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Contorni di Noir | February 23, 2018

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Emma Saponaro – Come il profumo

| On 15, Gen 2018

Editore Castelvecchi Collana: Emersioni
Anno 2017
Genere Giallo
224 pagine – brossura


Riemergo dalle brume nataline con un po’ di recensioni e un po’ di libri letti tra cui alcuni comprati, alcuni regalati e alcuni arrivati come “compito delle vacanze”. Tante belle letture, nella maggiorparte, qualche sorpresa bella, qualche sorpresa meno bella, ma è questo il vero gusto dell’avventura tra le pagine stampate. Nel gruppo delle letture c’era anche questo romanzo dell’esordiente Saponaro, una lettura che si è presentata con diverse sfaccettature che cercherò di mettere in fila qui di seguito. Prima di tutto, permettetemi, due paroline al volo sulla copertina di questo libro: ecco, gentilissima Castelvecchi, fossi in voi riserverei queste copertine per i saggi o per barbose riflessioni filosofiche, mentre cercherei di affidare ai romanzi qualcosa di più accattivante. Il rischio, evidente, è che il libro passi assolutamente inosservato…

Qual è il potere del profumo? Suskind ci ha scritto un intero romanzo e l’idea di fondo rimane invariata: tanti aspetti dei nostri ricordi, di solito quelli più potenti, sono legati indissolubilmente a un profumo. Non per nulla la complessità del profumo è assimilabile alla complessità della nostra vita. Un profumo è fatto da una congerie di essenze che vengono miscelate con attenzione per dare alla fragranza una sua personalità. Così ognuno di noi può essere visto come un profumo, ma anche la notra vita – a suo modo – è ricca di “essenze” con la medesima complessità. Complessità che troviamo anche nella vita di Cecilia, la protagonista del romanzo, che incontriamo nel momento in cui si sta dedicando alla preparazione delle scatole per un suo imminente trasloco. Cambiamento di vita che nasce da tante necessità: creare il proprio mondo altrove, trovare la propria ragione, dare uno spazio nuovo ad una creatura, una figlia, Leila, nata otto anni prima dalla relazione con uno straniero affascinante e misterioso. Poi, di colpo, il mondo di Cecilia cambia drasticamente: Leila viene rapita fuori dalla scuola ed inizia una vicenda tormentata e complessa dove Cecilia ci trascinerà nei suoi ricordi e nelle sue emozioni. Saponaro fa una scelta originale per presentarci i personaggi successivi: ognuno di essi scaturisce dall’apertura di una scatola e da un profumo che lo contraddistingue, ogni capitolo ha il nome di una scatola e ogni scatola ci presenta tutti gli oggetti – e il profumo – di quella persona, catalogati solo come una scatola sa fare.

Detta così potrebbe apparire un po’ semplicistica, ma la vicenda raccontata da Saponaro è ben più articolata ed originale. La complessità è ben gestita e, sebbene un po’ troppo paratattico per i miei gusti, il testo scorre con brio riuscendo, in più di un’occasione, a piazzare un bel colpo di scena. La ricerca della piccola scomparsa va pari passo a una ricerca interiore della protagonista descritta con molta convinzione e senza facilonerie (la professione di Saponaro – psicopedagogista – è di certo un buon punto di partenza). Senza svelare altro, altrimenti ne andrebbe del racconto tutto, un altro aspetto da non sottovalutare è come l’autrice abbia disseminato nei capitoli momenti salienti della vita di – quasi – tutti: il rapporto con i genitori e la famiglia, il drastico cambiamento che avviene in una donna incinta e il suo rapporto con la figlia, il combattere contro il passare del tempo, l’elaborazione di una perdita sia essa di un amato che di una persona cara.

La scrittura di Saponaro, come vi dcevo poco fa, ha per me il limite di costringersi a un incedere paratattico che se funziona nel periodare anglosassone, diviene – alle mie orecchie di lettore – fin troppo cadenzato, spezzando il ritmo, piuttosto che darlo. Per il resto nulla da eccepire. Come d’abitudine non vi do altri indizi, ma vi esorto a mettere nella vostra biblioteca anche questo libro, sebbene da una copertina come questa tutto vi potreste aspettare meno che un romanzo giallo articolato come questo. Buona Lettura.

Michele Finelli

La scrittrice:

Emma Saponaro è nata a Roma, dove vive. Psicopedagogista ed esperta nelle tematiche dell’adozione. È stata coordinatrice del comitato di redazione della rivista «Famiglia e minori», per la quale ha pubblicato articoli di carattere psi­co-giuridico, coideatrice del progetto Parole di Pane e co-curatrice delle due edizioni dell’antologia omonima.