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Contorni di Noir | December 14, 2017

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Ian Manook – Yeruldelgger. Tempi selvaggi in blogtour

| On 10, Mag 2017

Editore Fazi Collana Darkside
Anno 2017
Genere Thriller
479 pagine – brossura e ebook
Ttitolo originale 
Les temps savuages
Traduzione di Maurizio Ferrara

Recensione in anteprima
Il romanzo si apre nella steppa, in pieno inverno, con temperature che si aggirano tra i meno trenta e i meno quaranta. Oyun, la brava ispettrice fedele a Yeruldelgger che aveva quasi perso la vita alla fine del primo romanzo (
Yeruldelgger – Morte nella steppa) dopo essere stata vittima di violenze e torture inaudite, ha perfettamente recuperato la salute; si trova lì per investigare su un fatto quantomeno curioso: uno yak ha schiacciato un cavallo, evidentemente cadendo dall’alto in una zona completamente priva di alture. Quanto è peggio è che, tra lo yak e il cavallo morti, spunta una gamba umana. Oyun è lì accompagnata da un soldato, Gourian, che le fa una corte spietata cui la poliziotta finisce per cedere.

Nel frattempo, Yeruldelgger in persona si trova in un’altra area della steppa, un parco naturale, dove Agop Boyadjian, lo studioso che gestisce il parco, l’ha chiamato perché sembra avere trovato alcune ossa umane. Presto, su una parete di roccia, i due scorgono un intero cadavere, purtroppo praticamente impossibile da raggiungere durante l’inverno.

A Ulan Bator, una donna vittima di omicidio viene esaminata dal medico legale, Solongo, la compagna di vita di Yeruldelgger. E Solongo la riconosce come Altantsetseg, una ex prostituta che si faceva chiamare Colette, che lo stesso poliziotto aveva aiutato ad abbandonare a vita di strada. Presto, affiorano prove che sembrano accusare dell’omicidio proprio Yeruldelgger – e qualcuno, nella polizia, sembra felicissimo di far arrestare il commissario da un certo ispettore Bekter, onesto ma profondamente antipatico e desideroso di far carriera anche a spese di un collega. Inoltre, il figlio adottivo della ex prostituta, Ganshü, sembra scomparso insieme a Gantulga, il ragazzino di strada che Yeruldelgger ha affidato al monastero nel quale lui stesso è cresciuto.

Un riassunto dei fatti di partenza lunghissimo per un romanzo pieno di sottotrame, che si incrociano per immediatamente abbandonarsi, che si intersecano per poi condurre a fatti totalmente inattesi sull’affascinante sfondo della Mongolia, in parte ancora selvaggia e in parte vittima di scempi industriali presenti e passati, tra le steppe pulite dal vento e Ulan Bator, una delle città più inquinate al mondo. La storia si fa di respiro sempre più ampio, portandoci a sconfinare in Russia e addirittura in Francia, a Le Havre, dove incontreremo colui che praticamente è la versione francese di Yeruldelgger.

Si tratta di un romanzo complesso, con alcuni elementi quasi favolistici (ma che poi si dimostrano avere una forte base nella realtà), con personaggi vivi, reali più che realistici; anche lo stesso protagonista, che a prima vista sembra il classico stereotipo del poliziotto pieno di problemi, in realtà si allontana molto dai soliti cliché, con la sua passione per la lettura e la sua vita sentimentale tutto sommato finalmente normale, con la sua spietatezza accompagnata, assurdamente, da un profondo senso di pietà nei confronti del prossimo.

Yeruldelgger – Tempi selvaggi è un romanzo scorrevolissimo, affascinante sia quando accelera il ritmo che quando si abbandona a riflessioni e descrizioni; chi ha letto il precedente Yeruldelgger – Morte nella steppa ritroverà qui molti tra i personaggi conosciuti in quel libro, scoprendone il destino o apprendendone le scelte di vita. Consigliamo fortemente, quindi, di recuperare anzitutto tale romanzo. Ma anche chi non avesse avuto l’occasione di conoscere in precedenza Yeruldelgger e la sua cerchia potrà godersi questo nuovo libro, scoprendo personaggi e fatti passati tramite accenni e suggerimenti che l’autore dissemina con cura per destare la curiosità senza però lasciare nell’ombra chi, appunto, si avvicinasse alla Squadra Omicidi di Ulan Bator solo adesso. Un libro, insomma, consigliatissimo a qualunque amante del noir ma non solo.

Marco A. Piva

Il blogtour è cominciato con:
8 maggio, Presentazione ed estratto dal romanzo: La Tela Nera
E prosegue con:
12 maggio, Le tradizioni mongole: Graphomania
15 maggio, I 5 motivi per leggere il libro: 50/50 Thriller
17 maggio, Le ambientazioni: Thriller Nord
19 maggio, I personaggi: Milano nera

Segnaliamo le tappe degli incontri che Ian Manook avrà in Italia, siamo sicuri che sarete curiosi di incontrarlo:
Sabato 20 maggio ore 16: Salone Internazionale del Libro di Torino. Con Sandrone Dazieri
Domenica 21 maggio ore 18.30: Libreria Fogola, Corso Italia, 82 – Pisa. Con la giornalista Chiara Cini
Lunedì 22 maggio ore 18.30: La Feltrinelli Duomo – Galleria V. Emanuele II, Milano. Con Luca Crovi
Mercoledì 24 maggio ore 18: La Feltrinelli Orlando – Via V. E. Orlando, 78/81, Roma. Con Giancarlo De Cataldo.

Lo scrittore:
Ian Manook, giornalista, editore e romanziere, vive a Parigi. Ha esordito con Yeruldelgger, Morte nella steppa, pubblicato nel 2016 da Fazi Editore e primo di una trilogia con lo stesso protagonista. Pluripremiato e adorato dai lettori e dalla critica, Yeruldelgger è un vero e proprio fenomeno.