Corrado De Rosa – L’uomo che dorme

1609

Editore Rizzoli Collana Nero Rizzoli
Anno 2018
Genere Noir
275 pagine -brossura e ebook

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Antonio Costanza, psichiatra ormai assuefatto alla monotonia della sua vita, non si scompone nemmeno quando nella sua città, Salerno, le prostitute Rosa Russo e Milena Franco vengono soffocate ed uccise con l’aiuto di strumenti come forbici da lavoro o il piede d’acciaio di una brandina. Al momento di valutare l’infermità mentale del presunto assassino, accusato dall’ispettore Cantillo, il protagonista viene chiamato in causa dal tribunale in quanto psichiatra.

L’autore, Corrado de Rosa, ci spinge nella vita di Antonio Costanza e delle persone che gli sono vicine: la storia non parla solo dei due omicidi ma anche delle relazioni interpersonali che il protagonista stringe durante questa esperienza. Nel corso della storia egli si rende conto che è arrivato il momento di cambiare qualcosa, di tornare a vivere e ad amare.  Dopo tre anni di divorzio, si innamora di nuovo di Laura, una giornalista sveglia e affascinante che sta scrivendo degli omicidi di Rosa Russo e Milena Franco e, grazie a lei, torna a respirare. Quando però viene a sapere del fidanzamento ufficiale della ex moglie con Paolo, un uomo del quartiere, decide di scomparire dalla vita di Laura. Ha  paura dei cambiamenti che potrebbero verificarsi per suo figlio Luca e, soprattutto, per sé. 

Ciò che mi ha appassionata di questo libro è stato il modo in cui l’autore ha presentato la situazione: possiamo immedesimarci nella storia e farlo in modi diversi a seconda di quale sia, in quel momento, il personaggio che ci guida nel racconto. Si crea un intreccio di punti di vista  e la storia che viene raccontata non è solo una: si parla di morte, amore, gelosia, paura, lotte. Ogni personaggio ha una personalità determinata e studiata nel minimo particolare ed è affascinante cercare di comprendere cosa possa celarsi dietro a un atteggiamento o a un modo di essere. Il fatto che l’autore del libro sia a sua volta uno psichiatra rende la lettura ancora più interessante per quanto riguarda i comportamenti umani che vengono descritti e analizzati da un vero professionista. Il linguaggio utilizzato dall’autore è semplice e diretto e rispecchia il modo di essere dei protagonisti : in alcuni passaggi, certi personaggi si esprimono in dialetto, rendendoci più consapevoli della loro situazione sociale e del luogo in cui vivono. Con questo libro Corrado de Rosa non vuole solo parlare di due delitti, ma anche di una città e delle dinamiche interpersonali che si sviluppano in essa. 

Il personaggio che più mi ha colpito è stato Antonio: l’ho trovato interessante perché, pur consapevole di non godersi fino in fondo la sua vita, non riesce a cambiare e ad abbandonare le sue abitudini. Si capisce che ama suo figlio Luca più di ogni altra cosa, ma fatica a staccarsi dall’idea di “uomo apatico” che le persone si sono fatte di lui: vorrebbe dimostrare il suo affetto nei confronti di Luca,  che si trova in un momento di difficoltà con i compagni di scuola, ma ha paura. Paura. Questa parola torna spesso nel descrivere i sentimenti che il protagonista prova; l’idea che mi sono fatta è quella di un uomo che potrebbe cambiare la sua vita in un attimo ma si sente più protetto a rimanere fermo nella bolla che si è creato, al riparo da sentimenti e passioni.

Vorrei finire con  la poesia “Paura” di Saba che mi sembra riassumere alla perfezione l’idea che mi sono fatta di Antonio Costanza :
“Nel mio cuor dubitoso sento bene una voce che mi dice: “Veramente potresti essere felice. Lo potrei, ma non oso.

Caterina Invernizzi

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Lo scrittore:
Corrado De Rosa è uno psichiatra, autore di numerosi saggi, scientifici e divulgativi, sull’uso della follia nei processi di mafia e terrorismo. Per conto dell’autorità giudiziaria si è occupato di camorra, infiltrazioni mafiose al Nord ed eversione nera.