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Contorni di Noir | November 18, 2017

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Paolo Pedote – I bambini di Escher

| On 04, Nov 2017

Editore Todaro
Anno 2017
Genere Giallo
292 pagine – brossura e ebook

Paolo Pedote è un giornalista e saggista (scrive, tra gli altri, per L’Indipendente) che, con questo I bambini di Escher, fa il suo esordio nel genere del giallo/thriller.
Il romanzo si apre subito con una scena scelta apposta per turbare il lettore: nella Milano degli emarginati, Alicia viene cacciata dalla sala slot nella quale ha appena perso tutto quello che aveva, impedita dal buttafuori, un africano enorme e gentilissimo (e, evidentemente, innamorato di lei), addirittura a tirare l’ultima bustina di coca che le è rimasta. Torna a casa, dove è vittima di un’aggressione. Con dell’acido.

Incontriamo poi un giovane barista che spera di sfondare nel mondo dell’hip-hop; portando cibo e bevande in un non meglio precisato ufficio, viene ammazzato con una rasoiata alla gola. Andando ancora più in profondità tra coloro che la società ignora, facciamo la conoscenza di Nerone Crespi, un uomo che non ricorda il proprio passato, in cura in una comunità, presso una dottoressa che di lui si occupa – e si preoccupa – con una precisione estrema. Tocca infine ad Angela Delfino, per tutti “La Sbirra”, giovane capo della Squadra Mobile che ha però rassegnato le dimissioni, decisa a prendersi un anno sabbatico per riordinare i pensieri, disamorata della giustizia e soprattutto della propria funzione in Polizia.

Le strade di Nerone e della Sbirra si incrociano quando l’uomo, vedendo una persona correre, nuda e coperta di sangue, fuori da un portone, va a controllare cosa sia successo; sconvolto da una scena di massacro, fugge in strada venendo quasi investito dall’auto della poliziotta, che sta tornando a casa. Da testimone, Nerone presto si trasforma in una specie di consulente della Polizia, dimostrando allo stesso tempo un intuito eccezionale e un’ingenuità disarmante.

Una lunghissima introduzione per un romanzo complesso, pieno di personaggi, ognuno dei quali ricco di carattere e personalità. Si tratta di un libro avvincente, con una storia appassionante, scorrevole ma allo stesso tempo capace di colpire con forza, come un pugno allo stomaco. Anche il linguaggio scelto da Pedote non è proprio adatto a un’educanda: l’autore ha, con cognizione di causa, scelto di far usare ai suoi personaggi un registro linguistico che si avvicina a quello adoperato sulla strada – insomma, piuttosto realistico. E i bambini di Escher del titolo, cosa c’entrano? …c’entrano, ma preferisco non anticipare più di tanto; vi basti sapere che si tratta del titolo di una foto artistica che comparirà durante la storia.

Qual è il punto forte de I bambini di Escher? Ce n’è più di uno ma, dovendo scegliere, indicherei proprio i personaggi, atipici e (o forse proprio per questo) affascinanti, profondi e molto umani. Se invece volessi menzionare una sia pur minima debolezza, citerei il finale, con un colpo di scena forse un po’ troppo imprevedibile. Tuttavia, questo non ha per nulla abbassato il mio parere riguardo al romanzo, in cui a contare è soprattutto il viaggio, non tanto l’arrivo dello stesso.
Un libro, insomma, che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati del genere, che potranno conoscere personaggi indimenticabili, alcuni dei quali speriamo di poter incontrare di nuovo in un futuro lavoro di Pedote.

Marco A. Piva

Lo scrittore:
Paolo Pedote (Milano 1966) ha collaborato con Radio Popolare, Radio Città Fujiko e diverse riviste. Tra le sue pubblicazioni: Storia dell’omofobia, prefazione di Gian Antonio Stella, Odoya; L’apocalisse secondo Pier Paolo Pasolini, Stampa Alternativa 2013. Questo è il suo primo romanzo giallo