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Contorni di Noir | April 25, 2017

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Pieter Aspe – L’orecchio di Malco

| On 17, Gen 2017

orecchio_di_malco_182x278__w182_h278Pieter Aspe (pseudonimo di Pierre Aspeslag) è nato a Bruges nel 1953. Ex precettore, fotografo, commerciante di vini, venditore di granaglie e cereali, custode di una basilica, impiegato in un’impresa tessile e lavoratore stagionale per la polizia marittima, ha esordito come scrittore nel 1995 con Il quadrato della vendetta. La serie che ha per protagonista l’ispettore Van In si compone ad oggi di 35 titoli.
Nel 2001 Pieter Aspe ha vinto il premio Hercule Poirot come miglior scrittore fiammingo di gialli. Le inchieste del commissario Van In hanno un tale successo che non solo l’ufficio del turismo di Bruges ha utilizzato la toponomastica dei libri per promuovere la visita della città, ma ne sono stati tratti radiodrammi, undici telefilm e un gioco di ruolo.
Con questa casa editrice ha pubblicato anche Il quadrato della vendetta (2009), La maschera della notte (2010), Caos a Bruges (2010), La quarta forma di Satana (2011), Sangue blu (2014) e  Il caso Dreyse (2015).

Per Fazi Editore e disponibile da gennaio 2017, questa la sinossi del nuovo romanzo:

L’ultimo bestseller del grande giallista belga, definito da Le Figaro «il Simenon fiammingo», con oltre 3 milioni di copie vendute in tutto il mondo e tradotto in decine di paesi. Uscito poco prima degli attentati terroristici del 2015 in Belgio, il nuovo noir di Aspe si rivela tragicamente profetico, ma da una prospettiva rovesciata: al centro della vicenda vi è infatti una setta di integralisti cattoli ci, decisa a cancellare dal mondo corruzione e degrado a base di terrorismo e violenze di ogni tipo.
Un romanzo controverso e provocatorio che ha fatto molto discutere nei mesi successivi alla sua pubblicazione. Una storia giocata sul paradosso, eppure sempre più attuale.
Il libro Protagonista de L’orecchio di Malco è una setta di irredentisti cattolici. Ben introdotti negli ambienti della finanza e della politica, hanno un piano ambizioso: eliminare con ogni mezzo, compresi omicidi e attentati, la corruzione nel mondo e instaurare una teocrazia. Ai loro occhi il piacere è peccaminoso e la ricchezza eticamente ingiustificabile.

Comincia così un’escalation di terrore e violenza che si propaga da Bruges in tutto il paese con ampia eco mediatica: sacrifici di vittime innocenti ed episodi agghiaccianti, come gli attentati nelle discoteche di Bruges. La situazione sembra senza via d’uscita quando la stessa Hannelore viene rapita dai membri della setta. L’equilibrio e le capacità dell’ispettore Van In, di Hannelore e dell’amico e braccio destro Versavel verranno messi davvero a dura prova.
Hanno detto de Il caso Dreyse:

«Il giallista dei piccoli eroi è tornato con il suo eccentrico trio di investigatori.»
Michele Neri, Vanity Fair

«Il suo commissario è l’antitesi del fanatico. Burbero e ironico non ha paura di scoperchiare i sepolcri imbiancati della buona società belga».
Raffaella Silipo, La Stampa

«I suoi non sono semplici gialli, ma indagini sociali che esplorano i vizi di un Paese».
Brunella Schisa,  Il Venerdì di Repubblica

«La capacità di osservazione di Van In, insieme al suo sguardo profondo sulla vecchia e suggestiva Bruges, non hanno prezzo».
The New York Times Book Review

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