Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Contorni di Noir | February 21, 2018

Torna su

Alto

Felicia Yap – Un giorno solo

| On 07, Feb 2018

Editore Piemme
Anno 2018
Genere Thriller
400 pagine – rilegato e ebook
Traduzione di Stefano Bortolussi

“L’infelicità di ieri dev’essere stata causata da qualcosa che è accaduto due giorni fa. Ma cosa?
Non ricordo l’accaduto dell’altro ieri. Non posso ricordarlo. La mia memoria si ferma a ieri.”

Provate ad immaginare una cosa. Provate ad immaginare come sarebbe la vostra esistenza senza i ricordi. Se il tempo non lasciasse traccia in voi. Provate a farvi un’idea di come sarebbe la vostra quotidianità senza una memoria. O per la precisione, come sarebbe se riusciste a ricordare solo quello che è successo fino al giorno prima o al massimo fino a due giorni prima. Come sarebbe? Ho come l’impressione che niente avrebbe senso, se tutto fosse fine a se stesso, al qui e ora. La famiglia. Gli amori. Le passioni. Le esperienze. I trionfi e le cadute. Gli sbagli o le conquiste. Cosa sarebbe di noi senza il nostro passato? Riusciremmo a guardare verso il futuro?
Nel mondo immaginato da Felicia Yap esistono due tipi di persone: i Mono, che riescono a ricordare fino a ventiquattro ore prima, ed i Duo, che si spingono fino a quarantotto ore prima. Questo a partire dai diciotto anni, quando perdono la facoltà di ricordare così come facciamo noi. Per ovviare a questo, scrivono un diario, in principio cartaceo e poi con lo sviluppo tecnologico, un iDiary. Ed è solo grazie a questi, leggendoli o cercando di memorizzarli di volta in volta, che possono essere coscienti del proprio passato.

Mark e Claire sono sposati da anni. Lui è un affermato scrittore, ed è un Duo. Lei è casalinga e una Mono. Un matrimonio misto non è ben visto dalla comunità. Si è portati a pensare che non funzionerà. Mark e Claire ci sono riusciti. O almeno così sembra. Ma  un giorno l’ispettore Hans Richardson bussa alla loro porta. Deve indagare sulla morte di una donna ritrovata non lontano dal loro quartiere. Con l’aiuto dei diari della vittima e dei sospettati verranno portati alla luce i segreti e fatte crollare alcune certezze ma soprattutto affrontati pregiudizi che si possono costruire nei confronti degli altri o di se stessi.

“Tutti hanno segreti. Per la precisione, due generi di segreti. Quelli che nascondono agli altri e quelli che nascondono a se stessi.”

 

Premetto che leggere libri in cui sono create società immaginarie, come questo, non sono i miei preferiti. Non riesco ad apprezzarli come se fossero ambientati nella nostra realtà. Nonostante questo la scrittrice mi ha coinvolta nella lettura, stimolando la mia curiosità. Mi è piaciuto percorrere un passato sconosciuto, a volte anche ai personaggi,  attraverso le pagine dei loro diari. E con questo vedere come fosse possibile strappare maschere che si credevano volti, e  far cadere veli che si pensavano solide pareti.
Viene affrontato il tema dei disturbi psicologici in quanto uno dei personaggi è stato rinchiuso in una clinica, una specie di manicomio, per diciassette lunghi anni. Anni pesanti e difficili che se non finiscono per annientarti, segnano inevitabilmente il tuo destino. Collegato a questo, il tema della diversità, della depressione e di come i giudizi degli altri possano influenzare la visione che abbiamo di noi stessi.

In questo thriller, edito da Piemme, uscito da poco in Italia, l’autrice ha saputo creare  suspence. Di capitolo in capitolo si alternano i punti di vista dei personaggi e questo ci consente di assistere da diverse angolazioni a quello che è stato lo sviluppo della storia, il susseguirsi degli eventi. Tra questi l’ispettore deve riuscire a risolvere il caso nel più breve tempo possibile perché dopo un determinato numero di ore, lui non ricorderà niente. Dovrà fidarsi di quello che ha scritto. Ma resteranno solo i fatti, non le impressioni o le emozioni. Così anche per Claire se vuole riuscire a scoprire la verità sul marito. Si troveranno ad affrontare una corsa contro il tempo e noi con loro. Una pagina dopo l’altra.

Federica Politi

La scrittrice:
Felicia Yap, londinese, ha origini malesi. Nella sua carriera è stata una biologa, poi ricercatrice di storia a Cambridge, ballerina e giornalista. Il suo esordio letterario a 35 anni, caso editoriale nel 2017 in Inghilterra, considerato fenomeno dell’anno dal Guardian e dall’Observer.

 

 

 

 

Tag