Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | February 19, 2018

Torna su

Alto

Letizia Vicidomini – Notte in bianco

| On 20, Ott 2017

Editore Homo Scrivens
Anno 2017
Genere Giallo
288 pagine – brossura e ebook

La storia.

Andrea Martino, “il Commissario buono”, è in pensione ormai da un anno, con il mood di chi vuole rilassarsi in famiglia con i nipoti e dedicarsi al pollice verde. Poi un giorno di primavera viene chiamato dal suo vice, promosso nel frattempo a capo della squadra: è stata trovata una donna anziana nella sua tabaccheria con il cranio sfondato. Un condominio intero nasconde la storia della tabaccaia, ma l’ex Commissario si lascia catturare dalla vicenda, per dare alla vittima giustizia e pace. Ma chi era davvero quella donna?

Un’indagine che potrebbe essere articolo su ogni quotidiano e notizia di un telegiornale. Una storia che potrebbe appartenere a ognuno di noi su prospettive differenti.

Un’indagine al fianco di ogni sospetto, volendo parafrasare il titolo di un celebre film di scuola italiana recitato da un superbo Gian Maria Volontè.

Sì, perchè Notte in bianco ha più binari da seguire. Il primo, in corsivo, un racconto denso di quello che è stato, che non sbiadisce al tempo presente, ma anzi si rafforza e dà impeto alla vicenda, fin dall’inizio. Con quella che è la principale dote della scrittura dell’autrice Letizia Vicidomini, la comunicabilità immediata con il lettore. È il dettaglio che come un’onda anomala porta avanti e adagia il generico. Un fiore che genera il seme. Un contrario suadente e intrigante.

Il secondo e il terzo, l’ufficialità e l’ufficiosità a stretto contatto nell’indagine. Michele Loffredo indaga dopo aver sostituito proprio Martino ormai in pensione. Martino, dal canto suo, agisce sull’onda del cuore, di un dolce sentire che si palesa come un’essenza di cui lo stesso protagonista non può fare a meno. “Stirare le pieghe dell’anima“. Questo è il compito, una forte connotazione misericordiosa verso l’animo umano. Non teme di sporcarsi le mani con il brutto dell’anima. Scoprire la verità al costo di ricevere in cambio cicatrici indelebili sul proprio cuore, un dolore quasi necessario, che fa parte di Martino stesso.

Oggetto dell’indagine: Viola Carraturo, la tabaccaia di Materdei. Una donna disfatta dagli anni, ma sopratutto dal passato. Una pazzia in lei vista da tutti, non ravvisando invece il dolore e l’angoscia condensati, stipati per essere addomesticati nel caos di uno stracolmo balocchi e tabacchi, il suo piccolo mondo. Anche i due nipoti di Viola, Benedetto e Annunziata fanno parte della profonda solitudine di Viola. La riconoscenza, per averli allevati dopo la morte dei genitori è flebile. Il desiderio dei due ragazzi è quello di tornare a Bergamo e lasciare Napoli. Sentono di non appartenere al Sud, al contrario di Viola che ha piantato a Napoli radici da cui non è più riuscita a distaccarsi.
Martino interroga i condomini di una palazzina che dà sul giardino incolto dietro la tabaccheria e dove qualcuno ha visto molte volte Viola passeggiare durante la notte. Un’anima in pena e il suo segreto. L’interrogatorio di Martino però non è svolto come da prassi. La sua dote principale è ascoltare, prima di chiedere. Una semplice domanda, fatta col sentimento, che spinge l’altro a parlare, ad aprirsi, anche involontariamente. Martino è un pacificatore dell’animo e come tale possiede i ferri giusti per far breccia.

A volte si respira Maigret, altre ci si rammenta di Nero Wolfe. Martino è un misurato compendio di arbitrio umano in ogni sua forma. L’autrice riesce a rendere alla perfezione questo suo disagio necessario a tormentarsi per procurare sollievo ad animo altrui. Una famiglia, un lutto, dei nipoti. Martino è un uomo comune dalle qualità per pochi. È un colore mutevole, come lo è Napoli che non fa da sfondo alla vicenda, ma è parte forte e integrante della storia stessa. È sipario su una nuova scena e chiusura della stessa per passare alla successiva.

Notte in bianco ha infatti molti legami col teatro, nella costruzione dei dialoghi che non hanno momenti di stanca, nelle azioni dei personaggi. L’autrice è realizzatrice e creatrice degli episodi, ma è al contempo anche dettaglio dell’occhio dello spettatore/lettore, una finestra sul cortile, in una difficile coesione visiva riuscita con maestria. Gli stessi corsivi di cui sopra sono solida, potente voce fuori campo. Un passato che si ascolta e che l’ascolto traduce in immagini consistenti e profonde. Un respiro lungo che viene da dentro e riesce a espandersi dentro le parole con una tenacia impossibile da non avvertire.
Il passato della vicenda offre tante fotografie al ricordo, tutte sistemate su una lavagna dove si cerca tassello dopo tassello di ricostruire e conoscere una persona scomparsa. E la morte stessa, è uno scomparire.
In notte in bianco, scoprire l’identità dell’assassino è marginale. Che cosa è davvero importante è il movente, un movente non giudiziario, ma umano. Non un reato da condannare secondo un codice, ma una verità da scoprire non per l’indagine stessa, ma per una finale umana compresione.

Letizia Vicidomini riesce a dare al lettore tutte le tessere del mosaico con grande capacità e stile, quasi in modo lieve a dispetto dell’amarezza, del dolore, delle conseguenze. Vincent Van Gogh aveva detto: “Si può avere un grande incendio nella propria anima, eppure nessuno è mai venuto a scaldarsi. I passanti vedono solo un filo di fumo dal camino e continuano sulla loro strada.”
Un sentire che si addice al libro, in cui Andrea Martino è quel passante che si ferma.

Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini

La scrittrice:
Letizia Vicidomini si definisce: scrittrice, speaker radiofonica e presentatrice,attrice per diletto e per amore. Le sue opere pubblicate sono “Nella memoria del cuore” – Ed. Akkuaria 2006; “Angel” – Ed. Akkuaria 2007; “Il segreto di Lazzaro” (prefazione di M.de Giovanni) Ed. CentoAutori 2012; “La poltrona di seta rossa” – Ed. Homo scrivens 2013; “Nero. Diario di una ballerina” – Ed. Homo Scrivens 2015; “Notte in bianco” – Ed. Homo Scrivens 2017. Suoi racconti in antologie varie. Tra le altre “Una mano sul volto” a cura di Maurizio de Giovanni (Ed. Ad est dell’equatore); “Napoli in cento parole” (Ed. Perrone); “Napoli a tavola in cento parole” (Ed. Perrone); “Free zone” – Echos Edizioni.
Attrice protagonista nel cortometraggio “Oltre la porta” diretto da A.Balzano.