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Contorni di Noir | February 23, 2018

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Michel Bussi – Mai dimenticare

| On 20, Gen 2018

Editore E/O Collana Dal Mondo
Anno 2017
Genere Noir
464 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca

“Come ho potuto non leggere Bussi prima!”

Ecco il primo pensiero una volta terminato l’ultimo romanzo, “Mai dimenticare”!
Esistono, e direi fortunatamente, ancora molti thriller dalle trame innovative e mai scontate, ed “inaspettato” è il termine giusto per descrivere come è stato il libro per me.

Siamo a Yport, una cittadina della Normandia, patria del nostro autore, dove Jamal Salaoui, a ridosso delle vacanze natalizie decide di trascorrervi del tempo, abbandonando la propria città e le proprie abitudini. Scelta che a posteriori non rifarebbe. Rimane infatti coinvolto in un caso di suicidio di una ragazza di diciannove anni, Megali Verron, buttatasi da una scogliera dopo che il nostro protagonista aveva cercato di salvarla. Essendo l’unico testimone la paura di Jamal è quella di essere ritenuto colpevole. A rendere complesse le cose è una busta pervenuta nell’albergo dove Jamal alloggia, contenente articoli di giornale in cui viene raccontata la storia della morte di un’altra ragazza diciannovenne, Morgan Avril, violentata e spinta giù da una scogliera. Dieci anni prima. Coincidenze?

Le due vittime morte ad anni di distanza l’una dall’altra però, oltre alla simile morte, avevano moltissimo altro in comune, coincidenze anche queste?

Le circostanze dichiarano Jamal il principale sospettato, e tra un interrogatorio e l’altro Jamal conosce Mona, una ragazza bellissima nonché l’unica a credere nella sua innocenza. Mona sarà la sua compagna nella ricerca di un colpevole con cui scagionarsi.

“Mona era un po’ come un amico con cui andare a bere una birra, ma dell’altro sesso. Una con cui andare a letto, anche, senza che la cosa comportasse più problemi del bersi una birra insieme. Forse era quello l’amore.
L’amore visto dagli uomini.”

Un colpo di scena dietro l’altro caratterizzano la trama, Jamal si rivolge direttamente al lettore, coinvolgendolo nella sua testimonianza, e rendendolo partecipe dei suoi pensieri, dei suoi dubbi e delle sue angosce. È un personaggio a cui pagina dopo pagina ci si affeziona, e che ha scaturito in me sentimenti contrastanti, ho creduto in lui e subito dopo ho dubitato della sua verità, e poi di nuovo, fino ad arrivare alla fine in cui mi sono lasciata trasportare semplicemente dagli eventi. In questo Bussi è stato davvero un ottimo “burattinaio” che ha cercato di mescolare sempre le carte in tavola, e sono certa che anche la persona più attenta ai dettagli, sicuramente perderà tra le righe quel pezzettino in grado di ricollegare tutto. La verità salterà fuori solo quando l’autore vorrà renderla a noi nota.

Architettata alla perfezione nei minimi dettagli, dove nulla è lasciato al caso, la storia è tra le più belle e complesse lette negli ultimi tempi.

Bussi fin dalle primissime pagine inserisce piccoli e impercettibili indizi utili a svelare il mistero delle ragazze violentate e uccise. Un paio per me sono stati fondamentali, ma sono comunque caduta nel “tranello” dello scrittore. È stata fin da subito una “sfida” tra me e l’autore, mi sono fatta guidare da Jamal, che è stato un ottimo compagno di viaggio. Quando leggerete Mai dimenticare, ascoltatelo bene il nostro protagonista, perchè la soluzione (tanto assurda quanto geniale) è sotto il vostro naso.

Chiara e Laura Ricciardi – Sister’s books

Lo scrittore:

Michel Bussi è l’autore francese di gialli attualmente più venduto oltralpe. È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi e dove insegna geografia all’Università di Rouen. Ninfee nere (Edizioni E/O 2016) è stato il romanzo giallo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi: Prix Polar Michel Lebrun, Grand Prix Gustave Flaubert, Prix polar méditerranéen, Prix des lecteurs du festival Polar de Cognac, Prix Goutte de Sang d’encre de Vienne. Nel 2016 le Edizioni E/O hanno pubblicato Tempo assassino e Non lasciare la mia mano.