Gianfranco Nerozzi – Bloodyline

1891

Edizioni Ink / Collana Medical Noir
Anno 2019
Genere Thriller
235 pagine – brossura e epub

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“Bloodyline” è un reboot (leggere le note dell’autore per comprendere) di Gianfranco Nerozzi per Ink Edizioni nella collana Medical Noir curata da Danilo Arona e Edoardo Rosati.
La storia.
Stavolta il commissario della Polizia di Stato Salvo Michelis deve occuparsi di un caso davvero inquietante. Quando arriva sulla scena del crimine, la vittima è legata al letto, i polsi imprigionati alla testiera in ferro battuto, come crocifissa. Chi l’ha uccisa, l’ha dissanguata goccia dopo goccia e sul muro ha lasciato una scritta: VUOTA.
Michelis è davvero turbato: la scena del delitto è la stessa che suo figlio Alessio, undici anni, gli ha descritto quella stessa notte. Il bambino, malato di emofilia e in preda a una forte crisi emorragica, ha visto l’omicidio nei suoi incubi, come se i suoi occhi fossero stati quelli dell’assassino.
Overlook Hotel.
Hotel del Pellegrino.
Redrum.
Atuov.
Un omaggio, non l’unico, a Stephen King.
Il Nero, Gianfranco Nerozzi, ribalta la paura con la raffinatezza purpurea che gli appartiene.
Conosce le sfumature del sangue, i suoi anfratti nascosti. Li scruta, li disseziona, li racconta sul quel filo d’equilibrio che può perdersi in una volgarità splatter sciatta a buon mercato o può calarsi in un grandguignol elegante, elegiaco. La seconda via è quella di Nerozzi. Una sottile via di sangue, confine tra la capacità, la qualità di raccontare l’incubo e l’orrore e quella di parodiarla pericolosamente.

“Bloodyline” non mette mai piede nella metà più comune, quella che potrebbe essere la meta di molti, anche involontariamente. Saper narrare davvero la paura, e infonderla, è arte.
Il Nero rimane nel privilegio di un sangue regale da raccontare come un intrico plasmatico da centellinare, da vivere e morire attimo dopo attimo.
La forza del thriller “Bloodyline” sta nella sua non emorragia di parole, nella qualità di lasciar fluire il sangue e trattenere la frenesia di raccontare a piene parole, sta nella sua incisivita da bisturi.
L’autore conosce le chiavi della suspense, conosce anche le serrature predisposte ad essere aperte. Costruisce l’apertura e la chiave che permette di entrare, essendo conscio persino di quante saranno le porte dell’abisso che avranno bisogno di essere spalancate per sprofondare nell’orrore più rosso.
Profondo rosso.
Nerozzi maneggia alla perfezione, come una scure bipenne, anche il tema del doppleganger, della confusione dei sentimenti, dei ricordi, degli affetti.
L’autore ha una sopraffina cura dei dettagli che formano la paura e la plasmano in un’ansia difficile da arrestare.

“Bloodyline” diventa così un page turner di assoluta qualità e mestiere, dove ogni tassello combacia all’imperfezione, che poi è ciò che rende la paura perfetta. Il terrore e l’orrore devono fluire come il sangue, in ogni direzione, senza freni, ma con calma e in un criptico metodo che soltanto il plasma vermiglio conosce. Un cammino che porta con sè la vita della vittima. Forse Nerozzi ricorda quello che disse la scrittrice statunitense Sylvia Plath.
“Il getto di sangue è poesia non c’è modo di fermarlo. ”
Una poesia che Nerozzi sa affinare, imbarbarire, concepire come una lacrima o come una furia di greca memoria. Suona un organo sacro fatto di tasti sconsacrati, sopra i quali il violino del diavolo compone una sottotraccia potente, devastante.
“Bloodyline” è libro di specie, genere del male, alambicco antico che contiene la formula millenaria di saper coniugare la dolcezza di alcuni ricordi d’infanzia che appartengono a tutti noi all’It che attende sottopelle, che erode le nostre vulnerabilità fino a trovare la breccia per emergere.
Se non siete ancora convinti della bontà di questa lettura, della scrittura purosangue di Gianfranco Nerozzi, allora chiudiamo lasciando esperienza, parola, voce e marchio indelebile a chi per questo libro scrisse a suo tempo la prefazione.

Attingendo da un lato alla tenebra della mente dell’indiscusso maestro Stephen King, dall’altro agl’incubi visuali del genio inquietante di Francis Bacon, emergendo come un agghiacciante apologo della follia nichilista e della sopravvivenza disperata, con “Bloodyline” Gianfranco Nerozzi alza ulteriormente il livello dello scontro. Ma non aspettiamoci che questa sia l’ultima trincea: gl’inferi concepiti da questo formidabile maestro del lato oscuro non hanno confini.” (Alan D. Altieri)

Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini

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Lo scrittore:
Definito da Carlo Lucarelli “il poeta del brivido” (“le sue storie mordono al cuore”), Gianfranco
Nerozzi ha pubblicato 27 romanzi, spaziando fra le diverse tipologie del thriller. Tra i suoi lavori:
Cuori perduti (Premio Tedeschi 2001), Genia (Premio Le ali della fantasia 2005) e lo sconvolgente
Resurrectum. Nel 2009 ha pubblicato Il cerchio muto, uscito in Germania col titolo Todesmaske,
realizzando poi il prequel Continuum, il soffio del male nel 2012. Sua è la serie di spionaggio Hydra
crisis, firmata con lo pseudonimo di Jo Lancaster Reno, cui ha fatto seguito la nuova tranche
narrativa Agente Nemesis. Nel 2018 ha pubblicato a puntate la prima stagione del serial digitale
Cruciform, reboot del romanzo Ogni respiro che fai, uscito nel 2003: una originale e terrificante
rivisitazione del mito del vampiro. Sceneggiatore e soggettista, ha lavorato per la Taodue di
Mediaset alla realizzazione della serie tv Il tredicesimo apostolo.