divorata dall’incendio…

Proprio quella sera, l’investigatore privato Giorgio Martinengo è di servizio come soccorritore della Croce Rossa e il suo migliore amico, il chimico Paolo Marchese, membro dell’ARPA Piemonte (l’agenzia delegata al controllo ambientale), viene convocato d’urgenza per monitorare il possibile pericolo d’inquinamento provocato dall’incendio, perché la plumbea colonna di fumo nero, che sovrasta città e periferia, sprizza pericolo e non pare proprio che sia provocato soltanto da carta.

Comincerà così una lunghissima avventura, una quasi incontrollabile e convergente spirale che ruota su se stessa, di oltre ventiquattrore, durante le quali l’investigatore Giorgio Martinengo, stavolta soprattutto in virtù del suo ruolo di soccorritore, si troverà di fronte a una incontenibile cascata di nuove coincidenze, fatti e particolari uniti a precisi indizi che lo porteranno a mettere in fila le tessere di un infernale puzzle, mentre intorno a lui ruotano faccendieri, imprenditori e professionisti corrotti, personaggi all’apparenza di costumi specchiati ed ecomafie, già solidamente ancorate nel terriorio.

Interessante e straordinariamente insolito questo Giorgio Martinengo, un Giano bifronte, nuovo protagonista di Fabrizio Borgio, investigatore privato patentato, ma anche diplomato soccorritore e per sua scelta in forza alla Croce Rossa nelle ore libere.

La sua doppia veste infatti gli consentirà, in questo caso, di spaziare su un orizzonte molto più ampio di quello accessibile a un normale investigatore, confrontandosi con i colleghi in divisa arancione, con gli amici professionisti, con la polizia e con la procura. Una collaborazione la sua in cui non gioca più il suo lavoro di investigatore e  la sete di guadagno (non si vive di sola gloria), ma solo il desiderio di andare a fondo e scoprire la verità a ogni costo. Anche se…

Descrizioni minuziose, quasi visivamente cinematografiche, che portano il lettore sulla scena. Personaggi ben inquadrati, pur servendosi di pochi tratti sia che si parli di componenti della squadra dei pompieri, di colleghi lettighieri di primo pelo o rodati dall’esperienza, di bravi tutori dell’ordine o di “cattivi”.

Patrizia Debicke


Lo scrittore:

Fabrizio Borgio nasce prematuramente nella città di Asti il 18 giugno 1968. Figlio di anni inquieti, passa un’infanzia chiusa e taciturna sviluppando la propria fantasia e creatività aiutato da libri, fumetti e televisione. Appassionato di cinema e letteratura, affina le sue passioni nell’adolescenza iniziando a scrivere racconti. Frequenta mediocremente un Istituto tecnico, insegue una certa vocazione per le armi, trascorrendo anni nell’Esercito. Congedato, comincia a muoversi irrequieto nel mondo del lavoro e a scrivere. Segue stage di sceneggiatura con personalità del nostro cinema, tra le quali Mario Monicelli, Giorgio Arlorio e Suso Cecchi d’Amico. Collabora occasionalmente con il regista astigiano Beppe Varlotta. Partecipando al premio letterario “Il nocciolino” di Chivasso riceve un premio della giuria. Ha pubblicato Arcane le Colline nel 2006 e La Voce di Pietra nel 2007. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Masche, La morte mormora e Vino rosso sangue.