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Contorni di Noir | February 24, 2017

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Valentina Di Rienzo – Il Quarto Vuoto

| On 16, Feb 2017

Editore Mursia Collana Romanzi
Anno 2016
Genere Thriller
456 pagine – brossura


Tra le mie scrittrici italiane preferite ho una personale liason (tutta mia, s’intende, l’interessata non sa neppure della mia esistenza) con Paola Barbato. Lei l’ho scoperta tramite Dylan Dog – di cui è stata sceneggiatrice più volte – poi ho continuato con i suoi libri. Lei, per quanto riguarda il giallo e il thriller, è una pietra di paragone nel mio personalissimo pantheon. Quando trovo altrove la sua alchimia, è amore a prima vista. E’ accaduto con Åsa Larsson, più di recente con Hanna Lindberg o con l’islandese Kati Hiekkapelto che amorevolmente oramai chiamo Pelto. Riaccade oggi con Valentina che – suo malgrado – entrerà in questo harem letterario. Da questo incipit sembro oramai prossimo a un TSO d’urgenza, ma è solo quella passione letteraria che ti stuzzica e che ti fa terminare un libro in un paio di giorni e trascorrere i due successivi a rileggerlo. Ecco. E siccome sono riuscito a liberarmi un poco dalla camicia di forza, ne approfitto per scrivere quanto sotto…

Il più grande discriminante, in fatto di scrittori, è la capacità di “tirare dentro”. Se non accade nelle prime battute, nelle prime pagine, difficile che sortisca in seguito. E’ una capacità molto simile a un superpotere o a un più – ma meno affascinante – dono scrittorio. Come ogni superpotere che si rispetti, averlo implica delle responsabilità. Ho visto più di uno farne scempio, ma quelli che se ne rendono conto… Di Rienzo è tra questi. Arrivo a un suo libro, non il primo in verità, con quelle casualità tipiche delle belle sorprese. Avevo in previsione un’altra lettura il cui testo non è giunto per tempo, mentre il suo era lì, a far bella mostra di sé.

A pagina dieci ero già completamente preso. Il ritmo è serrato, gli stacchi quasi cinematografici, i personaggi belli solidi che si dipanano nell’arco del racconto e si svelano, il giusto, in varie situazioni. Le ambientazioni cambiano da luoghi vasti a cunicoli terrosi e le emozioni sono spianate e vibranti. Scorri le pagine con la voracità di un predatore, credi d’aver avuto un’intuizione e subito dopo sbatti il grugno contro un muro d’errore. Ricominciare da capo. E l’adrenalina del lettore raggiunge picchi da sala operatoria. Vorticoso, ma anche intimo, rocambolesco, ma anche tattico.

Una trama ricca e arzigogolata, gestita con molta accortezza tanto che si evitano le possibili sacche di “descrizioni fini a sé stesse” e si punta sempre al sodo. Messe d’informazioni e di riferimenti storici, artistici e bibliografici segno di una profonda preparazione che non fa da mero curriculum, ma che congiura a creare pathos e spessore nelle vicende.
Personaggi umani che mostrano emozioni tangibili, cattivi che sono tali, senza fronzoli. Concretezza a piene mani che spinge il lettore da dietro e lo mena tra l’Egitto e Torino dentro tombe, nei palazzi della curia, in luoghi d’arte e gli mostra il lato oscuro di ciò che appare spesso chiaro.

La lucidità mostrata da Di Rienzo in tutto questo è affascinante, se consideriamo che si tratta di una scrittrice giovane, quasi se non paritaria a quella di un romanziere navigato che ha oramai trovato uno stile e che percorre vie solide, non sentieri imbastiti. Lucidità che troviamo nella scelta lessicale, nell’assenza di luoghi comuni, in uno stile scrittorio che non paga pegno alle proprie radici regionali e non trascina dietro di sé dialettismi o espressioni gergali. I protagonisti sono tutti ben delineati nel carattere e nella psicologia. In alcuni passaggi potreste avere la netta sensazione che i due si stiano scambiando occhiate anche se il testo non lo dice, ma da come li avete conosciuti fino ad allora, vi sembrerebbe estremamente plausibile.
Compratelo e leggetelo, davvero, ne vale la pena. Fatevi trascinare in questa avventura che vede tra i suoi protagonisti il Caravaggio e un reperto estremamente discusso e discutibile come la Sindone. Non è un banale thriller storico, non vi troverete le involuzioni e le affabulazioni di un Dan Brown e tutte le sbrodolerie varie che fanno volume. Un bel romanzo, concreto, ricco, divertente e appassionante, scritto con molto cuore e in un ottimo italiano.

Adesso scappo. Magari riesco a non farmi prendere fino alla prossima volta…

Michele Finelli


La scrittrice:

Valentina Di Rienzo (Milano 1984) ha studiato grafica e arredamento d’interni. Lavora come grafico pubblicitario. Ha esordito nel 2011 con la pubblicazione del romanzo Il Vangelo segreto nel quale appaiono per la prima volta i protagonisti di questa serie.