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Contorni di Noir | January 22, 2018

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Jessica Treadway – Quello che non vuoi sapere

| On 13, Lug 2017

Editore Mondadori Collana Omnibus
Anno 2017
Genere Thriller
297 pagine – brossura e ebook
Traduzione di S. Massaron

Passati tre anni dalla brutale aggressione che l’ha quasi uccisa, Hanna si specchia e vede una faccia dai tratti distorti, segnata dalle cicatrici di un intervento chirurgico ricostruttivo durato dodici ore; adesso porta i capelli sempre sciolti per coprire la metà destra del viso, la più malridotta, dove l’occhio è rimasto leso e forse non tornerà normale.

Forse nulla tornerà mai come prima nella vita di Hanna Shutt: quella terribile notte, l’uomo che la colpì ripetutamente con una mazza da croquet fino a sfondarle il cranio, le uccise poi il marito servendosi della stessa arma.

Alle domande dei poliziotti giunti coi primi soccorsi, Hanna, in stato di semi incoscienza, aveva risposto con vaghi cenni del capo, riuscendo tuttavia a indicare il colpevole: Rud Petty, il fidanzato di sua figlia Dawn.

I cenni del capo (…) sono diventati la pietra angolare su cui l’accusa ha costruito il suo tentativo di condannare Dawn Schutt per l’omicidio del padre e il tentato omicidio della madre. Il procuratore distrettuale Gail Nazarian ha sostenuto infatti che, nonostante Rud Petty, il ragazzo di Dawn, avesse personalmente impugnato la mazza da croquet, Dawn l’abbia aiutato a entrare in casa e non abbia fatto nulla per impedirgli di perpetrare la brutale aggressione.”

Condannato in primo grado per omicidio sulla base della incerta testimonianza di Hanna e di prove indiziarie, ora il presunto assassino sta per affrontare il secondo grado di giudizio con la probabilità di essere assolto, a meno che Hanna Shutt non torni a testimoniare, questa volta nel pieno delle proprie facoltà, fornendo un preciso resoconto dei fatti.

Protagonista e voce narrante del romanzo, Hanna sembra rivolgersi ai lettori così come agli investigatori che la incalzano: cerca di spiegare il dolore che non la lascia mai, l’entità di ciò che ha perso, la paura di vivere. Dell’aggressione ricorda molto poco. Esiste, nella sua mente, uno scoglio sul quale le parole si infrangono, la memoria fallisce e tutto si confonde in un marasma di visioni terrificanti, indecifrabili.

La procuratrice è convinta che Hanna simuli l’amnesia traumatica per non testimoniare al nuovo processo rischiando di mettere in cattiva luce la figlia, sulla quale grava già pesantemente il sospetto di complicità in omicidio. All’epoca dei fatti, Dawn aveva perso la testa per Rud Petty; faceva qualsiasi cosa per lui, cose come mentire, rubare, minacciare… Si sarebbe mai spinta al punto di uccidere i propri genitori? Hanna è torturata dal dilemma, vuole però la verità. Ignorando gli avvertimenti della procuratrice che ha preso a cuore il caso, decide di riavvicinarsi alla figlia per avere quelle risposte che solo Dawn conosce.

Costruito magistralmente su un intrico di fatti, supposizioni e indizi, il romanzo si accende nel rapporto tra madre e figlia. Le due si osservano, si sfuggono e si cercano in un crescendo di tensione, che scorre sotterranea come un fiume di lava e sbocca devastante. Ci si addentra nella storia per gradi così come vuole Hanna, che appare in principio diffidente, quasi restia a confidarsi col lettore. Poi, sull’onda di una lettura emozionante, ci si ritrova immersi nel dramma della famiglia Shutt. Mi è successo poche volte di trovare un io narrante così coinvolgente come il personaggio di Hanna Shutt, sopravvissuta al male puro, accusatrice e vittima che non si dà per vinta.

L’autrice Jessica Treadway conduce il lettore alla rivelazione finale usando un linguaggio semplice e pacato per raccontare una violenza inaudita, scelta narrativa vincente. Quanto al genere letterario, incasellare questo romanzo sarebbe a mio parere riduttivo; oltre alla suspense del thriller, mi hanno colpita infatti l’analisi delle complesse dinamiche famigliari, la coraggiosa introspezione e la tematica tutta al femminile del rapporto madre figlia. In conclusione, “Quello che non vuoi sapere” è un valido romanzo che consiglio di leggere. Da parte mia, aspetto con ansia la prossima pubblicazione della bravissima Jessica Treadway.

Maria Teresa Casella

La scrittrice:
Jessica Treadway, americana, insegna letteratura all’Emerson College di Boston. Con la sua raccolta di racconti Please come back to me ha vinto il Flannery O’Connor Award. Quello che non vuoi sapere è il suo debutto nella narrativa suspense.