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Contorni di Noir | August 23, 2017

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Gianni Simoni – Tiro al bersaglio

| On 13, Giu 2017

Editore Tea Collana Narrativa
Anno 2017
Genere Giallo
264 pagine – cartonato e ebook

Eccoci di nuovo alle prese col nostro Commissario Lucchesi. Quando hai seguito la “nascita” di un personaggio nuovo da parte di un autore, e lo hai seguito sempre , lo senti, se non tuo, almeno “amico”. E per me Andrea Lucchesi è questo.

Abituata com’ero ai Petri e Miceli, con abitudini, pensiero da…pensionati di mezza età, conoscere questo commissario dalla vita perlomeno disordinata, è stata una bella svolta. Uomo affascinante e bravo poliziotto, il colore della sua pelle, caffellatte per un matrimonio misto, lo porta spesso a crisi, ribellione, maldisposizione nei confronti del suo prossimo. Anche perchè spesso gli sono rivolte battute di carattere razzista, perciò è comprensibile il suo atteggiamento. Io lo perdono sempre.

Questa volta il commissario è alle prese con un doppio caso: un droghiere trovato morto nel suo modesto negozio nel quartiere QT8 di Milano, ucciso da un fucile a canne mozze. Presto si trova il colpevole, ma il movente è molto più difficile da scoprire. Nello stesso tempo, un pensionato viene trovato ucciso in poltrona, in casa sua, da una martellata. Iniziano le indagini, che sono lunghe e complesse e portano a scoperte ben maggiori delle prime impressioni. Ricatti, traffici illeciti, bugie..

Naturalmente Lucchesi uscirà vincitore, ma non senza momenti drammatici, anche personali. Infatti la sua compagna e collega Lucia Anticoli,che dopo varie relazioni travagliate pare avere portato un po’ di stabilità nella sua vita, attraversa un periodo drammatico molto privato, che li coinvolgerà entrambi.
Mi piace questo personaggio dolente, disincantato, amaro con tutti. Mi piace, anche quando non condivido il suo stile di vita, trascurato nel curarsi, nell’alimentazione, dato che ha seri problemi cardiaci. Forse fa parte del suo modo di essere e …piace così.

Come le altre storie di Gianni Simoni, che ho conosciuto personalmente parecchi anni fa e che stimo molto, anche questa si svolge in una Milano triste, fatta di un’atmosfera rassegnata, di quartieri popolari dove albergano povertà, miseria anche morale, di conseguenza vizi. Non è certo la Milano che conosciamo noi “ di fuori”, il Duomo, la Galleria, i bei negozi. Qui si parla di anziani soli, di usurai, di tossici, un mondo al margine. Ma i romanzi di Gianni Simoni sono interessanti proprio per questa diversa prospettiva di mostrarci Milano, fuori dai soliti luoghi comuni.
I suoi personaggi sono umani, normali in ogni manifestazione, anche deboli se è il caso. Lo stile è come sempre ottimo, molto scorrevole e la storia scivola via.

Rosy Volta

Lo scrittore:
Gianni Simoni è nato a Brescia ed è stato magistrato sia a Brescia, sia Milano dal 1967 affrontando processi importanti per criminalità organizzata, terrorismo ed intrecci tra politica e malaffare. Risiede a Milano dal 1985.
Ha sostenuto l’accusa per l’omicidio di Giorgio Ambrosoli e condotto l’inchiesta giudiziaria sulla morte di Michele Sindona nel carcere di Voghera[senza fonte] (a cui nel 2011 ha dedicato il saggio “Il caffè di Sindona” scritto insieme all’ex magistrato e docente di tecniche dell’investigazione Giuliano Turone).