Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | February 24, 2018

Torna su

Alto

Carlo Barbieri – La difesa del bufalo

| On 27, Set 2017

Editore Dario Flaccovio Editore
Anno 2017
Genere Giallo
216 pagine – brossura e ebook

Colpi di scena, intrecci sorprendenti e un foreign fighter. Tutto incorniciato dalla città di Palermo. “La Difesa Del Bufalo“, ultimo libro di Carlo Barbieri che riporta in scena il suo personaggio cult, ormai accasato con la Giusi che sta per tornare da Lampedusa dove presta volontaria opera d’accoglienza per i profughi.
Ancora intrighi, delitti, ma anche molto peggio stavolta per Francesco Mancuso, commissario, sezione omicidi Palermo. Perché secondo le numerose soffiate, che vengono dalla Libia e recepite dai servizi segreti italiani, questa volta la calda estate siciliana potrebbe diventare addirittura infuocata. Pare che l’Isis sia pronta a colpire per mano di uno dei suoi sconosciuti emissari. Si teme che un attentato suicida di matrice islamica sia in preparazione proprio in Sicilia. Ciò nondimeno bisogna mantenere circoscritta l’informazione e indagare con discrezione per non scatenare il panico.

Luglio: mentre nella colorata Palermo estiva, la consueta indolenza sta lasciando il passo ai frenetici preparativi per il Festino, la celebre festa in onore di Santa Rosalia la venerata Santa Patrona, uno strano delitto bagna di sangue il quartiere di Ballarò.
Un certo Schimmenti, collegato e “occhio vigile”, della cosca mafiosa di Camarda, che pur di stanza all’Ucciardone continua a guidare i traffici, è stato ucciso nel negozio di ferramenta di proprietà di Biscemi, picciotto da proteggere perchè paga regolarmente il pizzo. Il negozio è stato scassinato e svaligiato e c’è scappato il morto ma, apparentemente, non è stato rubato praticamente niente o quasi. Una lattina di solvente e dei bulloni, niente di importante? Così pare.

Insomma, Francesco Mancuso si ritrova tra le mani un vero rompicapo, ed è costretto ad arrabattarsi, chiedendo lumi persino alle suorine di Ballarò per raccapezzare un qualche filo logico. Ma il tutto va a collegarsi con il ritorno di una faccia nota dall’oriente e con l’attentato programmato per il 15 luglio…
Soft, con poche sfumature di nero, anche se naturalmente, come in tutti i gialli che si rispettano, c’è il morto ammazzato. Tensione, sentimento e meno umorismo del solito per questo nuovo caso poliziesco di Barbieri dove domina piuttosto l’angoscia del thriller ma, come al solito, il commissario Mancuso, saprà venirne fuori alla grande.
Sempre molto godibili le comparsate dell’equipe del Bar Marocco con i suoi irrinunciabili iris farciti di ricotta, di Calascibetta, centralinista, “gazzettino so tutto” del commissariato, di Tronchina, la spalla autista di Mancuso, del sostituto procuratore Sgroi con cui vige sempre il patto di ferro di vivi e lascia vivere e del vicequestore Mangano, costretto a far fronte a una situazione da paura. E purtroppo il tempo che stringe e il potenziale attentatore da fermare non consentiranno a Mancuso di dedicarsi alla scoperta di nuovi sconosciuti particolari sulla facciata della cattedrale.

Ancora una volta a far da palcoscenico alla trama una insuperabile Palermo, una città dalle mille sfaccettature che virano dal degrado e dall’abbandono storico agli squarci monumentali di straordinaria bellezza. Una città viva che brulica di personaggi e particolari sotto l’agile penna di Carlo Barbieri, che riesce bene a inquadrare i potenziali e pericolosi collegamenti tra l’isola, l’emarginazione e i terribili avvenimenti dei nostri giorni. Una bella spiegazione del titolo del romanzo la dà Mancuso parlando con Trochina: la difesa del bufalo sta nel branco, nella forza del numero. I bufali riescono a sopravvivere nella savana, perché non si dividono e fanno muro contro l’assalto dei predatori. Ogni tanto uno di loro soccombe, ma gli altri si salvano. Se i nuclei sovversivi, che rappresentano una scarna minoranza, resteranno isolati “fisicamente” e ideologicamente, potranno fare ben poco.
E chiudiamo con questa consolatoria diagnosi.

Patrizia Debicke

Lo scrittore:
Carlo Barbieri è nato nel 1946 a Palermo. Ha vissuto nel capoluogo siciliano e a Catania, Teheran e Il Cairo. Adesso risiede a Roma ma torna spesso nella sua Sicilia. Ha scritto Pilipintò-racconti da bagno per siciliani e non, i gialli La pietra al collo, Il morto con la zebiba, (pubblicato anche nei Noir de IlSole24Ore), Il marchio sulle labbra e Assassinio alla Targa Florio – gli ultimi due con D. Flaccovio Editore, con cui ha pubblicato anche la raccolta di racconti Uno sì e Uno no. Barbieri è stato premiato, fra l’altro, al Giallo Garda, allo Scerbanenco/Lignano,  al Città di Cattolica, al Città di Sassari e due volte al Domina. Collabora con Malgradotutto e altre testate web.