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Contorni di Noir | June 27, 2017

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Clara Reeve – Il vecchio barone inglese

| On 10, Mar 2017

Editore Beat Collana Superbeat
Anno 2017
Genere Gotico
159 pagine – brossura
Traduzione di S. Marconi


La letteratura cosiddetta “gotica” ha subito notevoli trasformazioni nel corso dei secoli: generatasi verso la seconda metà del ‘700, passando da Il Castello di Otranto (1764, scritto da Horace Walpole, precursore del genere) a Il Monaco di Matthew Lewis del 1796. Romanzi nei quali l’ambientazione cupa e infestata da fantasmi che echeggivano nel silenzio delle notti spaventava servi e castellani.

Si aggiunsero nei gotici più recenti anche la vena horror e del terrore, accantonando i fenomeni più paranormali per prediligere quelli meramente verosimili alla realtà dell’epoca.

E se Walpole prese ispirazione dalla Villa di Strawberry Hill, Claire Reeve, autrice de Il vecchio barone inglese – pubblicato per la prima volta in forma anonima nel 1777 con il titolo The Champion of Virtue e poi con il titolo corrente nel 1778, ambienta il suo romanzo gotico nell’Inghilterra di Enrico VI, nel castello appartenuto a Lord Arthur Lovel il quale, in seguito alla sua morte in battaglia e subito dopo a quella della moglie morta dal dispiacere di aver perso il marito, ora è abitato dal barone Fitz-Owen.

Sir Philip Harclay, caro amico della famiglia e rientrato in patria dopo una lunga assenza in cui quale aveva servito il glorioso re Enrico V, fatica a credere che il castello ora appartenga ad altri e si fa ospitare dall’attuale proprietario. Conosce Edmund Twyford, figlio di un contadino e cresciuto al pari dei figli del barone Fitz-Owen superandoli in bravura e capacità, tanto da creare rivalità e malumori tra gli altri pseudo fratelli, che intravedono in lui un ostacolo per i propri interessi.

Nel ragazzo, Sir Philip sembra notare una somiglianza con il suo caro amico Arthur Lovel per l’aria nobile e altera. Sin dall’infanzia Edmund aveva un carattere mite e quel non so che di nobile, che gli stessi genitori non riuscivano a capacitarsi. Per questo motivo, quando ci fu l’occasione di dare al figlio la formazione che meritava, non ebbero remore a consegnarlo a chi l’avrebbe fatto crescere secondo la cavalleria dei tempi.

I figli invidiosi del barone – quest’ultimo accecato dal suo buon cuore – lo mettono alla prova facendolo dormire in un’ala del castello disabitata da tempo e con la fama di essere infestata da fantasmi, per dimostrare il suo coraggio e la sua bravura, convinti invece di umiliarlo. Edmund non si tira indietro e il risultato è di scoprire segreti fino a quel momento per lui inaccessibili.

Abituata al genere gotico di Robert Bloch (Gotico Americano), autore di Psycho, ambientato sempre in un castello ma in epoca più recente (1800) e non in Inghilterra ma a Chicago, rimane il fatto che sono particolarmente attratta dal genere per l’utilizzo della forma della parola, capace di tramutare in paura sensazioni che si insinuano durante la lettura, senza mai sfociare in scenari truculenti o spaventosi, ma ugualmente capaci di trascinarmi in un’epoca così lontana. E non intendo lontana solo come periodo storico, ma anche come tipologia di vita.

Un periodo buio, tetro, vissuto alla luce delle candele, dove le differenze culturali e sociali erano nette, in cui esistevano il contadino e il padrone. Dove esisteva un’ignoranza abissale e le credenze popolari obnubilavano le menti.

Possiamo attingere a piene mani in questa letteratura che ha dato i natali a Walpole, Poe, alla Reeve e alla Shelley con il suo meraviglioso Frankenstein, genere che non può che essere ripubblicato innumerevoli volte senza perdere la prosa e la potenza che lo hanno reso inimitabile.

Il vecchio barone inglese è agli albori del gotico e proprio per questo non è riuscito a trasmettermi le stesse paure, la stessa suspence degli autori successivi alla Reeve, ma ciò non toglie che sia stato come aprire un portale verso il passato e attingere a un plot stilistico e narrativo che mi hanno riappacificata con alcune letture recenti, prive di profondità e carenti di contenuti, se messe a confronto.

Una lettura che non può mancare.

Cecilia Lavopa


La scrittrice:

Clara Reeve (Ipswich, 1729 – Ipswich,1807) è stata una scrittrice inglese. Ha scritto diversi romanzi, ma è conosciuta principalmente per il romanzo gotico.