Adélaide De Clermond Tonnerre – L’ultimo di noi

1114

Editore Sperling & Kupfer Collana Pandora
Anno 2018
Genere Thriller storico
383 pagine – rilegato e ebook
Traduzione di Margherita Belardetti

[divider] [/divider]

Dresda, febbraio 1945. Sotto la pioggia di bombe dell’attacco degli alleati, una giovane donna orribilmente ferita muore in ospedale, dando alla luce un bambino. Dice di chiamarsi Zilch e chiede che suo figlio venga chiamato Werner, Werner Zilch. La sua ultima preghiera prima di chiudere gli occhi, affidandolo alla bontà dei presenti sarà: trovate mia cognata Martha Engerer, zia di mio figlio e consegnateglielo ma anche e soprattutto: «non cambiate il suo nome. Lui è l’ultimo di noi ». Miracolosamente, nel pazzesco caos di una città distrutta da giorni da bombardamenti a tappeto e con almeno trentamila morti, la zia sarà ritrovata.

Fine 1969. Nella Manhattan degli anni ruggenti di Andy Warhol e Jimi Hendrix, Werner Zilch giovane , ambizioso imprenditore rampante nelle costruzioni, che da bambino piccolo è stato adottato da una famiglia americana e ha una sorella hippy alla quale è molto attaccato, si sta lanciando alla conquista di New York convinto di raggiungere i vertici. E proprio a questo punto Werner, abituato a dividere la vita tra le continue conquiste femminili e il cane Shakespeare, incontra e si innamora follemente di Rebecca, artista, pittrice e  spirito libero ma anche ricca ereditiera, figlia di uno degli uomini più facoltosi degli Stati Uniti. La passione li travolge e li coinvolge. Ma la loro felicità ha i giorni contati. Quando finalmente Werner riesce a farsi invitare a cena in casa dei genitori della ragazza,  Judith, madre di Rebecca, nel vederlo cade in preda a una crisi di nervi e sviene. Un’impensabile reazione che ruba a Werner il suo amore. Rebecca infatti scompare per un anno, lasciandolo sconvolto e incredulo a chiedersi il  perché e quando alla fine ritorna, gli rivela un terribile segreto legato a Judith, sua madre, e al suo passato.

Per riuscire veramente a riavere Rebecca, Werner dovrà risalire al lontano 1945 nella Germania Nazista dominata dalle SS alla ricerca della sua vera identità e scoprire l’oscuro e spaventoso mistero sulle sue origini che li separa, con per unica traccia la frase cucita dentro i suoi vestitini da bambino: “Si chiama Werner Zilch. Non cambiategli il nome, è l’ultimo di noi.” E risalendo faticosamente a quel dopo guerra scoprirà   di essere  figlio di una irreprensibile coppia tedesca, lui un famoso ingegnere, allievo di Werner von Braun, lei giovane, bella e innamorata…

Adélaïde de Clermont-Tonnerre (molto famosa in Francia, la sua famiglia ha il titolo di duca, lei è giornalista – fa parte della redazione di Point de vue – e scrittrice) ci guida in un ideale viaggio attraverso due continenti e due epoche completamente diversi. Un eccezionale percorso che, partendo dall’inferno dei lager nelle gelide pianure della Polonia e da un rifugio nazista tra le montagne austriache, ci porta fino al campo degli scienziati fuorusciti tedeschi nel deserto di Los Alamos, dalla tragedia della fine di un’epoca all’esplosiva energia di un modo in grande espansione, immergendoci addirittura nell’atmosfera della feste newyorkesi (e, come se non bastasse, l’autrice fa comparire tra i suoi personaggi  persino Donald Trump, l’attuale presidente americano).

Due fratelli nemici, due donne legate da un’amicizia indistruttibile e due giovani travolti da un amore impossibile sono i protagonisti di questo romanzo che si trasforma in Saga familiare. Una specie di feuilleton, tipo romanzo popolare del 1800, che troverà sicuramente un folto pubblico di appassionati  lettori. E naturalmente bisogna riuscire a  scoprire cosa vuol dire  “l’ultimo di noi”. Posso solo anticipare che il padre di Werner aveva un fratello che gli assomigliava fisicamente come una goccia d’acqua, ma dal punto di vista morale  era tutto il contrario di lui:  un uomo perverso e crudele, un mostro insomma, sposato con Marthe la cognata e zia di Werner…

Non riesco ad applaudire L’ultimo di noi come un capolavoro, e magari sarebbe stato logico visto che questo romanzo che ha ricevuto il prestigioso premio dell’Accademia Francese, anche se a tratti la trama diventa molto intrigante, soprattutto nella seconda parte. La costruzione a capitoli alternati è interessante e facile da seguire. La narrazione ha un buon ritmo ma, a conti fatti: L’ultimo di noi in realtà si barcamena tra un romanzo storico e un romanzo rosa per poi andare a finire in una specie di thriller … I lettori in Francia si sono equamente divisi tra entusiasmo e critica feroce. Non mi sento di appoggiare né gli uni, né gli altri. Forse la verità sta nel giusto mezzo. Un romanzo piacevole da leggere.

Patrizia Debicke

[divider] [/divider]

La scrittrice:
Adélaide De Clermont-Tonnerre, nata a Parigi, è giornalista e scrittrice. Con L’ultimo di noi ha vinto nel 2016 il Grand Prix du roman de l’Académie Française, uno dei più prestigiosi premi letterari francesi, conquistando la critica, le classifiche, i lettori.