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Contorni di Noir | June 26, 2017

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Peter May – L’isola dei cacciatori di uccelli

| On 25, Mar 2017

Editore Einaudi Stile libero big
Anno 2012
Genere Giallo
415 pagine – brossura e ebook
Traduzione di A. Mioni

“Ci sono tre cose che ti arrivano senza chiederle: la paura, l’amore , la gelosia” (proverbio gaelico).

Può succedere, a volte, che veri tesori restino nascosti in qualche anfratto misterioso, e poi per svariate casualità ti arrivino nelle mani. Questo è il caso del romanzo in questione, che non è recentissimo, ma mi è stato svelato da un’amica , che me lo ha donato a Natale. Mi ha talmente colpita al cuore, che devo parlarne, per farlo conoscere a molti…

La sua “preziosità” (se così si può dire) sta nel fatto di essere contemporaneamente romanzo grandioso , di luoghi, di sentimenti , di personaggi, e giallo intrigante. Non saprei dire quale delle due caratteristiche sia predominante: semmai si completano in modo perfetto. L’ambientazione è così suggestiva, che ho segnato questo luogo finora a me sconosciuto nella tabella di marcia dei miei viaggi! Isola di Lewis: una remota isola dell’arcipelago delle Ebridi, in Scozia. Una piccola comunità , ancora governata da antiche usanze, piena di misteri e di freddo. Freddo dentro e fuori. Solitudine. Alcoolismo. Segreti e disperazione.

In questo luogo vige da secoli la caccia alle gughe, uccelli marini dal sapore speciale , di carne e pesce insieme, molto pregiati e perciò protetti. Ogni anno, dodici paesani “scelti” in base a determinate caratteristiche partono nel mare in tempesta verso uno scoglio selvaggio a cacciare, per tutto il paese. E’ perciò un ruolo ambito e temuto nello stesso tempo. E’ qui che torna, dopo vent’anni di assenza, Fin Macleod, il protagonista della storia. Partito per gli studi universitari, non era più tornato nel paese odiato ed amato. Torna ora come poliziotto, incaricato delle indagini dell’omicidio di Angel, un vecchio compagno d’infanzia dalla pessima reputazione, perché le dinamiche dell’omicidio hanno punti in comune con un altro avvenuto ad Edimburgo.

L’impatto è tremendo. I ricordi, quasi tutti dolorosi, gli precipitano addosso. Si può tentare di tenerli a bada per anni, ma in certe circostanze non è più possibile… Ed allora ritornano come un uragano. La morte in un incidente dei giovani genitori, la solitudine (era chiamato beffardamente “l’Orfano”), il primo grande amore, nella persona di Marsaili. La sua prima ed unica esperienza di caccia alle gughe, che nasconde un tragico segreto. Tutta la storia è un intercalarsi di presente e passato. Ci scorre davanti agli occhi l’intera infanzia e giovinezza di Fin, ed è essenziale, perché è l’unica in grado di spiegarci il presente. Sarà, alla fine di una vicenda così incalzante ed avvincente da mozzare il respiro, anche la spiegazione dei motivi che hanno portato al delitto, riservandoci non poche sorprese.

Romanzo perciò “doppio”: il presente, costituito dal giallo, un vero mistery, con tutte le carte in regola. Il passato, una lunga storia, per lo più dolorosa, che ci svela non solo il personaggio Fin, ma tutti i protagonisti, con le loro passioni, i segreti, le rivalità, le cattiverie. Molte, molte sorprese, dunque, in quattrocento pagine tutte da scoprire e da godere, nonostante la malinconia pervada ogni pagina. Stile eccellente, descrizioni minuziose di luoghi e stati d’animo, ma mai noiosi. Un vero gioiello, a mio parere. Questo romanzo, L’isola dei cacciatori di uccelli”, è il primo di una (nota) trilogia. Il secondo è “L’uomo di Lewis” ed il terzo “L’uomo degli scacchi”. Non tarderò a leggerli! Ormai questi personaggi mi sono scolpiti nel cuore. Grande scoperta.

Rosy Volta


Lo scrittore:

Peter May, nato a Glasgow nel 1951.Vive in Francia. Giornalista, autore di innumerevoli serie televisive, ha scritto una quindicina di romanzi. Il romanzo “L’isola dei cacciatori di uccelli” è il primo di una trilogia, che ha ottenuto uno straordinario successo, ed è stato insignito del Prix Les Ancres Noir.

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