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Contorni di Noir | September 24, 2017

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Daniel Sánchez Arévalo – L’isola di Alice

| On 05, Mar 2017

Editore Nord Collana
Anno 2017
Genere Thriller
496 pagine – cartonato e ebook
Traduzione di P. Spinato

Su “L’isola di Alice” la verità appare e scompare con l’alta marea. I sospetti si accavallano nella mente di Alice Williams, la protagonista della storia, disposta a tutto pur di svelare quella verità che tocca gli aspetti più intimi del suo matrimonio. Rischia di perdere il senno dietro quelle congetture, o forse lo ha già perso la notte in cui è cominciato l’incubo.

Quella notte, Chris Williams, il marito di Alice, sta tornando da un viaggio di lavoro. Dall’auto telefona alla moglie, che immersa in un bagno rilassante non si alza dalla vasca per rispondere – incinta di sette mesi, Alice si concede il lusso. Chris le lascia un messaggio alla segreteria telefonica: le dice di aver cenato col cliente in un locale di Yale, che rincaserà a notte fonda. Lei vuole aspettarlo alzata; mette a letto la figlioletta Olivia e sonnecchia sul divano.

Intorno a mezzanotte, una telefonata fa vibrare il cellulare. Alice risponde sicura che a chiamare sia il marito, ma una voce sconosciuta la raggela informandola che Chris ha avuto un incidente d’auto: il suo SUV è uscito di strada vicino a Marion, nel Massachusetts, a circa duecento chilometri da Yale.

Alice conserva la speranza di un errore fino a quando, giunta al Saint Luke’s Hospital di New Bedford, è costretta ad appurare la morte del marito. Appare evidente che, nel locale di Yale, Chris quella sera non c’era. E non aveva avuto incontri di lavoro, nessun cliente in zona. Bugie. Tutte bugie. La vedova deve aggiungere al dolore per la perdita dell’unico uomo che abbia mai amato, l’umiliazione del tradimento. Ripensando agli anni trascorsi con lui, si chiede se l’abbia mai conosciuto veramente. I ricordi la tormentano. Vorrebbe gettarsi tutto alle spalle e cominciare una nuova vita, ma non ci riesce, perché il mistero s’infittisce: a chi appartengono le chiavi di un’auto marca Ford ritrovate nel SUV incidentato del marito? E c’è anche un’altra chiave che sembrerebbe aprire una cassetta di sicurezza… È tutto da accertare.

L’indagine comincia sul luogo dell’incidente. La donna vi si reca sperando in un dettaglio rivelatore, ma i segni di frenata sull’asfalto la sconvolgono, deve allontanarsi. Si rifugia in un bar nei paraggi, dove nota due telecamere puntate sul crocevia. Osservandole, viene folgorata da un’idea: forse l’incidente è stato ripreso. Con guerriera determinazione riesce ad avere le registrazioni delle telecamere, e non solo, ottiene anche quelle delle videocamere posizionate presso i bar e i benzinai delle zone limitrofe.

Impiega giorni e notti a visionare le registrazioni, dove il SUV di Chris compare ripetutamente. Il percorso, sempre lo stesso, si conclude nel parcheggio accanto alla banchina del traghetto per Robin Island, un’isoletta davanti a Nantucket. In quel parcheggio c’è un pick-up grigio marca Ford. Alice lo apre con la chiave trovata nel SUV, e all’interno trova le ricevute di diversi abbonamenti per andare e tornare da Robin Island, il più vecchio dei quali risale a tre anni prima.

Il segreto della doppia vita di Chris è nascosto su quell’isola, Alice ne è sicura al punto che vi si trasferisce. A furia di indagare scoprirà misteri sconvolgenti, ma il proseguo della storia ve lo lascio leggere nel libro. Vi avverto, potrebbe arrivare un momento in cui sbufferete spazientiti pensando che il taglio di qualche decina di pagine, quelle dedicate ai retro-pensieri dell’angosciata protagonista, avrebbe giovato al ritmo narrativo.

Potreste inoltre avere da eccepire sulla facilità con cui la nostra detective, priva di qualsiasi competenza specifica, maneggia e installa raffinati marchingegni spionistici per allestire poi, nel proprio sottotetto, una centrale operativa che controlla in tempo reale il funzionamento di decine di microfoni e videocamere. Sfrondato di alcune ingenue ridondanze, il personaggio di Alice sarebbe stato a mio avviso assai più convincente.

Ho trovato invece molto ben riuscita l’operazione di far morire il protagonista maschile all’inizio della storia per riportarlo in vita a poco a poco attraverso i ricordi di amici e familiari, fino alla rivelazione degli ultimi capitoli. In conclusione, L’isola di Alice è un romanzo ben scritto, gradevole malgrado alcune parti centrali a mio parere trascinate. Vi consiglio di arrivare fino in fondo, perché il finale vi compenserà della tenacia.

Terri Casella Melville


Lo scrittore:

Daniel Sánchez Arévalo è nato a Madrid nel 1970. Ha iniziato a lavorare nel cinema alla fine degli anni ’90 prima come sceneggiatore, per poi esordire alla regia nel 2006. A suo dire, però, «il suo film più bello» è L’isola di Alice, suo primo romanzo e finalista del premio Planeta 2015.