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Contorni di Noir | February 21, 2018

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Giorgio Ballario – Il destino dell’avvoltoio

| On 08, Feb 2018

Edizioni Il Capricorno
Anno 2018
Genere Noir
208 pagine -. brossura

Qui non si tratta del solito cliché dell’uomo di legge trasgressivo verso quelle regole che dovrebbe difendere. In questa storia c’è di più. C’è qualcosa che vale la pena scoprire, per esempio cosa nasconde la maschera che l’avvocato Fabio Montrucchio, il protagonista di questo avvincente noir di Giorgio Ballario, non si toglie mai, nemmeno quando è solo.

Lui, il Montrucchio, è “l’Avvoltoio”. Sono in molti a chiamarlo così: i colleghi, che si vergognano di salutarlo nei corridoi del tribunale; i cronisti di nera, che lo usano per avere sottobanco informazioni secretate, e inoltre diversi spacciatori e agenti delle forze dell’ordine. La rete dello scambio di favori è vasta e ben organizzata, sostenuta da fedelissimi che sanno di poter contare su un avvocato con le conoscenze giuste sia nelle aule di giustizia, sia nei bassifondi torinesi. Non è un mistero come l’avvocato Montrucchio si guadagni la giornata neppure per Cristina, la sua ex moglie, che fa di tutto per tenerlo a distanza dal loro unico figlio.

Del resto, Montrucchio è il primo a riconoscerlo: gli ultimi quindici anni sono stati un susseguirsi di scelte sbagliate, e un progressivo, inesorabile “crollo verticale” accelerato dall’uso di alcol e hashish. Quando incontra Irina in un Pronto Soccorso dove finisce malmenato dai sicari di uno strozzino, l’uomo stenta a credere di poter cogliere, con lei, l’occasione che aveva smesso di aspettare. Irina non ha bisogno di tante parole per convincerlo che le cose possono cambiare in meglio: le basta guardarlo negli occhi, stringergli la mano. E Fabio le crede. Le crede al punto di rimpiangere l’aver accettato un certo lavoretto per conto di don Vito Gullace, personaggio di spicco della ‘ndrangheta del nord Italia.

Sembrava una banale truffa assicurativa, roba di poco conto… Quando realizza la vera portata dell’impresa, Montrucchio cerca di tirarsi indietro, ma gli è presto chiaro che mettersi in affari con la criminalità organizzata non è come trattare con un manipolo di farabutti qualsiasi. A quel punto l’Avvoltoio sfodera gli artigli e mostra l’animo ardito del rapace: usa il volo raso per studiare i movimenti della preda, poi s’innalza fin dove scompare allo sguardo, e rispunta all’improvviso per sferrare il suo attacco micidiale.

Fabio Montrucchio è un personaggio dolente dalle molte facce, rivelato in un crescendo di tensione narrativa che lo vede prendere spessore, commuovere e sorprendere nell’epilogo.  È lui a raccontare in prima persona la vicenda, lui la figura potente del romanzo – le altre sono funzionali, gli ruotano intorno da comparse. Ho trovato bellissime le descrizioni della Torino notturna che, ora sordida, ora romantica, fa da scenario agli avvenimenti, riportando nel presente del protagonista quei ricordi che egli vorrebbe relegare nel passato.
Giorgio Ballario si conferma un autore di prim’ordine; il suo linguaggio narrativo è asciutto e diretto, vibrante nei dialoghi e suggestivo nelle descrizioni. Con questo romanzo, Ballario vince la sfida di conquistare il lettore con una storia incentrata su un anti-eroe dal cuore nero, che conserva, malgrado tutto, una toccante umanità. Un noir emozionante da non perdere.

Terri Casella Melville

Lo scrittore:

Giorgio Ballario è nato a Torino nel 1964, è giornalista e lavora a La Stampa. Oltre a Il destino dell’avvoltoio, ha pubblicato cinque romanzi (Morire è un attimoUna donna di troppoIl volo della cicalaLe rose di Axum e Nero Tav) oltre a racconti in svariate antologie giallo-noir, tra cui, per Edizioni del Capricorno, Porta Palazzo in noir (2016) e Il Po in noir (2017). Nel 2010 ha vinto con Morire è un attimo il Premio Archè Anguillara Sabazia e nel 2013 il Premio GialloLatino con il racconto Dos gardenias, pubblicato da Segretissimo Mondadori. Con Vita spericolata di Albert Spaggiari, biografia di un famoso ladro francese degli anni Settanta (2016), è stato finalista al Premio Acqui Storia. Fuori dal coro (2017), è una galleria di personaggi irregolari e controcorrente del Novecento. Dal 2014 è presidente di Torinoir, sodalizio di scrittori torinesi malati di noir.
Inizialmente distribuito in edicola con il quotidiano La Stampa in Piemonte, è ora disponibile in tutte le librerie e gli store on line.