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Contorni di Noir | February 24, 2018

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Stefano Di Marino – La torre degli Scarlatti

| On 18, Ott 2017

Editore Mondadori Collana Giallo Mondadori
Anno 2017
Genere Giallo
271 pagine – ebook

Seconda puntata delle fantasmagoriche avventure di Bas Salieri, targate Stefano Di Marino, che aspettavamo da tre anni. Nella sua bella residenza di Amsterdam, nel Plantage, il nostro Sebastiano (detto Bas) si trova di fronte alla strana richiesta di Federico Cocci, maggiordomo e amministratore dei beni della casata Scarlatti, in San Girolamo in Colle vicino a Volterra. L’uomo gli chiede di andare in Toscana per riordinare e catalogare la preziosa biblioteca degli Scarlatti (ricca di testi antichi, soprattutto di magia, demonologia e volumi sull’inquisizione…). A beneficio di chi non avesse letto Il palazzo dalle cinque porte (2014), subito una descrizione del nostro personaggio: occupazione ufficiale: mago e illusionista, ma anche “…cacciatore di ciarlatani, di finti maghi, nemico di quelli che approfittavano della superstizione della gente…” .

Insomma una specie di detective a tempo perso, ma anche un saggista esperto di storia, culti antichi e occulte tradizioni esoteriche, descrizione fisica: “giovane, alto, lineamenti affilati, capelli scuri, lunghi sul collo che ostenta una barba a mosca ( con un ciuffo appena più lungo sotto il labbro inferiore) che gli conferisce un aspetto vagamente luciferino. La richiesta suscita l’interesse di Salieri. Infatti il capostipite degli Scarlatti, Cosimo era stato uno studioso e negromante vissuto in Toscana tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. Di lui si narra che avesse scoperto l’accesso a un’antica necropoli etrusca ricca di tesori dedicata al culto del Demone Blu, una semidivinità degli Inferi braccio destro di Thuchulka, signore dell’Oltretomba. Ogni traccia della sua scoperta si era persa dopo il passaggio dell’esercito napoleonico, lasciando dietro di sé solo la torbida leggenda legata alla Torre degli Scarlatti, che dovrebbe rivelare il passaggio segreto per ritrovare il tesoro.

Giacomo Scarlatti, vedovo di Cecilia Augenti, è morto da sette anni. Sua moglie, ricca esponente di una famiglia senese che aveva risollevato le sorti economiche della casata ricomprando i beni, l’aveva preceduto nella tomba “in circostanze misteriose” dando mandato a uno sconosciuto notaio, di consegnare l’eredità, solo ai suoi legittimi figli, Luca e Mirella, al compimento di ventun anni. Infatti Giacomo Scarlatti, per anni illusionista e seguace di pratiche magiche, avendo avuto una figlia, Priscilla, fuori del matrimonio, aveva preteso che la bimba vivesse con lui scatenando l’ira, la gelosia e la rivalsa della moglie. Manca poco ai ventun anni di Mirella, la più piccola della covata, e anche Luca, dopo essere stato creduto morto in uno spaventoso incidente automobilistico, sembra ritornato dopo un esilio volontario.

A questo punto è chiaro che catalogare i volumi di una biblioteca sia un pretesto e il vero obiettivo di Salieri sia invece scoprire i misteri di quella famiglia che, in caso di successo, verrà generosamente ricompensato. Salieri decide di accettare, anche se le carte di Zaira, il suo pilastro, la sua statuaria collaboratrice nera, predicano disgrazia… E, ben presto ma era logico, le vicende della trama le daranno ragione. Tanto per cominciare ci si mette anche la natura che flagella il povero Bas Salieri accogliendolo all’arrivo con una temporalesca pioggia scrosciante. E via di seguito… Ma cosa poteva aspettarsi con una storia legata alla negromanzia, una cittadina con il marcio che serpeggia dietro gli angoli e dove i demoni paiono di casa? Il nostro eroe dovrà confrontarsi con oscuri segreti da svelare, con i duri contrasti familiari degli Scarlatti, con la bella e talentuosa Priscilla che l’intriga, con le morti poco chiare che si accavallano e i dubbi di identità (Luca sarà proprio lui?).

E affrontare le conseguenze di una eredità contesa con inafferrabili personaggi che si muovono, soprattutto di notte, con pessime intenzioni, vedi ricatto, aggressioni, contrabbando di reperti (siamo nel regno dei tombaroli) e peggio. Il tutto abilmente condito con luoghi spettrali, vedi tombe e cimiteri frequentati anche da Bas in persona. E se non bastasse trova in loco anche il vice questore Panitta in pseudo vacanza, accompagnato dalla moglie e dalla nipote Patrizia, ufficiale dei carabinieri del nucleo tutela del patrimonio, sotto copertura e in caccia di ladri di antichi manufatti. Insomma Stefano Di Marino ci fa correre e mischia abilmente le carte, aggiungendo al tutto i colori, i rumori e i profumi della campagna intorno a Volterra, le ombre di una misteriosa biblioteca, alcuni rari testi del romano Apollonio Tarquinio (rigorosamente inventato) ritrovati dietro un quadro e pericolose fiale di un allucinogeno. E ancora una volta ci regala un signor romanzo d’avventura come lui sa fare.

Patrizia Debicke

Lo scrittore:

Stefano Di Marino, oltre a scrivere con il proprio nome, ha scritto usando vari pseudonimi: Stephen Gunn (nella Serie Il professionista), Xavier LeNormand (nella Serie Vlad), Frederick Kaman (nella Serie Julius Colleoni, Agente di Ventura), Etienne Valmont (nella Serie Jasmine, La Regina dei Gitani),  Jordan Wong Lee, Alex Krusemark, Gilbert Oury. Ha una lunga carriera come scrittore e traduttore. Il suo sito ufficiale è: http://hotmag.me/ilprofessionista/