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Contorni di Noir | January 22, 2018

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Francesco Abate e Carlo Melis – Il Corregidor

| On 14, Dic 2017

Editore Piemme Collana Narrativa
Anno 2017
Genere Romanzo storico
432 pagine – rilegato e ebook

Sulla copertina, l’introduzione di un interessante e inconsueto romanzo storico con per scenario l’immenso ma fragile seicentesco impero spagnolo governato da Filippo IV. Tre righe esplicative recitano:  “Un uomo in cerca di giustizia. Un libro che nasconde la verità. Un impero in cui il sole sta per tramontare.” Uno scenario dominato dal monarca asburgico che, salito al trono a soli  sedici anni, pensava solo a divertirsi, lasciando ad altri le incombenze di governo e che, malconsigliato e per leggerezza, commise l’errore di riaccendere la guerra coi Paesi Bassi con conseguenze disastrose per la Spagna.

Ricordiamo la pace di Vestfalia (1648) che vide proclamata l’indipendenza delle “Province Unite” e l’accendersi un nuovo, lungo conflitto con la Francia, che si concluse con la pace dei Pirenei (1659) ma anche con la fine della grande potenza politica spagnola. E comunque anche il regno di Filippo  IV,  durante  il quale il Portogallo riacquistò la propria indipendenza, come quello di suo padre e suo nonno, fu inquinato dalla tradizione degli onnipotenti “favoriti”. Filippo IV, infatti, affidò prima il bastone del comando al conte-duca d’Olivares, l’uomo più odiato dell’impero, poi a L. Méndez de Haro. Quando morì nel 1665 lasciando come erede un bambino ammalato di soli quattro anni, il suo impero era in progressivo disfacimento.

Breve ma indispensabile cappello storico per Il Corregidor, che non prescinde da una succinta spiegazione sulla dominazione spagnola in Sardegna, che vide la conquista aragonese nel XIII secolo e che durò fino al XVIII secolo. Con la presenza degli spagnoli nel 1600 l’isola, dominata dal feudalesimo nobiliare e con il territorio frantumato in latifondi, conobbe il continuo martirio delle ricorrenti e spaventose epidemie di peste che la impoverirono e la spopolarono. Il corregidor  narra  la romanzesca vita di  Jorge Baxu.  1675  Goa Vecchia, India Sud Occidentale, il cerusico ha chiesto udienza  nella chiesa a Padre Fernando Costa, un prete settantenne, da quasi  mezzo secolo in Oriente, un colto religioso dalla mentalità aperta e l’uomo più rispettato di Goa. Ma cosa può volere da lui  il cerusico Dom Jorge Baxu, bravo medico, farmacista e cavadenti? Chiedere un favore? Convertirsi? O altro? Jorge Baxu  è una persona silenziosa, molto riservata sul suo passato. Si dice che fosse portoghese, o spagnolo. Ma questo non pone certo dei problemi, i due stati si sono  separati da pochi decenni. Parla bene le due lingue e in più l’idioma locale e l’olandese. E, secondo i suoi  pazienti, anche un altro dialetto? Ma  solo con suo  figlio: Haime, un giovane uomo tanto simile ma così diverso da suo padre. Padre Fernando l’aveva visto arrivare in città, poco più che ragazzino. Ora è quasi un uomo che sta sempre con il padre, aiutandolo nel lavoro, e studia in collegio con grande profitto. Allegro e composto, un perfetto futuro hidalgo. Ma Haime non può essere figlio naturale di Baxu. Il cerusico, incanutito e magro, ha una lunga chioma di capelli ricci, gli occhi azzurri e i baffi neri. Un bell’uomo, a parte  la  cicatrice vicino alla bocca. Il figlio invece, minuto e muscoloso, ha la pelle olivastra, lisci capelli corvini e gli occhi obliqui…Ma nessuno avrebbe mai osato porre  domande al Dom, al futuro cerusico di Goa.

L’appuntamento offrirà a Padre Fernando una specie di confessione, con le avventure e i segreti legati alla storia della vita di Jorge Baxu.  La lunga epopea di un uomo  che ha attraversato tutto il mondo, dalla Galizia dov’è nato all’Africa dove ha rischiato la propria vita nel deserto, per poi diventare Corregidor de hidalgos, un giudice preposto a indagare sulle azioni dei nobili, un magistrato scelto per giudicare e magari assolvere i nobili, più che per fare vera giustizia. Dom Jorge Baxu comincia a parlare e ci porta nel 1665 quando, su preciso ordine della Corte,  sbarca  a Cagliari, in Sardegna, in una isola che pare quasi dimenticata da Dio in preda alle pestilenze, all’anarchia, con il suo vice e amico Kalb, un moro convertito. Stavolta la presenza di Baxu è stata sollecitata da un nobile, un funzionario angosciato dalla morte di tanti suoi pari uccisi in duello o  in biechi attentati, apparentemente senza movente né colpevole. Un incarico ostico, quasi senza capo né coda?  Eh no perché il giorno dopo quel funzionario verrà assassinato. Non basta, il clima di terrore dilaga e con i delitti che continuano, il corregidor si renderà conto  di avere in mano un caso  molto pericoloso e gli basteranno poche successive mosse per intuire  che tutte le persone coinvolte, lui per primo, rischiano la morte. Ciò nondimeno, per volere del Conte di Medina,  Vicerè della Sardegna, deve  riuscire a squarciare i veli del mistero ma dispone solo di un pugno di uomini e di pochi labili indizi. A stento una vittima poco prima di morire pronuncia le parole: bambino, libro, fuoco.

