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Contorni di Noir | November 18, 2017

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Karin Slaughter – La figlia modello in blogtour

| On 08, Nov 2017

 

Thriller e ambientazione

Finisce oggi il blogtour cominciato il 31 ottobre dedicato al thriller di Karin Slaughter, “La figlia modello“, pubblicato da HarperCollins Italia e disponibile nelle librerie dal 9 novembre. Oggi vi vogliamo parlare dell’ambientazione:
Il discorso sui luoghi parte da Grant county, ma si estende a tutti i suoi thriller. Uno dei motivi per cui decide di ambientare i romanzi in Georgia è che lei è molto legata al territorio e, inoltre, è un modo per raccontare come – anche in piccole città, dove tutti si conoscono e tutto sembra perfettamente normale e tranquillo – possano accadere fatti spiacevoli o episodi di violenza. Ecco cosa ci racconta:

“Quando ho iniziato a raccontare sulla Contea di Grant stavo scrivendo in una piccola città e, per molti versi, l’Europa è una serie di piccole città. C’è la persona indaffarata, c’è la donna disinibita, c’è il pio idiota; ogni città ha lo stesso cast di personaggi e penso che si confaccia con un sacco di persone in Europa. Una delle cose meravigliose nei racconti di Grant County era che molte persone in America avrebbero detto: “Oh, questa è proprio come la mia città.” O: “Conosco questa persona nella mia comunità.”
Ma la cosa più divertente che mi è successa è accaduta in merito ad uno dei personaggi della contea di Grant da parte di una donna orribile che viveva in fondo alla strada di cui ognuno ha detto: “Ah si, viveva proprio in fondo a questa strada.”, quindi credo che abbia cugini ovunque.
Era il tipo di persona che possedeva un cortile enorme e sarebbe stato molto più facile tagliare per il suo cortile per tornare a casa, ma lei è quella che ci avrebbe spruzzato d’acqua con il tubo se solo avessimo toccato con il piede il suo cortile. E lei è venuta a una delle mie firme e mi ha detto: “So chi è quella persona.”, e ho pensato, oh mio Dio, adesso mi scoprirà e invece mi dice: “La strada è quella fatta così e così, non è vero ?” È stata una rivelazione rendersi conto che la gente non si riconosce nella fiction; è un po’ come quando ascolti la tua segreteria e pensi: “Ehi, ma non è la mia voce sexy, chi è quel bambino che parla?” E’ stato molto istruttivo per me e sto raccontando solo adesso questa storia perché è lei morta.”

(photo by www.crimezine.wordpress.com)

Sono passati ventotto anni da quando una brutale aggressione a una madre e a due figlie adolescenti ha sconvolto per sempre l’esistenza di Charlotte – Charlie Quinn. Quel giorno sua madre fu uccisa e sua sorella maggiore Samantha – Sam colpita alla testa, fu costretta a mesi di rieducazione e a muoversi come una semi invalida per tutta la vita. Vent’otto anni fa, la serena vita della loro famiglia fu distrutta, si pensa per una orrenda vendetta sul padre, Rusty Quinn, spesso contestato per la sue posizioni in ostici casi, in veste di avvocato della difesa e che non è mai veramente riuscito a superare la tragedia della perdita di una eccezionale moglie amatissima.

Una tragedia, che ha costretto i resti di una famiglia unita allo sbando. Spezzata dalla disperazione, con dentro di sé gli spaventosi segreti legati a quella terribile notte nel bosco che continuano a corrodere il corpo e lo spirito della superstiti. Da allora Charlotte e sua sorella hanno cominciato ad allontanarsi, per poi litigare definitivamente poco dopo il suo matrimonio con un compagno di università. Il padre invece ha mantenuto brevi e sporadici rapporti telefonici con la maggiore, Samantha e lei, pur indurita dai suoi limiti fisici, ha fatto una grande carriera. Prima si è laureata in legge, poi si è imposta come pubblico ministero e infine si è trasferita a New York per impegnarsi nel settore legislativo dei brevetti. Ha avuto successo, si è sposata, per poi restare sola, prematuramente vedova. Charlie dopo essersi laureata in legge è tornata a Pikeville, la cittadina di provincia in cui è nata e cresciuta, e da brava figlia modello ha deciso di seguire le orme del padre, lavorando nel suo studio legale.

