Debra Jo Immergut – La prigioniera

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Editore Corbaccio / Collana Narratori Corbaccio
Anno 2018
Genere Thriller
300 pagine – rilegato e ebook
Traduzione di V. Galassi

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“Riuscite a ricordare le cose che sognavate tanto tempo fa, quando eravate più giovani?
La vita sfuma i sogni, li rende sfocati con l’incessante dilavamento dei giorni, la costante centrifuga dei minuti che consuma quella visione, particella dopo particella, dettaglio dopo dettaglio.
Le preoccupazioni quotidiane, minuscoli granelli abrasivi che la sfregiano”.

Se amate i gialli psicologici che di più non si può, questo fa per voi.
Una storia dalla trama avvincente, giocata però non sui colpi di scena o sulla suspence, ma su flash back, ricordi, tortuose riflessioni. Frank è uno psicologo che lavora in un carcere. Un giorno lo attende una sorpresa: la detenuta, condannata per omicidio, che deve seguire, altri non è che Miranda, un suo vecchio amore dei tempi della scuola. Amore unilaterale: Miranda non si era mai neppure accorta di lui.

Questa ossessione amorosa aveva seguito Frank per lunghi anni, e ora ritrovarsela di fronte è un vero colpo. L’uomo si rende conto che non l’ha mai dimenticata e si impegna ad aiutarla in ogni modo possibile. Non è facile il loro approccio, come sarà tormentata la vicenda fino alla fine. Tra alti e bassi, avvicinamenti e rifiuti, progetti e speranze, i due protagonisti saranno trascinati un vortice che non lascia scampo, e che fino al finale a sorpresa lascerà il lettore col fiato sospeso.

Tutta la storia scorre su due binari: il punto di vista di lui, costellato di ricordi legati alla sua famiglia ed al passato in genere: prigioniero anch’egli, come Miranda, seppure non fisicamente, delle sue ossessioni. Il punto di vista di lei, reclusa nel vero senso della parola , non solo nella mente; lei, che combatte fra il lasciarsi aiutare per sopravvivere ad un futuro “fra le sbarre”, e il lasciarsi andare. I due personaggi si alternano nel raccontarsi, e le loro riflessioni si confondono con sprazzi di vita familiare passata; episodi solo apparentemente marginali, perché sono quelli che li hanno condotti proprio dove sono ora, che li hanno forgiati, nel bene e nel male. Ma quale dei due prevalga, non sarà facile capirlo.

Il loro passato ritorna molto lentamente, con piccole rivelazioni che fanno capolino tra le varie vicende, ed ogni tassellino va a prendere posto in questo mosaico, e dà un senso a tanti fatti passati e futuri. Ciò che più affascina di questo romanzo è il mistero: pur non essendo un giallo “classico”, l’autrice ha tratteggiato una figura di donna singolare: sfuggente, poliedrica, che appare talvolta vittima e talvolta tutto il contrario… Ma quale sarà la vera Miranda? Sarà quella che vede Frank, con gli occhi appannati d’amore, o una donna dura, con un passato pieno di errori, che alla fine non intende redimersi? Questo dubbio fa sì che Miranda non entri nelle corde del lettore, o almeno in misura minore; non è facile simpatizzare per chi sfugge alla nostra comprensione…

La storia non è semplicissima da seguire: le riflessioni prendono il sopravvento sulla vicenda; quando i ricordi di entrambi si intrecciano, è facile confondersi e perdere un attimo di vista il nucleo stesso. Il tormento esistenziale dei due protagonisti è però così tangibile e toccante, che fa perdonare questa dispersione, e la storia non perde comunque valore nel suo complesso.

Si sarà capito dalle mie parole che questo romanzo, pur essendo molto valido, non mi ha “toccato” le corde del cuore: poca storia presente, pochi fatti pregnanti, molti ragionamenti, un tantino troppi? Un esempio è quello del brano con cui ho iniziato il mio commento: mi ha colpita per la sua profondità e verità, ma poi il lettore si aspetta che accada qualcosa di importante e soprattutto, di VIVO!
Scritto con ottimo stile, ma persino i capitoli hanno titoli che sembrano appunti di relazioni mediche. Voluto? Sicuramente originale come metodo, ma un po’ asettico. Concludo ripetendomi: consigliato a chi è appassionato di thrillers psicologici: qui troveranno certamente una lettura soddisfacente.

Rosy Volta

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La scrittrice:
Debra Jo Immergut ha ricevuto una Mac- Dowell Fellowship e una Michener Fellowship e nel 1992 ha pubblicato la raccolta di racconti Private Property. Ha lavorato come redattrice e come giornalista per giornali come il Wall Street Journal e il Boston Globe. I suoi racconti sono stati pubblicati in American Short Fiction e in Narrative Magazine. Debra Jo Immergut insegna scrittura creative in diverse istituzioni fra cui biblioteche, basi militari e prigioni. La prigioniera è il suo primo romanzo.