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Contorni di Noir | February 21, 2018

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Giuseppe Di Piazza – Malanottata in blogtour

| On 15, Gen 2018

Partito l’11 gennaio sul blog 50/50 Thriller, il blogtour del romanzo di Giuseppe Di Piazza, Malanottata, pubblicato da HarperCollins Italia, oggi verte su: Amore e…noir. E come non potrebbe essere che su Contorni di noir?

Palermo agosto ’84.
Il corpo di Veruska, ragazza ventisettenne approdata in Italia dalla Cecoslovacchia in cerca di una vita migliore, viene ritrovato privo di vita, nello stesso luogo in cui nel 1970 era sparito il giornalista De Mauro. Qualcuno le ha inferto terribili sofferenze, prima di venire uccisa infatti, è stata sfregiata con l’acido e maltrattata.
Veruska era una prostituta “d’élite”, della Palermo bene. La sua caratteristica era essere una donna bellissima, di quelle “che tolgono il fiato solo a guardarle”, per usare le parole dei suoi stessi clienti. Ma non era solo bella. Veruska amava gli uomini, e non solo per lavoro, li amava veramente, e li faceva sentire realmente amati. Proprio questa era la sua più grande peculiarità, grazie ad essa il suo giro d’affari comprendeva moltissime persone, di età, personalità, e ceti sociali differenti. Anche persone che fanno parte della criminalità organizzata, non riescono a non subire il fascino della bella ceca.
La polizia brancola nel buio, ma come accade la maggior parte delle volte, trovare il colpevole e chiudere il caso il più velocemente possibile è la priorità, ma vista la vastità di persone potenzialmente coinvolte, la ricerca risulta tutt’altro che semplice:

“Ma quali cazzo di sospetti!…in realtà, ripensandoci, ti dovrei dire che un sospetto c’è: Palermo.”

Grazie a un diario che Veruska teneva segretamente, e che utilizzava come valvola di sfogo per ritagliare un po’ di tempo per sé, veniamo a conoscenza di dettagli della sua vita, in particolar modo delle relazioni con due persone che soprannomina “ragazzo gentile” e del “ragazzo che voleva diventare avvocato”. Leo è un giornalista giovanissimo; e farà di questo caso, e di Veruska, il centro del suo piccolo mondo.
La ragazza era in possesso di informazioni scomode per la mafia? O si tratta di un delitto passionale?

La trama è ben costruita, e l’autore ci fa vivere la città di Palermo a 360°, non trascurando le oscurità e i fatti di cronaca riguardanti la mafia che purtroppo, tutt’oggi, la caratterizzano. Lo stile, e soprattutto i dialoghi sono studiati nel dettaglio, vengono inserite parole dialettali che ci permettono di addentrarci al meglio nella storia, percependola più veritiera. Inoltre, all’interno della storia vengono inseriti fatti di cronaca realmente accaduti, come il Caso Mattei e il sequestro del giornalista De Mauro. Malanottata non è un thriller adrenalinico, ricco di suspense e colpi di scena, ma piuttosto un giallo “soft” in cui spicca una tematica tra tutte: le dinamiche relazionali.

Ed è proprio attorno a questo punto che vogliamo concentrarci oggi.
Le relazioni trai i giovani protagonisti, le dinamiche e l’amore dei ventenni trattati nel romanzo:
In Malanottata tutto ruota attorno all’amore. L’amore passionale e carnale, l’amore spirituale e platonico, e ancora, l’amore che solo la vera amicizia può far emergere
Il protagonista, Leo Salinas, non è certo un maschio Alpha, ma al contrario, è un ragazzo in balia del genere femminile.
Un ragazzo che gioca.”
“Con le donne?”
“Si. Non sai andare fino in fondo. Non rischi mai niente.”..”Sono loro che ti usano: tu giochi, loro vincono.”

Leo ha una fidanzata, ma non nasconde l’attrazione fortissima che prova per Serena, fidanzata del suo amico Fabrizio.
Nella storia, che ci narra in prima persona, ci appare un ragazzo libertino, che non sempre vive seriamente le relazioni sentimentali che intercorre, come quella avuta con la sua collega Valeria. La sua morale discutibile risale agli inizi della sua scoperta del mondo femminile, quando perse la verginità con la ragazza di uno dei suoi più cari amici.
Sembra quindi che la parola “fedeltà” ed il suo significato non siano intesi come tradizionalmente invece vengono considerati. Questo vale per Leo, ma anche per Serena, che a sua volta, non nasconde il proprio interesse per Leo. Nonostante questo la percezione che si ha di lui non è negativa, anzi, il modo naturale che Leo usa nel raccontare le sue esperienze, fanno apparire il suo comportamento come comune e normale, atteggiamento, insomma, che potrebbe appartenere a qualsiasi altro ragazzo.
Contestualizzando il romanzo, ambientato negli anni’80, possiamo meglio capire e comprendere però un atteggiamento di questo tipo.
La forte influenza degli anni che susseguono il ’68 si sente. Anno caratterizzato dal femminismo, dai movimenti studenteschi, che hanno sconvolto il modo tradizionale di intendere le relazioni, e più in generale, la società.
Comincia a nascere cioè, quella che oggi chiamiamo “mentalità aperta, non ci sono vincoli e legami, e si ha la sensazione che tutto sia lecito. Si vive qualsiasi aspetto della vita in modo molto più “leggero”.
Volendo soffermarsi a riflettere su ciò che riguarda la nostra quotidianità, è impossibile non notare come questi cambiamenti radicali influenzano, oggi più che mai, il nostro modo di vivere.

Articolo a cura di Laura e Chiara Ricciardi – Sister’s blog

Le tappe del blogtour:
11 Gennaio, I LUOGHI: Palermo e la Sicilia – 50/50 Thriller
12 Gennaio, La musica – ThrillerNord
17 Gennaio, Gli Anni Ottanta – Il Giallista
18 Gennaio, Giuseppe di Piazza, l’intervista – Milano Nera