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Contorni di Noir | February 24, 2018

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Gitta Sereny – Il caso Mary Bell. Storia di una bambina assassina

| On 15, Feb 2018

Editore Beat Collana Superbeat
Anno 2017
Genere Narrativa
362 pagine – brossura e ebook
Traduzione di C. Brovelli

Gitta Sereny è stata una giornalista e storica britannica. Ne “Il caso Mary Bell. Storia di una bambina assassina”l’autrice espone le vicende legate ad una vicenda terribile. Nel maggio ’68 Mary Bell e la sua amica Norma Bell uccisero Martin Brown e a distanza di qualche mese, luglio, commisero un altro omicidio, quello di Brian Howe. A rendere tutto ancora più agghiacciante è l’età delle carnefici e delle vittime. Mary aveva 11 anni, Norma 13, Martin 4 e Brian 3. Si rimane esterrefatti e senza parole nel leggere tali età. Un’età in cui, in un mondo diverso, si dovrebbe solo giocare, divertirsi, studiare, sognare. Nel mondo reale invece non sempre e non per tutti i bambini/adolescenti tutto ciò è possibile. Nel mondo reale la realtà è un’altra. La realtà è che due ragazzine subiscono un processo per aver commesso ben due omicidi.

Nella prima parte del libro Gitta Sereny riporta processo, testimonianze, interrogatori ai quali furono sottoposte le due ragazzine, impressioni in una ricostruzione dettagliata. Per i funzionari di polizia, a cui furono affidate le indagini e quindi anche il compito di interrogarle, non fu certo facile. Prima di tutto dal punto di vista emotivo e poi sulle modalità da utilizzare, si trattava pur sempre di due adolescenti. Poi le testimonianze dei familiari, potete ben immaginare la loro devastazione e la loro angoscia nel ritrovarsi in qualcosa di così grande e tremendo. Un processo, a parità delle attività investigative, non facilissimo come possiamo certo intuire.

Pensate alla giuria, al giudice. La giuria stessa che ha un atteggiamento differente rispetto a Mary e Norma. Mary è quella più forte, determinata, sembra più grande della sua età ed è quella che materialmente ha eseguito l’omicidio, è la parte predominante, la parte pensante. Norma è la parte debole, che si lascia soppraffare, che durante il processo ha un atteggiamento dimesso e che provoca nella giuria un sentimento di compassione. Le analisi di psicologi e psichiatri chiamati ad analizzare le menti e le personalità delle due ragazzine. Per Mary molti di loro metteranno in evidenza il fatto che se fosse stata curata adeguatamente probabilmente non sarebbe accaduto nulla. Le impressioni di chi, a turno, ha vigilato su Mary e Norma nelle strutture in cui sono state rinchiuse in attesa della sentenza. Sono luoghi che hanno come intento quello di far vivere gli adolescenti ospitati in un ambiente il più possibile, chiaramente, tranquillo.

Nella seconda parte del libro l’autrice ci racconta le vicende delle rispettive famiglie e ci illustra il contesto ambientale. Gitta Sereny si pone e ci pone diversi quesiti: che tipo di processo deve essere istruito nei confronti di adolescenti, che tipo di strutture deve ospitarli, che caratteristiche devono avere, quanto influisce il contesto ambientale e familiare, quanto incide la vita vissuta dai propri genitori, quanto è determinante la società in cui si vive. Tutti questi elementi non sono una giustificazione, l’autrice non giustifica. Con le sue analisi e i suoi quesiti vuole capire, vuole approfondire un argomento così delicato. Dare una risposta ai perché tutto ciò accade credo non sarà mai possibile. Da Caino e Abele ad oggi nulla è cambiato. Il male è lo stesso. Quello che possiamo fare è almeno cercare di capire, andare oltre l’informazione che ci arriva attraverso i media, non per giustificare ma per riflettere.

Spesso si punta il dito verso la società, come se la società fosse un’entità astratta. La società è reale, la società siamo noi, ognuno di noi, con le proprie idee, comportamenti, gesti, scelte. Quando accadono avvenimenti così devastanti a perdere siamo tutti noi, prima di tutto perché non impariamo mai nulla dalla storia e poi perché pensiamo che sia sempre colpa degli altri. Vi consiglio la lettura di questo libro non per la curiosità che si potrebbe avere nei confronti di questa terribile storia ma proprio per il bisogno e per la necessità di riflettere. La riflessione come momento per fermarsi a pensare.

Cecilia Dilorenzo

La scrittrice:
Gitta Sereny (Vienna, 13 marzo 1921 – Cambridge, 14 giugno 2012) è stata una giornalista e storica britannica di origini ungheresi. Tra le sue pubblicazioni figurano: In quelle tenebre (Adelphi, 1994) e In lotta con la verità. La vita e i segreti di Albert Speer (Rizzoli, 2009)