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Contorni di Noir | October 23, 2017

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Icilio Bianchi – I Racconti della Biblioteca Fantastica

| On 30, Set 2017

Editore Cliquot – Collana: Generi
Anno 2017
Genere fantascienza / horror
97 pagine – ebook
Prefazione di Enrico Rulli e le illustrazioni originali di Ottavio Rodella (Tavio).


Preziosa. Lo stesso aggettivo è utilizzato dal curatore della prefazione che, come anche per altri libri di Cliquot, dimostra un vero e profondo amore per la letteratura. La riscoperta di Icilio Bianchi è come trovare un diamante grezzo laddove nemmeno pensavi esistessero diamanti. Sconosciuto a tal punto che anche la biografia è incerta, Icilio Bianchi e la Biblioteca Fantastica dei Giovani Italiani – ideata dalla Società Editrice Milanese nel 1907 – sono stati una sorta di antesignano italiano di quello che negli Stati Uniti furono i Weird Tales (nati però solo nel 1923) o un naturale seguito ispirato ai racconti pubblicati alla fine del XIX secolo su The Strand e che videro i fasti di Sir. Arthur Conan Doyle e del suo Sherlock Holmes. Forse proprio per assecondare un gusto già allora un po’ esterofilo in fatto di letteratura fantastica, tutti gli italianissimi autori assunsero spesso pseudonimi inglesizzati: lo stesso Icilio Bianchi compare con il nome di Ycil Whites (o Withes).

L’ispirazione dei racconti di questa collana è una favolosa cartina di tornasole che ci mostra quali fossero i gusti, o meglio, l’immaginario del lettore tipo del 1907. Si tratta di un anno speciale perché è in quegli anni che il concetto di “modernità” (termine coniato a metà ottocento da Baudelarie) e di “evoluzione tecnologica diventano sempre più comune. Il fervore innovativo che veniva promanato in tutta Europa da Parigi, sfocia nelle opere moderne del nuovo secolo e apre sempre più interesse verso la scienza vissuta come l’unica cosa in grado di risollevare le sorti umane e di risolvere problemi e preoccupazioni.

Il volo aereo, il dirigibile – nato nel 1906 – la bachelite, la produzione di massa: sono aspetti di quegli anni che traspaiono in questi racconti i quali esplorano e portano nella trama aspetti misteriosi e nello stesso tempo temerari. Nello stesso periodo abbiamo il revanscismo del gusto gotico che diventa, anche per via degli artisti che diedero vita allo stile Liberty, una sorta di età dell’oro in cui l’arte godeva della massima considerazione possibile.

Così al gusto gotico nell’architettura si affianca quello letterario: la morte, la possessione demoniaca, le leggende dimenticate, il male in genere, diventano protagonisti dei nuovi racconti. Questo mistero è un contrapporsi alla modernità: mostrare nei racconti personaggi preda di passioni spesso violente, cupe, pene amorose che non hanno esiti e si struggono, situazioni terribili. Gli stessi personaggi riflettono anche il sempre maggior successo delle teorie psicanalitiche e il nuovo fermento verso un positivismo che vuole l’uomo indagatore del mondo che può leggere tramite l’uso della sua mente deduttiva. In questi anni di grandi fermenti, non potevano mancare le suggestioni provenienti dalle inesplorate terre d’oriente (pensiamo a Salgari, ad esempio, o al “giapponesismo”) e dalla diffusione ed uso delle droghe (in particolare l’oppio, ma anche l’assenzio).

Insomma, tutta questa messe di influenze e fascinazioni colpiva l’immaginario popolare che era alimentato dalla grande e fervida fantasia di autori come Bianchi. Nell’antologia troverete racconti di ogni genere, ma tutti legati a filo doppio con il mondo che li ha generati. In essi i giovani di allora trovavano lo stesso svago di oggi, venivano trascinati in avventure soprannaturali o investigative, vivevano situazioni per quei tempi fantascientifiche e, da questi racconti, traevano anche parte di quelle ispirazioni che hanno portato alcuni di loro a scrivere, altri alla scienza altri ancora all’arte.

Ecco perché il lavoro di ricerca che Cliquot conduce e che qui ci presenta è di un valore inestimabile, anche per sincerarsi del fatto che ciò che affascinava un Lovecraft o Clark Ashton Smith o un Seabury Queen erano le stesse cose che affascinavano anche i letterati di casa nostra.

Ve lo consiglio assolutamente, anche se non siete fanatici del genere, perché vi troverete molto più di quanto vi aspettate.

Michele Finellli

Lo scrittore:
Icilio Bianchi (1890-19??) è stato giornalista e scrittore. Le uniche informazioni che si hanno di lui sono quelle che si desumono dalle testimonianze scritte che ha lasciato. Direttore di varie riviste di inizio Novecento come “La settimana illustrata”, “L’Attualità” e molte altre, fu corrispondente da Bruxelles per il “Corriere della Sera”, “Il Piccolo” e “Il Messaggero”, e corrispondente da Milano per il francese “Le Matin”. Scrisse diverse opere di narrativa gialla e per ragazzi. (Fonte: Dizionario Bibliografico del Giallo a cura di Pirani, Mare, De Antoni; Pirani Bibliografica Editrice, 2000).