Poi un giorno, un gesto di inusitata violenza sconvolge il quieto tran tran di Pikeville: nel corridoio della scuola media una ragazza, Kelly Wilson, appena diciottenne, sparando con la pistola del padre, uccide il preside e ferisce a morte una ragazzina delle prime classi. Per Charlie Quinn, in crisi matrimoniale e che si trova sul posto per rendere il telefono al suo amante di una sola sera, complice qualche bicchiere di troppo, sarà come tornare indietro nel tempo e ripiombare nel suo personale incubo. E questo anche perché sarà tra i primi testimoni a raggiungere la scena del delitto e si vedrà morire tra le braccia la piccola vittima. Ma nel comportamento della giovanissima assassina che, dopo aver tentato di spararsi, si è lasciata disarmare, c’è qualcosa che non la convince. Per proteggerla dagli agenti di polizia infuriati si mette di mezzo facendosi picchiare e arrestare. Viene fatta liberare poco dopo, da Ben Bernard, vice procuratore distrettuale e  suo marito, che non riesce ad accettare la loro separazione dopo tanti anni di matrimonio. Quanto accaduto nella scuola, e soprattutto la reazione incontrollata degli agenti, ha scioccato Charlie al punto di  convincere suo padre ad assumere la difesa di Kelly Wilson. Ma tutta la storia prosegue peggio e mostra dei risvolti pericolosamente inquietanti. Rusty Quinn verrà accoltellato da sconosciuti e sua figlia Charlie, sarà costretta a telefonare alla sorella a New York per chiedere aiuto. Samantha deve sostituire il padre in prima istanza come avvocato della difesa, perché Charlie non può farlo nella sua veste di testimone.

E dopo, Sam dovrà impegnarsi e combattere al posto di Rusty Quinn e andare fino in fondo, spogliando il fatto di tutti gli elementi contraddittori che l’inquinano e superando tutti gli ostacoli che le intralciano il cammino. Anche perché ciò che lei e sua sorella hanno dovuto sopportare, tacendo per quasi trent’anni, non può più restare segreto. Sam e Charlie non mirano a raggiungere un finale consolatorio. Devono solo scoprire tutta la verità a ogni costo.
La figlia modello, storia di una famiglia che lotta per superare il suo oscuro passato, è un particolare tipo di thriller psicologico, crudo, violento allo spasimo, spesso addirittura scioccante ma con lati profondamente umani. Pagina dopo pagina, la struttura della trama che non si sviluppa in progressione lineare e si rifugia spesso in flash di play back, anticipando in modo metodologico la sordida realtà di quanto accaduto alle due sorelle, descrive le loro ferite fisiche e morali, le loro ansie e rivela anche i tanti particolari che hanno creato quella ingiusta frattura tra loro.

Un romanzo coraggioso che riesce a esaminare con distacco una certa scomoda realtà americana e la comune torpida mentalità di una cittadina della Georgia, circa trent’ anni fa, (anche se temo che nel frattempo il modo si pensare non sia molto cambiato). Tessendo i diversi percorsi di vita dei personaggi, Karin Slaughter offre ai lettori tutti gli elementi per seguire in diretta la trama. E, per far meglio risaltare la determinazione e la forza morale delle finalmente ritrovate sorelle Quinn, si dilunga nei dettagli e nei particolari visivi della violenza più efferata dei buoni o dei cattivi, che si confronta con la pavida reazione della gente di fronte all’improntitudine o, molto peggio, con l’omertà.

Articolo a cura di Patrizia Debicke