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Contorni di Noir | September 22, 2017

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Amanda Reynolds – L’anno che è passato

| On 12, Set 2017

Editore Corbaccio Collana Narratori Corbaccio
Anno 2017
Genere Thriller
324 pagine – rilegato e ebook
Traduzione di Valeria Galassi

Quando Jo, o meglio Joanna Harding, si risveglia per terra, in fondo alle scale dell’ingresso e vede suo marito chino su di lei, non sa cosa sia successo, come sia caduta… Arriva l’ambulanza e la portano in ospedale. Le è andata bene, ha solo una brutta slogatura al polso e un gran bozzo in testa dovuto alla botta, ma il giorno dopo scoprirà che, per colpa di quella brutta botta, ha perso la memoria degli ultimi dodici mesi. L’ultimo suo ricordo risale a un anno prima, al ritorno a casa, dopo aver accompagnato Fin, il figlio, al campus della sua università. Insomma ha perso un intero anno di ricordi e non riesce a ricordare quello che ha fatto, o cosa è successo la notte in cui è caduta.

Il ruzzolone per le scale ha causato quella che si chiama un’amnesia temporanea parziale. Ma secondo il dottor Agrawal, il medico che l’ha presa in cura, prima di dimetterla dall’ospedale e rimandarla a casa: «Gli eventi precedenti alla caduta potrebbero non tornare mai più. Può darsi che il cervello non abbia avuto il tempo di codificarli correttamente prima del trauma, ma tutto il resto dovrebbe ricordarlo, a tempo debito. Ci sono gruppi di sostegno e psicologi, e noi rimarremo in contatto. Visiterò Jo tra qualche giorno per controllare i suoi progressi. La bella notizia è che non c’è danno permanente: gli esami hanno dimostrato che all’interno è tutto a posto.»

Nei giorni successivi, con grande fatica, combattendo contro lo sgradevole senso di repulsione, (rivelatore di cosa?) che le procura la vicinanza di Rob, suo marito con il quale dovrebbe essere felicemente coniugata da ventiquattro anni, lo smarrimento mentale e il martellante mal di testa, Jo prova a rimettere insieme i tasselli di quell’ultimo anno, ma nella sua mente c’è solo una grande confusione e Rob e i figli Sash, la femmina tanto simile a suo padre, e Fin, il secondogenito, sono di poco aiuto. Anzi sembra quasi che tutti vogliano nasconderle qualcosa. Ma cosa?

Anche il suo cellulare, con il quale sperava di ricostruire qualche brandello di memoria, è inutilizzabile perché Rob l’ha buttata nella spazzatura, visto che si è fracassato nella caduta per le scale…

E Rob, suo marito, dichiara che in fondo preferirebbe che lei non ricordasse. Perché l’ultimo anno secondo lui è stato terribile. Tante cose possono capitare in un anno e ora anche Jo teme di doversi confrontare con una sconosciuta se stessa che forse non le piacerebbe. E in realtà, man mano che le sfrecciano per la mente alcuni frammenti del suo recente passato, quel che crede di intuire la preoccupa e la disturba, perché non torna con l’icona di una donna appagata, con due figli ormai grandi e affidabili e una bella villa isolata in cima alla collina, in cui lei e un marito affettuoso vivevano in una specie di splendido isolamento. Cosa è veramente successo quell’anno? Perché dai più reconditi meandri della sua memoria emergono corpi e volti sconosciuti, situazioni inusitate, minacciose sensazioni di pericolo? Perché si sente in guardia nei confronti di tutti: degli amici, dei figli, del marito… e persino di se stessa? Aveva una relazione? Stava pensando a cambiare la sua vita? C’era forse il male dove invece avrebbe dovuto esserci solo la virtù, il bene? Cosa è cambiato? Niente e nessuno è più come sembra?

L’anno che è passato è un thriller psicologico di taglio drammatico, strutturato su diversi piani temporali che si sovrappongono dolorosamente, visti dalla prospettiva di Jo, nella sua attuale incerta, sofferta e difficile condizione fisica e mentale.

All’inizio, mi ha ricordato l’allora gettonatissimo Non ti addormentare di S.J. Watson, in cui una donna, dopo un incidente che ha provocato la sua amnesia, tenta faticosamente di ricuperare la sua vita. Ma mentre in Non ti addormentare la protagonista poteva solo contare sul marito per ricostruirsi, in L’anno che è passato, Jo Harding non accetta la sua amnesia, la affronta di petto, combatte per ritrovare la memoria e  ben presto comincia lentamente a ricuperare le prima briciole di pensieri ed emozioni di quei dodici mesi dimenticati.

Una protagonista che si rifiuta di essere una vittima, una donna forte, costretta dagli eventi a scoprire l’orrore che può nascondersi dietro una vita «normale».

Patrizia Debicke

La scrittrice:
Amanda Reynolds vive nelle Cotswolds in Inghilterra, dove insegna scrittura creativa. Con i suoi racconti ha partecipato a numerosi festival letterari. L’anno che è passato è il suo primo libro.