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Contorni di Noir | October 23, 2017

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Louise Jensen – La sorella

| On 18, Set 2017

Editore Sperling&Kupfer Collana Pandora
Anno 2017
Genere Thriller
336 pagine – rilegato con sovracopertina
Traduzione di A. Biavasco e V. Guani

La lettura di questo libro si potrebbe paragonare a una di quelle interurbane a gettoni di un tempo.

Il passato, l’Allora, è quello che stai ascoltando/leggendo e il rumore del gettone che se lo mangia, il presente, l’Adesso, è il prossimo gettone da mettere.

Quindi, un sentimento di trepidazione, con occhio e orecchio sullo scandire dei secondi e sugli scatti, ma anche di crescente fastidio. Le interferenze erano quei fruscii molesti che facevano perdere il filo e si doveva ricominciare. Certe volte, si optava per una comprensione a tentoni delle parole mancanti, altre volte, si sceglieva un: “Scusa, puoi ripetere?, Non si sente bene.”

Si finiva col restare in attesa di qualcosa e quel qualcosa non era ciò che ci si aspettava.

In certe situazioni poteva essere anche positivo, nelle altre, quasi una perdita di tempo.

C’era anche la mezza via. La conversazione, pur nelle difficoltà tecniche, poteva risultare piacevole, stuzzicante, ma non coinvolgente, con la sensazione alla fine, di non aver impiegato al meglio quel tempo al telefono.

“La sorella” di Louise Jensen, è questa mezza via.

Interessante il rimpiattino continuo tra passato e presente, intrigante, anche se non originale, l’inizio, discutibile il resto.

Ci sono situazioni, senza fare spoiler, che appaiono alquanto forzate, altre che proprio sono talmente inaspettate da risultare assurde.

La storia.

Grace è una giovane insegnante che vive insieme a Dan. La loro è una vita tranquilla, ma Grace è quotidianamente segnata dai sensi di colpa, convinta di essere responsabile della scomparsa delle persone che ha amato, inclusa Charlie, la sua ex migliore amica. Da ragazzine Grace e Charlie avevano nascosto la memory box di quest’ultima, una scatola dei segreti che la giovane maestra ha conservato come ricordo. Nel ripercorrere la lista dei desideri di Charlie Grace inizia a indagare per ritrovare il padre che l’amica non aveva mai conosciuto, e finisce con l’incontrare Anna, che si presenta come la vera sorella di Charlie. Presto Grace inizierà ad accorgersi della scomparsa di alcuni oggetti e di uno strano comportamento da parte di Dan, riceverà telefonate e messaggi minacciosi che la porteranno a chiedersi se la piega presa dagli eventi è la realtà o un frutto della sua immaginazione. Decisa a trovare una risposta, Grace si lancerà in un viaggio nel suo passato (e in quello di Charlie) che si rivelerà ricco di misteri.

I misteri, non lo sono poi così tanto. Il plot di questo house thriller in cui le ambientazioni, gli oggetti contano quanto i personaggi stessi, ad un certo punto si fa piuttosto prevedibile, i colpi di scena ci sono, ma abbastanza telefonati.

Dall’arrivo di Anna, sorella di Charlie nella vita di Grace, tanto più diventa intricata e angosciante l’esistenza della protagonista, tanto più si appiattisce il plot, che perde freschezza e si adagia su suoni già conosciuti. Alcuni pensieri di Grace sono addirittura surreali, sapendo già quanto le è accaduto e le sta accadendo (ad esempio, quando lei si sveglia nel cuore della notte-mentre la sua vita cade in pezzi e lei è oggetto di minacce e di stalking- sente qualcosa muoversi e il suo pensiero va solamente a una banda di ladri cbe si passano la refurtiva l’uno con l’altro). Nemmeno appare troppo sveglia in alcune situazioni in cui è facile invece comprendere quanto sta accadendo.

Tornando all’interurbana del paragone, la storia si adegua al “Pro…Tum-tum-tum-(il rumore dei gettoni che il telefono cominciava a tirare giù dopo lo scatto alla risposta) di quelle interurbane ferroviarie dove la conversazione risultava faticosa e affaticata.

Sembra accorgersene anche l’autrice stessa, perché ad un tratto i colpi di scena si susseguono a ruota, troppo ravvicinati l’uno dall’altro per esaurire con efficacia la loro forza. Anzi, si sovrappongono e perdono buona parte del loro bump.

La storia aveva un buon potenziale che non è stato sfruttato nel migliore dei modi. Il plot avrebbe potuto prendere vie più intriganti e plausibili, invece l’autrice si è accontentata della strada più sicura, con cliché e dei deja vu, anche se percorrendola ha dovuto accettare situazioni che al soldo dell’avvio del romanzo sono poi risultate poco credibili.

L’inizio promettente è andato via via sfilacciandosi e si è uniformato a tratti a un teenage-mistery. Anche la drammaticità è andata affievolendosi, risultando quasi un contorno sfumato.

Un peccato, perché la scrittura calza perfettamente la storia e l’identità dei personaggi.

Alla fine, come è stato per Grace alla sua festa di compleanno quando Charlie le aveva regalato quel singolare ciondolo con incise sopra BFF (best friends forever), il lettore rimane con la metà di un cuore, senza che possa ritrovare tra le altre pagine la metà andata perduta.

Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini

La scrittrice:
Louise Jensen, coach di mindfulness e autrice bestseller di USA Today e di Amazon UK, vive in Northamptonshire con il marito, i figli, un cocker spaniel matto e un gatto molto dispettoso. Il suo primo romanzo, La sorella, è stato finalista ai Goodreads Awards nel 2016 e ha venduto oltre 500.000 copie, rimanendo a lungo nella Top Ten di Amazon. I diritti di traduzione sono stati ceduti in tredici Paesi. www.louisejensen.co.uk