Christopher St John Sprigg – Sei oggetti misteriosi

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Editore Lindau
Anno 2019
Genere Giallo
304 pagine – brossura e epub
Traduzione di Federico Zaniboni


Cominciamo subito con il dire che i sei oggetti misteriosi serviranno a scoprire il colpevole di un omicidio tanto singolare quanto misterioso.
Lo dico senza timore di fare spoiler, perché questo avvincente giallo basa la sua trama e la sua suspense su ben altro che gli oggetti in questione.
La domanda di fondo è: la propensione all’occulto e a un certo esoterismo è connaturata nell’uomo o si sviluppa attraverso pratiche neppure tanto ortodosse? La risposta potrebbe essere una via di mezzo tra l’una e l’altra cosa e potrebbe far comprendere meglio ai lettori tutto quanto succede alla sventurata protagonista di questo romanzo.

La giovane Marjorie, infatti, non riuscendo più a vivere più con uno zio che detesta decide di accettare l’offerta di lavoro di Michael Crispin, un uomo bizzarro ed eccentrico. E decide di farlo a “scatola chiusa” perché quando si trasferisce dal suo nuovo datore di lavoro non sa nulla dell’attività che andrà a svolgere e tanto meno che la stessa prevede sedute spiritiche estreme e l’acquisizione di una competenza del tutto incredibile come quella di riuscire a comunicare con i morti.
Marjorie messa a conoscenza della cosa, invece di scappare a gambe levate, accetta. Ed è l’inizio del suo incubo personale. Uno stato di prostrazione così grave e incontrollato che rischia di mandarla in totale esaurimento cerebrale. Che fare allora, lasciare tutto e scappare da quella gabbia di matti? Potrebbe essere una soluzione, ma l’assassinio di Michael Crispin rimescola le carte e blocca la povera Marjorie in un incubo a occhi aperti ancora peggiore.

Sei oggetti misteriosi basa tutto il suo fascino prevalentemente sui personaggi che a partire dallo zio della protagonista, fino all’ultima comparsa sono quanto di più impenetrabile si possa trovare in tutto il libro. Quasi nessuno di loro, infatti, è davvero quello che appare e le loro stesse dichiarazioni e i loro stessi comportamenti stridono tra loro fino a indurre chi legge o a non capirci un bel nulla o a considerarli tutti parte dello stesso complotto. Indistintamente.
Il libro di Sprigg risente di qualche eco lovecraftiano, di qualche eco christieano, e pure di qualche eco poeriano, pur alla fine rimanendo assolutamente un romanzo alquanto originale. Una bella trama che se fosse ridotta cinematograficamente avrebbe senz’altro il suo perché.
Io mi limito a consigliarlo perché l’inverno, ahimè, è ancora lungo e una buona lettura dell’occulto accanto al calore e al chiarore della stufa è proprio quello che ci vuole!

Antonia del Sambro


Lo scrittore:
Christopher St. John Sprigg, pseudonimo di Christopher Caudwell, nacque nel sobborgo londinese di Putney. Da sempre appassionato di aviazione, oltre ad aver diretto per qualche tempo una rivista specializzata, pubblicò alcuni manuali d’aeronautica. Iniziò poi ad avvicinarsi alle teorie marxiste e, come vari intellettuali inglesi della sua generazione, si iscrisse al Partito comunista nel 1936. Poco dopo si unì ai volontari delle Brigate internazionali e raggiunse la Spagna come pilota di ambulanze e fuciliere. Perse la vita l’anno successivo, durante il primo giorno della battaglia del Jarama. Nonostante la morte prematura, fu autore di saggi critici, raccolte di poesie e soprattutto romanzi gialli, tra cui Crime in Kensington (1933), The Perfect Alibi (1934), Death of a Queen (1935).