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Contorni di Noir | January 22, 2018

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Diego Collaveri – La bambola del Cisternino

| On 17, Ott 2017

Editore Frilli Collana I tascabili noir
Anno 2017
Genere Noir
300 pagine – rilegato e ebook

Dopo “L’odore salmastro dei fossi. Caccia all’uomo per il commissario Botteghi.” e “Il segreto del Voltone. Il commissario Botteghi e una vecchia storia livornese.”, Diego Collaveri e Fratelli Frilli Editori, pubblicano “La bambola del Cisternino. Un’indagine del commissario Botteghi”, terzo capitolo della serie. Questa volta il commissario è alla prese con ben due omicidi, che a prima vista sembrerebbero assolutamente lontani tra di loro, considerato che la prima vittima è una prostituta – Lucia Biagini – e la seconda è un conosciuto imprenditore livornese – Marcello Andreini -. Un gran bel dilemma per il commissario e i suoi due agenti, Busdraghi e Mantovan. I tre dovranno districarsi, incrociare ed unire i vari punti, riflettere,guardare oltre le apparenze.

Non è un lavoro affatto facile ma i due agenti hanno entrambi delle ottime capacità investigative, il commissario è orgoglioso di loro e proprio perché riesce a prendere dai due agenti i lati migliori di ognuno di loro, ha dato vita ad una consolidata ed affiatata squadra. Non riusciranno subito e presto a risolvere i due dilemmi, anzi, e Botteghi sentirà un grande senso di amarezza che lo metterà a dura prova. Turbamenti che non arriveranno solo dalle difficoltà nello sciogliere i nodi ma anche da due episodi che provocheranno nel commissario agitazione ed inquietudine. Il primo episodio è proprio legato al ritrovamento del cadavere di Lucia Biagini. La sua persona e la professione che lei svolge farà riaffiorare un ricordo legato all’infanzia di Botteghi, un ricordo sopito e relegato in un angolino nascosto nell’animo , nel cuore e nel cervello del commissario. Quei ricordi che segnano profondamente, che ad un certo punto vanno a nascondersi, ma così come si sono eclissati ad un certo punto riappaiono provocando però una grossa lacerazione.

Il secondo è un violento litigio con sua figlia Valentina. Valentina lo odia, lo ha allontanato senza sé e senza ma dalla sua vita e dalla sua persona. Un padre che ama a tal punto sua figlia tanto da farsi odiare, tanto da farle credere che lui e solo lui sia colpevole della morte di colei che è stata sua moglie e quindi madre di Valentina. Due “bastonate” emotive troppo forti, troppo devastanti, tali da non poter non lasciare strascichi profondi. Vorrei porre anche l’accento su un personaggio che sembra sia quasi dietro le quinte, ma non per questo sia meno importante, anzi, ha un’influenza positiva su Botteghi. Parlo di Mariella.

Mariella è una carissima amica d’infanzia di Botteghi ed è la proprietaria di un ristorante che conduce lei stessa. Il ristorante e Mariella rappresentano per il commissario il suo rifugio, l’oasi dove – davanti a dei buonissimi piatti – può riprendere il contatto con se stesso lasciando fuori tutto e tutti. Mariella sa ascoltarlo, sa comprenderlo ma sa anche come bacchettarlo quando è necessario, rimproverarlo come sa farlo un’amica dolce e presente, un’amica che gli vuole bene e che gli fa da scudo per proteggersi da se stesso per tutto il male che si auto-procura. Al termine delle indagini la squadra formata da Botteghi, Busdraghi e Mantovan riuscirà a trovare il filo che lega i due omicidi, la cattiveria e l’orrore che si nasconde dietro i due eventi delittuosi, la causa in nome della quale si uccide e si calpesta.

Ed infine vorrei sottolineare il grande lavoro di ricerca che svolge l’autore, ricerca che aggiunge un valore in più alle vicende e l’amore per la sua città, Livorno. E’ un amore che si percepisce in ogni descrizione che ne fa, tanto delicata e perfetta da far sembrare di essere lì presenti, di camminare e guardare attraverso gli occhi di Botteghi e di conseguenza attraverso gli occhi di Diego Collaveri. Lettura consigliata a tutti ed in particolare a coloro che oltre alla trama “gialla” apprezzano l’introspezione e i turbamenti emotivi. Al prossimo appuntamento con Botteghi!

Cecilia Dilorenzo

Lo scrittore:
Diego Collaveri, nato a Livorno il 27/02/1976, dal 1992 al 2000 ha lavorato in campo musicale, collaborando con EMI Music. Nel 2000 si confronta con la scrittura nel circuito dei concorsi di poesia e narrativa, da cui ottiene riconoscimenti e le prime pubblicazioni. Nel 2001 si dedica alla sceneggiatura per la commedia teatrale e l’anno successivo per il cinema breve, per poi arrivare alla prima regia con cui vince il concorso Minimusical indetto da “La Repubblica” e Fandango, con cui successivamente collaborerà. Ha seguito un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi), studiando anche storia della cinematografia, mentre lavorava con alcune compagnie di musical. Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per produzioni video. Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”. Nel 2009 viene inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori Contemporanei. Nel 2013 alcuni suoi racconti noir sono apparsi sul settimanale “Cronaca Vera”. Dal 2014 collabora con LaTelaNera.com come critico cinematografico. Da gennaio 2015 è tra i docenti della Scuola di Scrittura Carver di Livorno con il corso di sceneggiatura e storia del cinema “Scrivere per il cinema”. Nel genere noir è autore per la Fratelli Frilli Editori di L’Odore Salmastro dei Fossi (2015), de Il Segreto del Voltone (2016) e della serie Anime Assassine. Per maggiori info www.diegocollaveri.it , www.facebook.com/DiegoCollaveriautore.