E  Dom Jorge Baxu durante le sue indagini incrocia strani personaggi, in grado di leggere nel passato e nel futuro, e raccoglie degli  oscuri indizi riguardo a un libro, una vergine, un vulcano e un temuto “Capo delle mosche” o Musca Muccedda, un orribile nero signore dal volto coperto da una maschera dipinta di bianco. Cosa significa? Un serie di flash back esplicativi ci riportano la bella storia di Maria Pilar, la geniale ragazzina guranì dagli occhi verdi, nata nella foresta intorno a una missione gesuita in Paraguay e cresciuta alla scuola dei religiosi. La storia di colei che sapeva del bambino segreto portato da un generale della Corona,  il bambino da nascondere, anche a costo della vita e che conosceva i particolari dell’eccidio nelle Americhe, orchestrato da vili tradimenti. E  proprio Maria Pilar faceva parte dei  supersiti della tribù di guaranì, che i gesuiti trasportarono in Sardegna  dal lontano Paraguay nella speranza di restituire loro un futuro. I destini di Dom Jorge Baxu e Maria Pilar, intrecciandosi indissolubilmente, porranno Il corregidor  sulla buona strada per risolvere il mistero e salvare altre vite innocenti. Insieme, l’uomo senza passato e la donna venuta da lontano, fronteggeranno il più impensabile e crudele dei nemici che ha invaso i confini del Vecchio Continente. La  freddezza di Jorge Baxu verrà ammorbidita dai verdi occhi di Maria Pilar, la  bella guaranì,  nata nella foresta. Però le violenze non si placano, la brama di prevaricazione e la scia di sterminio ad opera di misteriosi uomini neri dalle maschere bianche, che ha mostruose radici legate ad altri mondi, sembra non avere mai fine. Per avere un futuro bisogna bruciare il passato e dimenticarlo.

Ben calibrata e mantenuta nei limiti di una colorita cornice, la presenza di tanti riferimenti alla storia spagnola che incuriosiscono senza  appesantire la lettura. Un romanzo coinvolgente, scorrevole  e denso di affascinanti intrighi e misteri. Lato indubbiamente positivo de Il corregidor è poi senz’altro quel misto di storia e leggende pagane legate alla Sardegna, sotto la dominazione spagnola di Filippo IV,  detto il Re Pianeta per la sconfinata estensione dei suoi domini. La trama incisiva e che affascina, stuzzica la fantasia e convince il lettore al punto da fargli temere il sinistro ronzio che annuncia l’arrivo del diabolico potere  della Mosca Muccedda! E forse  tra le righe preannuncia una seguito magari per chiarire meglio quelli che restano altri inquietanti risvolti del mistero.

Patrizia Debicke

Gli autori:

Francesco Abate è nato a Cagliari nel 1964. Ha esordito con Mister Dabolina (Castelvecchi, 1998). Sono seguiti Il cattivo cronista (Il Maestrale, 2003), Ultima di campionato (Il Maestrale, 2004/ Frassinelli, 2006), Getsemani (Frassinelli, 2006) e I ragazzi di città (Il Maestrale, 2007). Con Einaudi ha pubblicato Mi fido di te (Stile libero, 2007 e Super ET, 2015), scritto a quattro mani con Massimo Carlotto, Così si dice (2008), Chiedo scusa (con Saverio Mastrofranco, Stile libero, 2010 e Super ET, 2012), Un posto anche per me (2013) e Mia madre e altre catastrofi (2016). È fra gli autori dell’antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi, 2014). Il corregidor è il suo primo romanzo storico. È giornalista de L’Unione Sarda.

Carlo A. Melis Costa nato a Cagliari nel 1960, è avvocato cassazionista. Già ricercatore del CNR, è stato amministratore pubblico e autore di diversi libri di carattere storico e giuridico. Ha studiato musica nel conservatorio di Cagliari e scultura e pittura con il maestro Sciola. Ha viaggiato molto per lavoro e per piacere.  È sposato e ha due figli. Il Corregidor è il suo primo romanzo.