Pasquale Sgrò – Nessun dorma… fuori

992

Editore Mauro Pagliai / Collana Giallo e nero
Anno 2018
Genere Giallo
160 – pagine  brossura

[divider] [/divider]

Il romanzo vede il ritorno in scena dell’ispettore Felicino, un detective atipico, l’unico ispettore di polizia che si trova sempre a indagare su casi di omicidi o infortuni mortali sui luoghi di lavoro. Certo sappiamo che sicurezza e ambiente sono materia per Pasquale Sgrò (si occupa di progettazione e consulenza sul lavoro), il quale se ne approfitta e che, con le storie di Felicino, riesce a approfondire un tema fino a oggi dimenticato dalla letteratura. Stavolta il suo ispettore Felicino si trova alle prese con quello che, a prima vista, parrebbe proprio un fatale incidente alla fine di una rappresentazione teatrale. Ma cosa è successo veramente? Ben presto, infatti, non una, ma due morti sospette scombussoleranno la bollente estate versiliese e i due decessi, apparentemente casuali, riveleranno ahimè un inquietante comune filo conduttore.
Come dicevamo, l’ispettore Felicino e la sua squadra stanno indagando sulla morte in scena di un giovane attore arrivato da lontano per interpretare la pièce teatrale: Nessun dorma…fuori, che approfitta del titolo della celebre romanza della Turandot di Puccini per raccontare la povera vita dei senzatetto. Ma, visto che qualcosa non quadra nell’autopsia del giovane attore, l’istinto costringerà il nostro Felicino a collegare la sua morte (suicidio? oppure omicidio?) con quella dell’altro giovane, all’apparenza un barbone, annegato nella Burlamacca e ad andare avanti per la sua strada, nonostante l’imbarazzante e paurosa ossessione del magistrato di non pestare mai i piedi a qualcuno (magari ricco o politico…).

Un giallo a tutto tondo, ambientato nella perla della Versilia, che altalena tra la famosa passeggiata a mare, il porto, e un teatro sperimentale d’avanguardia, con sede in un palazzotto di stile Liberty, e uno splendido e lussuoso yacht di proprietà di un facoltoso armatore. Questi sono gli sfondi della complessa indagine che impegna Felicino, messo sotto i riflettori da un cronista locale anche per il suo collaudato rapporto di vecchia amicizia con la sindacalista Lella Pieri. Una donna tenace, rimasta vedova e  che rappresenta l’emancipazione della donna in un settore molto duro e difficile, quello del lavoro. E per questo suscita invidie e scatena infondati sospetti. Un’indagine che incuriosisce e coinvolge sempre di più, pagina dopo pagina. A fianco del coraggioso ispettore del lavoro, vivida e insuperabile coprotagonista della vicenda diventa proprio la struggente e disperata bellezza di una Viareggio, a tratti crepuscolare con il suo canale Burlamacca, le trattorie di pesce, la Darsena e i cantieri, popolata dai pescatori, dagli operai, dai marinai ma anche dai tanti personaggi o burattini che Sgrò fa ballare sulla scena a suo piacere e che, troppo spesso, hanno qualcosa da nascondere.

L’ispettore Carlo Felicino, nato dalla fertile penna di Pasquale Sgrò, non è di Viareggio, è calabrese di origine ma da anni è diventato talmente parte integrante del suo tessuto sociale, che la sua acquisita “viaregginità” lo porta ad essere considerato dai pescatori come uno di loro. Preciso, credo, messaggio personale dell’autore che dovrebbe  far riflettere chi oggi ha paura di confrontarsi con chi è diverso. Un personaggio efficace, l’ispettore Felicino, che era partito bene, continua di buon passo e pare senz’altro destinato a farsi strada nell’attuale panorama librario italiano.

Patrizia Debicke

[divider] [/divider]

Lo scrittore:
Pasquale Sgrò si occupa fin dagli anni Ottanta di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Con Ispettore Felicino (Pacini, 2015) ha dato origine alla figura dell’ispettore del lavoro burbero e solitario protagonista anche dei thriller Corpo morto a paratia (Mauro Pagliai, 2017) e Nessun dorma… fuori (Mauro Pagliai, 2018).

 

.