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Contorni di Noir | February 21, 2018

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Wulf Dorn – Gli Eredi

| On 05, Giu 2017

Editore Corbaccio
Anno 2017
Genere Thriller
324 pagine – rilegato e ebook
Traduzione di A. Petrelli

Dopo che Cecilia ha pubblicato sul blog un’ottima intervista a Wulf Dorn, mi ritrovo a recensire l’ultimo thriller pubblicato da Corbaccio. Sono rimasto innanzitutto basito dalla scritta sulla fascetta: “Oggi Freud e Jung leggerebbero Dorn” attribuita ad Antonio D’Orrico. Scopro invece che, come scrive lo stesso D’Orrico sulla “La lettura”, questa frase era riferita ad una precedente opera di Dorn…

Leggendolo il romanzo, mi è venuto in mente “I figli dell’invasione” di John Wyndham che ha ispirato due adattamenti cinematografici: “Il villaggio dei dannati” di Wolf Rilla nel 1960 e, con lo stesso titolo, nel 1995 il film di John Carpenter dove ragazzini terribili, capaci di forti poteri telepatici, commettono crimini indicibili. L’altro romanzo a cui ho pensato è stato “I ragazzi venuti dal Brasile” dell’insuperabile Ira Levin.

Può essere accettabile che ragazzini alieni o modificati geneticamente possano ribellarsi agli adulti, ma è moralmente inverosimile  che i nostri figli, i nostri bambini possano armarsi di forbici, asce, martelli e trucidare i propri genitori. Certo è ancora più aberrante quanto accade nella realtà in troppe regioni di questo nostro pianeta, avvenimenti, secondo Dorn, che sono la giustificazione dei bambini a vendicarsi degli adulti.

Vuole essere “Gli eredi” una denuncia sociale in grado di smuovere le coscienze di tutti noi? Forse, siamo infatti tutti colpevoli e “complici” involontari: quando acquistiamo scarpe sportive di alcune marche famose, vestiti “griffati” o cellulari per i quali si utilizza il coltan. Sappiamo, ma facciamo finta di non saperlo, che dietro tutto questo ci sono bambini, nel “terzo mondo” sfruttati da persone senza scrupoli. Comunque non è questa la sede per porre problemi sociali così importanti, ritorno nei giusti binari. Quanto accade a Kannitha, a Svetlana, ad Emmanuel, ad Ayham e a Lucy nei quattro angoli della Terra ci strappa il cuore: questi intermezzi, così li chiama l’autore, ispirati a fatti reali dovrebbero fare da fil rouge, sembrano  invece ottenere l’effetto opposto tanto da sembrare avulsi dal resto del romanzo.

Manca il collante, ossia un’accettabile spiegazione (fantascientifica, possessione del Demonio, un virus sconosciuto, poco importa quale sia la scelta) che ci illumini su come fanno questi fanciulli ad acquisire una memoria collettiva capace di renderli  una forza unica. Dorn richiama il comportamento delle aringhe quando formano un banco o gli uccelli che si raggruppano in uno stormo per difendersi dai predatori e nel contempo spaventarli facendo loro credere che sono potenti, ma non è esaustivo. Gli intermezzi risultano coinvolgenti mentre Laura e Su, che dovrebbero essere il perno su cui si regge il romanzo, non riescono ad avere spessore, non risaltano, non splendono. Sia la copertina, molto bella, sia le prime decine di pagine mi avevano dato l’impressione di essere di fronte ad un buon romanzo con presagi di forti emozioni e di suspense.

Sebbene Wulf Dorn non abbia sfruttato appieno le potenzialità che un romanzo del genere gli avrebbe potuto offrire, anche questa volta è riuscito ad avere un’idea brillante e creare dei momenti magistrali.  Soprattutto bisogna riconoscergli il merito di portare il lettore a riflettere sulle gravi ingiustizie perpetrate ai danni dei minori; dovremmo farci tutti un esame di coscienza e pensare bene ai nostri acquisti indirizzandoci su prodotti sostenibili.

Aurelio Morandi

Lo scrittore:
Wulf Dorn è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. In Italia Corbaccio ha pubblicato con grande successo «La psichiatra», che è diventato un bestseller grazie al passaparola dei lettori, «Il superstite», «Follia profonda», «Il mio cuore cattivo» e «Phobia».

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