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Contorni di Noir | May 23, 2017

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Sandrone Dazieri – L’Angelo

| On 06, Mag 2017

Editore Mondadori Collana Omnibus
Genere Thriller
456 pagine – rilegato e ebook


Il mio primo ricordo letterario di Dazieri risale a un’antologia: “La notte dei Blogger”. Allora il termine “blogger” era ancora qualcosa che ai più non diceva nulla o, quantomeno, quando uno citava o parlava di un blogger i più facevano la faccia come quella della mucca che guarda passare il treno. Da allora Dazieri, (il cui pseudonimo letterario, storpiatura del suo nome mi ha sempre fatto sorridere molto dato che in bolognese un “sandrone” è sinonimo di uno un po’ goffo e corpulento, tirando in ballo la maschera di Modena, Sandrone appunto, tanto per alimentare quella sana rivalità che si perde nella notte dei tempi. n.d.r) di strada ne ha percorsa un bel po’. Rimarrei un di certo sorpreso se qualcuno che legge gialli o noir ancora non lo conoscesse… Bene. Questa mia recensione sull’Angelo non è fresca fresca, il libro è già in giro da un po’, anzi l’ho tenuta in saccoccia perché quando l’ho letto poi ho attaccato subito con il suo precedente – Uccidi il Padre – poi mi sono perso via un attimo (lo ammetto): ma adesso son qui per darvene conto.

Quanti di voi conoscono Ludlum? Braccia alzate, qualcuno che dice “Jason Bourne”… Bene, sapete chi ha portato avanti la saga di Bourne dopo la morte di Ludlum? Un altro ottimo scrittore di spy story: Eric Van Lustbader. Ah, direte voi, e cosa c’entra questo? C’entra assai dato che il ritmo, la suspence, lo spettro descrittivo, le sensazioni, beh un bel po’ di altre cose me lo hanno ricordato tutto. E sono rimasto rapito dal modo con cui Dazieri sia stato capace di passare da un mondo come quello del Gorilla a questo. Lasciare uno stile, una confort-zone come quella legata alla figura del Gorilla e portare la narrazione su un piano e in un mondo diverso non è un’operazione che tutti gli scrittori siano in grado di fare senza correre grossi rischi. Ed è in questo che Dazieri si è dimostrato un outsider.

Non c’è nulla che non quadri in questo libro, forse – e dico forse – la figura dell’antagonista, Giltinè, affascinante nella sua connotazione di “Angelo della Morte”, ma un po’ più laterale, coinvolgente q.b.; tutto il resto del libro è da rullate in levare. Che c’entra la musica? C’entra anche lei. Ho amato il fatto che Dazieri abbia usato come titoli dei vari capitoli quelli di alcune canzoni, tra cui alcune a cui sono particolarmente affezionato. Anche questo è un piccolo connotato che caratterizza il tutto, che dal al libro nel suo insieme un dettaglio tutto suo. Altro fattore positivo – che posso confermare essendomi letto anche il precedente – è il fatto che nonostante si tratti di un libro seriale non c’è n’è la sensazione: ognuno dei due vive di per sé (se non fosse che entrambi aprono poi ai loro seguiti). Leggerli in sequenza, sebbene inversa, ha messo in evidenza un leggero déjà-vu, ma nulla di importante.

Dazieri mette qui una summa della sua esperienza di autore sia di carta che di schermo. La cinematica di certe scene è perfetta per una sua trasposizione in un film e spesso e volentieri quello che leggete vi appare dinanzi con la stessa potenza scenica che hanno le pellicole di genere. Qui, però, sono i personaggi che spiccano. Colomba e Dante, ma anche i correlati, hanno identità ben chiare, sono facilmente identificabili e si lasciano raccontare con molta accuratezza: e ti affezioni. A quel punto è fatta. E aspetti con impazienza che si chiuda il trittico. Buona lettura.

Michele Finelli


Lo scrittore:
Vegetariano e pacifista, nel 1992 si avvicina all’editoria come correttore di bozze nel service editoriale Telepress, di cui, cinque anni dopo, è nominato direttore a Milano. Nel frattempo diventa giornalista pubblicista e collabora per cinque anni con «il Manifesto» come esperto di controculture e narrativa di genere.
Nel 1999 pubblica il suo primo romanzo noir, Attenti al Gorilla, per il Giallo Mondadori: il rapporto con la casa editrice si approfondisce sino alla nomina a responsabile dei Gialli Mondadori prima, di tutto il comparto dei libri per edicola poi. Sandro detto “Sandrone” scrive altri tre romanzi per adulti, sempre noir (La cura del Gorilla per Einaudi, Gorilla Blues e Il Karma del Gorilla per Strade Blu Mondadori), un romanzo per ragazzi (Ciak si indaga, premio selezione Bancarellino), numerosi racconti (ad esempio l’antologia Crimini per Einaudi o Il Giallo e l’impegno per Micromega, ), alcuni soggetti per il fumetto (Pinocchio, Diabolik).
Come scenegggiatore ha scritto La cura del Gorilla (Colorado Film/Warner), tratto dal suo secondo romanzo e interpretato nel 2006 da Claudio Bisio, L’ultima Battuta (Rodeo Drive/Rai Fiction), Un gioco da ragazze (con Teresa Ciabatti), ed è stato per due anni story editor per Colorado Film.
Dal 2004 al 2006 ha ricoperto il ruolo di direttore dei Libri per Ragazzi Mondadori, incarico che ha lasciato nel 2006 per avere più tempo per scrivere. Svolge l’attività di consulente per la casa editrice Mondadori e si occupa di autori italiani per adulti e ragazzi.
Nel maggio 2014 esce Uccidi il padre (Mondadori), un thriller con protagonista la poliziotta Colomba Caselli. Del settembre 2014 e per Rizzoli è invece I semi del male, scritto con Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo, Marcello Fois, Bruno Morchio ed Enrico Pandiani.