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Contorni di Noir | February 19, 2018

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Alex Boschetti – Un Interminabile Inverno

| On 22, Set 2017

Editore Alpha Beta Verlag
Anno 2017
Genere Giallo
276 pagine – brossura


Perdonate il mio lato esterofilo che mi fa di gran lunga prediligere la produzione estera rispetto a quella autoctona in fatto di noir e thriller di qualità. A parte qualche raro esemplare la media italiana è genericamente molto allineata, senza picchi di particolare fascinazione, almeno ultimamente. Per carità, di scrittori di noir e thriller di qualità ne abbiamo, ma tendono ad essere sporadici nelle loro manifestazioni e per nulla costanti (ci sono le eccezioni, ma non è questa la materia del contendere). Al di là di queste riflessioni, questa mia predilezione non è però motivo di disqualifica o di poca attenzione o – ancor peggio – di sterile prevenzione. Sono lieto di rimanere sorpreso quando un autore nostrano mostra di avere un bel talento e di scrivere un libro interessante e piacevole, così come mi è capitato con la seconda prova letteraria di Boschetti.

Se siete quel tipo di lettore che entra in modo empatico tra le pagine del racconto, credo che pagherete il fio con questo romanzo. Il personaggio principale ci investe con una tal mole di antipatia da boicottare il nostro desiderio di lettura. Scostante fino al midollo Albert – un tempo valente professore universitario ed ospite di trasmissioni televisive – mostra ben presto al lettore quella che potrebbe apparire come natura di questa sua antipatia: è ciò che gli ha riservato la vita, spogliandolo degli affetti e privandolo di un figlio scomparso misteriosamente. Albert spinge avanti la sua vita con la stessa disperazione di Sisifo e da essa è più spesso travolto di quanto vorrebbe. Privo di ogni identità – quella di padre, di marito, ma anche di figlio dato che la madre malata di Alzheimer oramai non lo riconosce più – sembrerebbe il candidato ideale per nature empatiche, ma il suo essere scostante, aggressivo, manesco e irritante non è naturale derivazione di tutto questo, ma – come lui stesso ammette – qualcosa che è sempre stato così: “come oggi, anche allora non eccedevo in simpatia”. Albert confessa questo suo limite che di certo quanto gli è accaduto non ha fatto altro che aumentare.

Albert si dimostra così il candidato ideale per trascinare sé stesso sempre più in basso. Incapace di riprendere in mano la sua esistenza, di sviluppare nuove relazioni, arriva al limite di mescolarsi con la feccia per un puro sentimento di vendetta. Albert è una summa di egoismi tutti rivolti verso sé stesso, la dimostrazione di come tale sentimento sviluppi la più completa incapacità di capire il prossimo e di rendersi conto che certe sensazioni e disperazioni non sono solo nostre.
Il racconto vi accompagna nella discesa agli inferi di un uomo segnato che non è più capace di reagire. Ha molto in comune con i “vinti” di verghiana memoria: si lasciano vincere dalla vita poiché in essa non trovano più la motivazione. Albert combatte tutto il libro in cerca di essa: noi ne siamo spettatori e lo vediamo dibattersi tra le sue scelte e le sue reazioni e non possiamo fare altro che assistere. Anche gli amici – perché Albert di amici ne ha e sono molto importanti – non riescono a trarlo da tutto questo. Anzi, si dimostreranno fautori della sua distruzione in un modo che lascerà il lettore meno attento spiazzato.

Alcune piccole critiche: sarebbe buona cosa trattare con più attenzione l’editing – è una pecca non solo di questo romanzo, ma anche di altri legati a case editrici ben più blasonate – e rifuggire da alcuni stereotipi un po’ blasé; per il resto un libro piacevole dall’incedere pulito e dai personaggi ben definiti che mi ha accompagnato, assieme ad un ottimo frappè all’amarena, per un intero pomeriggio estivo.

Michele Finelli

Lo scrittore:
Alex Boschetti (1977) ha al suo attivo diverse sceneggiature per fumetti e graphic novel, tra cui La strage di Bologna (Becco Giallo, 2006) e La scomparsa di Emanuela Orlandi (Becco Giallo/Fandango 2013). Nel 2017 è prevista l’uscita del suo nuovo lavoro, sempre per Becco Giallo, dal titolo Mani Pulite. Ha scritto anche sceneggiature per cortometraggi in animazione e videoclip. Ha inoltre pubblicato racconti in diverse antologie e il romanzo Nera Neve (ENS, 2003).
Un Interminabile Inverno è il suo secondo romanzo.