Sophie Hannah – Non fare domande

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Editore Garzanti / Collana Narratori Moderni
Anno 2018
Genere Thriller
407 pagine – rilegato e ebook
Traduzione di S. Lauzi

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Protagonista e voce narrante del romanzo è Justine Merrison, che troviamo alle prese con l’enigma nascosto in un singolare incastro di scatole cinesi: dalla prima scatola spunta una nuova storia, dalle altre nuovi personaggi, tornati dal passato per raccontare una verità a lungo ignorata.
Cercando di venire a capo del mistero, Justine rischia di impazzire. E dire che ha lasciato Londra e un lavoro di successo per ritrovare la serenità perduta… “La mia vita sarà una piatta distesa di acqua quieta” questo il suo obiettivo, destinato a sfumare per lasciare il posto a tutt’altro.
Sono passati quattro mesi da quando Justine si è trasferita da Londra con il marito ed Ellen, la figlia di quattordici anni, in una grande casa nella campagna del Devon, e nulla sembra andare per il verso giusto.

La prima avvisaglia di tempesta arriva il giorno stesso in cui la famiglia prende possesso della villa. I tre stanno viaggiando in auto verso la destinazione, quando Justine, osservando i palazzi lungo la strada, avverte una strana sensazione passando accanto al numero 8 di Panama Row. È come se dovesse essere quella la sua casa, non la villa lungo il fiume dove andranno ad abitare. Riferisce al marito il turbamento, ma lui minimizza: l’ansia è dovuta al cambiamento in atto, presto passerà.
Invece, a distanza di quattro mesi, la situazione peggiora: nella stanza della figlia Ellen, Justine trova dei fogli che recano scritto l’inizio di una storia, caratterizzata da personaggi bizzarri e macabri accadimenti.
Il “romanzo nel romanzo” è la prima, importante rivelazione delle scatole cinesi.
A partire da questo punto, l’entusiasmo col quale mi sono accostata al libro ha cominciato a stemperarsi. A mio avviso, la narrazione sul doppio binario non riesce pienamente e rallenta il ritmo di lettura, sostenuto tuttavia dall’ottimo stile linguistico dell’autrice.

Tornando alla trama, un secondo colpo di scena segue la scoperta del romanzo di Ellen. Una mattina squilla il telefono fisso nel soggiorno della villa, Justine risponde e quel che sente all’apparecchio le fa tremare le ginocchia: con voce dura, sommessa, una donna le intima di tornarsene a Londra e di lasciarla in pace. Justine tenta di ribattere, ma quella chiude la comunicazione.
È l’inizio di un incubo; alle telefonate anonime si aggiungono le minacce di morte, con tanto di fossa tombale che la misteriosa stalker scava nel giardino della villa di Justine per augurarle una dipartita prossima.
A questo punto, dalle scatole cinesi è spuntato di tutto: figure come quella di George, l’ambiguo fidanzatino di Ellen, o come Olwen Brawn, l’allevatrice di cani residente al numero 8 di Panama Row, quella casa che tanto colpisce la fantasia di Justine.
L’elenco dei personaggi si arricchisce con i fantasiosi protagonisti del romanzo di Ellen, connessi in qualche modo a quelli della storia principale, e diventa molto lungo. Troppo lungo.

Ammetto di avere delle perplessità su questo romanzo, riferite non allo stile narrativo dell’autrice, che senza dubbio è di livello, ma alla struttura e all’intreccio, a mio parere un po’ farraginosi, appesantiti da alcune forzature anche nella soluzione finale dell’enigma. Detto ciò, Sophie Hannah resta un’autrice interessante, che merita di essere seguita.

Maria Teresa Casella

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La scrittrice:
Sophie Hannah vive a Cambridge con il marito e i due figli. È la regina del thriller psicologico inglese: suoi romanzi, pubblicati in tutto il mondo, sono sempre al vertice delle classifiche a poche settimane dall’uscita. Con Garzanti ha pubblicato tutte le indagini di Charlie Zailer e Simon Waterhouse.