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Contorni di Noir | October 17, 2017

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Mark Hardie – Ossa rotte terra bruciata

| On 24, Lug 2017

Editore SEM
Anno 2017
Genere Thriller
320 pagine – rilegato e ebook
Traduzione di  A. Liva e S. Tettamanti

Siamo nell’Essex e le vicende raccontate si alternano nei capitoli, inizialmente storie a sé stanti e poi man mano perfettamente intersecanti fra di loro. Protagonisti principali ragazzi ai margini, poliziotti con il senso del dovere e poliziotti con il senso del dovere decisamente vacillante, gestori di locali che trovandosi in cattive acque non ci pensano due volte a gestire in maniera non proprio legale la situazione vissuta. Tre eventi delittuosi a spargere suspense tra le pagine: un incidente che probabilmente incidente non è, un omicidio e un suicidio.

Donna, giovane ragazza che vive grazie ai sussidi statali, che vive in un buco di casa, non accetta la morte di Alicia. Non è stato un incidente, è stata uccisa, ne è fermamente convinta, come è convinta di sapere chi le ha tolto la vita. Ma nessuno le dà retta, nessuno le crede, è sola contro tutti. L’unico che le sta vicino è Malcolm, solitaria figura che si aggira ai margini, l’unico che in un modo o nell’altro la segue in questa forsennata ricerca della verità.

L’ispettore Sean Carragher è stato brutalmente ucciso nella propria auto, colpito prima e bruciato vivo dopo. Una morte orribile che lascia nello sgomento i colleghi e nello stesso tempo aumenta ancora di più gli interrogativi sull’ispettore considerato che sotto un controllo disciplinare per comportamenti non proprio consoni alla sua figura istituzionale.

Sickert Downey, direttore dell’Istituto minorile Abigail Burnett, trovato suicida fuori da un locale il cui titolare avrà una rilevante parte nella trama del libro.

Che cosa lega tutto ciò? Un filo che lega vicende e persone fino ad un finale devastante dal punto di vista umano, tanto che sulla copertina troverete scritto “ C’è un crimine per cui vale la pena uccidere?”. “Ossa rotte, terra bruciata” è un thriller che ho trovato coinvolgente, ogni capitolo ha attirato la mia attenzione, sia per come l’autore ha incastrato pezzo per pezzo le vicende e sia per come ha rappresentato i diversi personaggi. Su tutto quello che mi ha particolarmente colpita la capacità descrittiva.

Nel 2002 Mark Hardie ha perso completamente la vista e mentre leggevo mi veniva da pensare all’eccellente connubio tra immagini visive e parola scritta. Ho avuto sempre l’impressione di vedere tra le pagine delle istantanee, delle vere e proprie fotografie che facevano da ottimo supporto alla parola. Il nostro primo gesto appena svegli è aprire gli occhi e vedere. Vedere diventa quasi un gesto banale e normale. Ma non è così banale e normale, dovremmo tenerlo sempre presente. Mark Hardie come autore è un non vedente con una grandissima capacità di colmare questa mancanza permettendo a noi lettori invece di vedere perfettamente. Oltre alla potenza descrittiva, come scrivevo prima, i perfetti incastri tra le storie.

Man mano che si va avanti con la lettura le vicende vanno ad incastrarsi quasi fossero dei pezzi di un puzzle. Tutto combacia alla perfezione ma non è dato saperlo fin da subito, come accade appunto con un puzzle la sua forma definitiva nasce piano, prima un po’ confusa e poi precisa e chiara. E poi i protagonisti, – alcuni – figure fragili, ai margini – e altri – devastati da quel senso del dovere che qualche volta ci costringe a chiederci , davanti a comportamenti poco legali dei propri colleghi, cosa è meglio fare, tacere o rivelare ciò di cui si sospetta.

Per ultimo va assolutamente citata la coppia lavorativa che nella pratica porta avanti le indagini, il sergente Frank Pearson e l’agente Cat Russell. Ottimi poliziotti, ma delineati anche con le loro fragilità, con le domande e con i quesiti che si porranno andando avanti con l’inchiesta, che piano piano scoprono ed individuano i legami tra persone e vicende. Entrambi coinvolti emotivamente oltre che per l’aspetto professionale proprio considerando quei legami. Interessantissima coppia che spero di ritrovare in un seguito, se mai ci sarà. Io lo spero tanto! Mi piacerebbe incontrarli nuovamente tra le pagine di una nuova opera di Mark Hardie. Ottima lettura e ottimo thriller, ha tutti gli elementi per tenervi incollati alle pagine.

Cecilia Dilorenzo

Lo scrittore:

Mark Hardie si dedica a tempo pieno alla crime story dal 2002, da quando ha perso completamente la vista. Ossa rotte, terra bruciata è il suo primo romanzo.