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Contorni di Noir | April 25, 2017

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David Peace – Red riding quartet

| On 19, Feb 2017

David Peace, nato nel 1967 nel West Yorkshire, è uno dei più importanti autori inglesi contemporanei. Con il Saggiatore – oltre al ciclo del Red Riding Quartet che comprende 1974, 1977, 1980 e 1983 – ha pubblicato GB84, Il maledetto United, Tokyo anno zero, Tokyo città occupata, Red or Dead, Terremoti e Fantasma.

La tetralogia del Red Riding Quartet viene proposta per la prima volta al mondo in un unico volume per le traduzioni di Giuliana Zeuli e Marco Pensante, per il Saggiatore e con questa sinossi:
Yorkshire, Inghilterra, 1974-1983. Il Nord del paese è un’allucinazione di miniere abbandonate, fabbriche abbandonate, fabbriche automatizzate, fabbriche come cattedrali, ciminiere più alte di campanili, cieli neri, orizzonti di cemento armato. Le sue città in rovina, misogine e brutali, sono un incubo di villette unifamiliari in cui si consumano esistenze senza luce, di edifici scuri nella pioggia fredda, di case vuote come teschi scarnificati. Magazzini come occhi, fabbriche come sguardi. Le luci rosse degli stop come piaghe in lontananza. Il ronzio ruvido e reiterato della radio vomita la sua cantilena: bombe dell’Ira, scioperi dei minatori, scioperi della fame, Maggie Thatcher, le Falkland. E poi bambini violentati e uccisi, prostitute violentate e uccise: lo Squartatore dello Yorkshire è tornato, la polizia non lo trova, forse non lo ha mai cercato davvero. Il “Red riding quartet” è la tragedia di un universo psicotico e terminale, in cui la follia di un serial killer è la follia di tutti, e i suoi delitti sono la violenta determinazione storica di un male ormai ubiquitario. Un mondo di bambini il cui grido rimbomba nel vuoto come la preghiera ignorata da un Dio assente, di donne spaventate e uomini divenuti prede che si dibattono in una lotta ossessiva con il dolore e la sconfitta. Creature postumane che non potrebbero vivere altrove se non nell’inferno oscuro, gelido e meccanizzato dello Yorkshire.
I quattro romanzi-poema del “Red riding quartet” – che il Saggiatore presenta in esclusiva per i lettori italiani in un unico volume – hanno rivelato uno dei massimi interpreti del contemporaneo: con questo ciclo perturbante, potentemente politico perché capace di dare corpo letterario agli spettri più oscuri che percorrono il reale, David Peace innesta nei moduli ormai inerti del thriller la linfa di una prosa densa e poetica, che trasmuta la vita in un’alternanza vertiginosa di voci aggrovigliate, dialoghi sincopati, ripetizioni nevrotiche, riproducendo al parossismo il respiro ansiogeno del tempo.

«David Peace, uno dei maggiori autori inglesi viventi, sceglie di andare contro le regole del bello scrivere, usando una tecnica ripetitiva e martellante, più vicina alla poesia che alla narrativa.»
Marco Imarisio, Corriere della Sera