Louise Jensen – I ricordi di un’altra

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Editore Sperling & Kupfer / Collana Pandora
Anno 2018
Genere Thriller
348 pagine – rilegato e ebook
Traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani

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Dopo aver rischiato di morire ed essere stata salvata dal cuore di una sconosciuta, Jenna dovrebbe finalmente potersi sentire felice, grata, e innamorata della vita che stava per sfuggirle dalle mani. Invece, ciò che sente è solo un grande senso di colpa: come mai lei è salva e la vecchia proprietaria del cuore che ora batte nel suo petto non c’è più? Esiste la Giustizia? O siamo tutti vittime di avvenimenti che non possiamo controllare e che dobbiamo solamente subire, sperando di essere fortunati?
Per Jenna, l’unico modo per liberarsi di questo peso e di tutti i pensieri che ne derivano, è capire chi sia stato a salvarla; per questo decide di indagare sulla morte di Callie, la donatrice, aiutando, in questo modo, i membri della sua famiglia ad elaborare il lutto e ad andare avanti con le loro vite.

La situazione, già complicata, diventa ancora più contorta quando Jenna si accorge che, da quando le è stato trapiantato il cuore, immagina situazioni che le sembra di aver già vissuto, pur essendo sicura del contrario. Sembra impossibile, ma il pensiero che inizia a maturare nella sua testa è che una piccola parte di Callie viva in lei.

La figura di Amanda, madre di Callie e Sophie, risulta essere molto interessante e misteriosa: immersa nel dolore causato dalla morte di una figlia e dalla scomparsa dell’altra, sembra annullarsi completamente. Questa donna appare come trasparente, astratta, immateriale; non è più una persona da quando la vita le ha portato via le sue figlie. Jenna risulta sempre molto cauta nel rapporto con Amanda, una donna fragile sia psicologicamente che fisicamente, e la tratta quasi come se fosse una bambina; come se il dolore l’avesse trasformata in una creatura piccola e bisognosa di attenzioni e cure.

Nessuno crede alle idee di Jenna riguardo a ciò che “ricorda” il suo cuore, e tutti i suoi sentimenti e le sue sensazioni vengono etichettate come “disturbo post traumatico da stress”, dovuto all’ intervento subito. La vita di Jenna sembra scivolarle dalle mani: non riesce più a controllare ciò che sta accadendo intorno a lei e dentro di lei, si sente impotente davanti alla vastità degli avvenimenti che caratterizzano la sua vita.

Ciò che più la spaventa è il fatto di non riuscire a fidarsi delle persone che le stanno accanto e che le raccontano come sono andate le cose: come può portare ad agire il dolore ?

Il sentimento predominante è sicuramente il senso di colpa che ritroviamo anche nel libro “La sorella” della stessa autrice. Diventa molto interessante e quasi doveroso istituire un paragone tra le due storie: in entrambi i casi le protagoniste sono donne che provano sentimenti fastidiosi e scomodi e si sentono la causa di tutto ciò che è accaduto e che, invece, non sarebbe dovuto succedere.
Per quanto riguarda la trama, il finale immaginato per tutto il tempo viene sostituito da qualcosa di più semplice e distante dall’idea- qualcosa di inaspettato, ma allo stesso tempo che non soddisfa fino in fondo la “fame” del lettore. Mentre si legge il racconto, si inizia a viaggiare con la mente e a cercare di risolvere il caso prima che il finale venga effettivamente svelato: si ipotizzano conclusioni sbalorditive, magari anche un po’ inquietanti, mentre ciò che si legge nel libro è completamente diverso e punta su aspetti differenti da quelli immaginati.

Dal punto di vista dei personaggi, della loro personalità e dei sentimenti che provano, il lettore non può che restare soddisfatto: ognuno ha una psicologia ben definita e personale ed è molto interessante immedesimarsi in ciò che una persona, diversa da noi, possa provare.

Caterina Invernizzi

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La scrittrice:
Louise Jensen, oltre ad essere un’ autrice bestseller, è anche coach di mindfulness.
Vive in Northamptonshire con il marito, i figli e un cane e un gatto che fanno compagnia alla famiglia. Il suo romanzo “La Sorella” ha riscosso un enorme successo arrivando come finalista ai Goodreads Awards del 2016; i diritti di traduzione sono stati ceduti in diciannove Paesi.