Intervista a Matteo Strukul

1448
(c) foto Marco Bergamaschi

[divider] [/divider]

Matteo Strukul è nato a Padova. Laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo, ha pubblicato diversi romanzi (La giostra dei fiori spezzati, La ballata di Mila, Regina nera, Cucciolo d’uomo, I Cavalieri del Nord, Il sangue dei baroni). Le sue opere sono in corso di pubblicazione in dieci lingue e opzionate per il cinema. Nel 2016 ha pubblicato con la Newton Compton il primo romanzo della saga sui Medici, Una dinastia al potere, vincitore del Premio Bancarella 2017. Sono seguiti Un uomo al potere e Una regina al potere. La serie è in corso di pubblicazione in Inghilterra, Germania, Olanda, Spagna, Turchia, Repubblica Ceca, Grecia, Serbia e Slovacchia. Matteo Strukul scrive per le pagine culturali del «Venerdì di Repubblica» e vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova, Berlino e la Transilvania. Il suo sito internet è www.matteostrukul.com

Abbiamo chiacchierato piacevolmente con l’autore del romanzo su Giacomo Casanova (Newton Compton, 2018), che sta andando benissimo in Italia e i cui diritti sono già stati venduti in diversi paesi esteri, come già accaduto per la fortunata trilogia dei Medici.

1.Benvenuto, Matteo. Nel tuo romanzo, Giacomo Casanova La ballata dei cuori infranti (Mondadori, 2018) Casanova si trova coinvolto in quello che ora si definirebbe un intrigo internazionale…
M.: Il mio non è solo un romanzo storico, ma un romanzo d’avventura, un romanzo libertino ispirato a Le memorie di Barry Lindon di William Makepeace Thackeray, Moll Flanders di Daniel Defoe e altri come All’insegna di un buon corsiero di Silvio d’Arzo. Il mio tentativo è stato rileggere alcuni fatti della vita di Casanova in chiave possibilista, tentando cioè di indagare nelle zone grigie della sua autobiografia, che racconta molto di lui e rimane la prima fonte di ispirazione.
Ho voluto creare una teoria del complotto per dare dei contorni avventurosi e movimentati alla vicenda di Casanova. Una bella e intrigante nobildonna austriaca infatti trascina il veneziano in una sfida che lo porterà fino… a farlo imprigionare ai Piombi.

2. Nel romanzo tu dai alla detenzione di Casanova nei Piombi un’interpretazione particolare.
M.: Nella sua autobiografia Casanova dichiara di essere stato arrestato per ‘eresia’, ovvero a causa di alcuni testi ritenuti blasfemi che vennero trovati tra le sue cose.
I motivi che si adducono al suo arresto sono tre: l’eresia, il sospetto che fosse una spia ai soldi dell’Austria e infine una possibile relazione con la moglie di un Inquisitore di stato.
Nel romanzo io ho cercato di coniugare le tre teorie, creando una teoria del complotto ai suoi danni. Questo sempre per fare di questo lavoro non solo un romanzo storico, ma anche un romanzo d’avventura, un grande trattino d’unione tra il romanzo ottocentesco e quello moderno.

 

3. In un romanzo su Casanova non possono mancare seduzione e amore. Cosa prevale, il sentimento, l’avventura o l’intrigo?
M.: Ci sono tutte queste componenti. Ho voluto cogliere Casanova in un momento particolare, quando vive un arco di rapporti e di passioni che lo mettono in crisi. Il Nostro viene infatti sfidato da una crudele contessa (per definirla= non c’era niente di discreto in lei… pg 27) a sedurre una giovane fresca e innocente, Francesca Erizzi. Giacomo se ne innamora veramente e questo sentimento lo spiazza, lo indebolisce, lo rende vulnerabile. Forse anch’io in questo periodo della vita sono più sensibile al potere dei sentimenti e quindi ho voluto soffermarmi su questo aspetto.

4. Hai intenzione di creare un seriale con Casanova protagonista?
M.: Per inclinazione io non chiudo mai nessuna porta, quindi dico: perché no? In realtà ho in uscita altre pubblicazioni di cui non posso svelare l’argomento, perciò un eventuale atto secondo di Casanova per ora deve attendere. Certo le vendite stanno andando molto bene, vedremo.

5. Il noir miscelato con la storia funziona, ma solo per pochi autori italiani all’estero. Come hai fatto a conquistare i mercati internazionali con i tuoi romanzi sui Medici prima, e con Casanova, ora? Ovvero quali sono secondo te i requisiti fondamentali perché un testo riesca ad andare oltre i confini?
M.: Gli autori italiani di romanzo non raccontano così spesso la Grande Storia, lo fanno più spesso gli stranieri, vedi Dan Brown. Io credo invece che noi italiani possiamo farlo meglio e con maggiore entusiasmo. L’esperimento con i Medici è riuscito benissimo, e mi ha fornito l’occasione di dare ai nostri ragazzi anche degli esempi positivi. I giovani oggi si trovano di fronte a produzioni letterarie o televisive sempre più realistiche e cupe (vedi Romanzo criminale, Suburra, Gomorra e affini) che indubbiamente hanno un grande valore, ma lasciano nello sconforto e in fondo propongono cattivi esempi. Io cerco invece di promuovere la Storia, la bellezza e l’arte italiane, e di dare ai giovani esempi positivi e speranza.

6. Qual è il tuo autore noir preferito?
M.: Massimo Carlotto, che considero l’unico vero autore di noir italiano.

7. Quale romanzo, oltre al tuo, vorresti consigliare ai lettori del nostro blog?
M.: Ho una grande passione per Tim Willocks, di cui consiglio la lettura di Il fine ultimo della creazione (Mondadori, 1995).

Grazie quindi a Matteo Strukul e alla sua funzione di ambasciatore delle bellezze e della storia italiana!

Intervista a cura di Elena e Michela Martignoni