Leonardo Palmisano – Tutto torna. Il primo caso del bandito Mazzacani

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Editore Fandango
Anno 2018
Genere Giallo
223 pagine – brossura e epub

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Proprio questa mattina mi sono imbattuta in un citazione sulle “scelte”, su quanto queste, più che le nostre qualità, determinino chi siamo. Mi è subito venuto in mente il protagonista del libro che ho finito di leggere ieri sera, “Tutto torna” di Leonardo Palmisano.

“il bandito Carlo Mazzacani – quarantacinque anni, un metro e ottanta di muscoli un poco appassiti, due occhi chiari vivaci, il vizio di indossare Ray Ban con lenti a specchio, di venerare una Colt Python con impugnatura in madreperla e di guidare una Porsche 911 Carrera vecchia di undici anni-“

Siamo in Puglia. Mazzacani è stato il capo della Banda dei Santi, famosi per aver rifiutato l’affiliazione ai clan locali. Scelta che ha segnato il loro destino, perché la banda è stata distrutta per ritorsione e Carlo Mazzacani, la cui pelle fa gola a molti mafiosi, vive sotto stretta protezione in cambio della collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia, la cui figura di riferimento, per lui, è il commissario Curiale. Proprio quest’ultimo chiede al bandito un incontro dove gli spiega che è stato ritrovato in una cava, il corpo decapitato di un uomo fedele a Nino De Guido, capo di una famiglia tra le fondatrici del ramo più nobile della Sacra Corona Unita, di cui è la figura di spicco. Sembra che la colpa di questo omicidio, che è anche un affronto verso il boss, voglia esser fatta ricadere proprio sulla testa di Mazzacani, che quando si trova di fronte a De Guido invece, si sente chiedere, implorante, in cambio della libertà da ogni sospetto, di riportargli a casa la preziosa nipotina, unico profondo affetto, che è stata rapita pochi giorni prima. Il bandito Mazzacani, non ha altra scelta che accettare e cerca in Luigi Mascione, uno dei componenti della sua banda che ancora non è finito sottoterra, ma che comunque vive nascosto e sotto protezione, l’unico alleato possibile. Ricordando gli ultimi eventi tragici di tre anni prima che hanno sancito la fine di tutto quello che era il loro mondo, cercano di appianare le loro divergenze e di superare l’astio lasciato in loro da chi non c’è più e tornano in strada, consapevoli di ciò che li aspetta.

“Mi piaceva sparare per vivere.”

“Tutto torna”, il primo caso del bandito Mazzacani, di Leonardo Palmisano è un romanzo che si legge con una certa urgenza. Era da tempo che non tornavo nel mondo della Sacra Corona Unita. Ho trovato una realtà, che per quanto spietata ed efferrata, ci viene raccontata in modo analitico senza troppi coinvolgimenti. Una realtà fatta di regole e di tradizioni a cui è impossibile sfuggire, dove ogni affronto si paga con la vita, dove chi sbaglia paga, dove ogni scelta fatta determina ciò che sarai e come vivrai.
Un romanzo che ti prende in ostaggio, vittima del fascino malevolo di alcuni suoi protagonisti. Carlo Mazzacani, il bandito, stereotipo di una certa categoria che riesce, però, a bucare gli schemi e fare sua una realtà rinunciando a molto altro. Un uomo che si porta dietro il peso dei propri passi, un pizzico di rimorso per come sono andate certe cose ma mai il rimpianto. Luigi Mascione, suo socio, con il quale sa ricreare un rapporto, ma soprattutto ristabilire un legame autentico nonostante il passato li avesse portati ad allontanarsi. Errata Palmieri, che oltre ad essere una componente della banda, è stata la sua donna, la quale per un attimo gli fa riassaporare ciò che è stato ma con un retrogusto diverso. Poi ci sono i boss, come Nino De Guido, che sente tremare la terra sotto i piedi, i suoi alleati ma anche chi vorrebbe sfilargli la corona dal capo. C’è la sete di potere, il desiderio di vendetta, c’è la disperazione di chi si trova prigioniero in una muta preghiera che mai viene ascoltata. C’è la volontà che tutto resti com’è o che tutto cambi, la certezza che nessuno possa fregare la morte, e una morale, difficile da comprendere ma salda e incrollabile.
Un romanzo dal ritmo sostenuto, dove le diverse voci si alternano creando uno scivolo che ti conduce attraverso scontri ed incontri verso un finale che non ti aspetti. Una terra, quella di Puglia, varia per scenari, sprofondata in una bellezza primitiva, alla quale non si può restare insensibili. Un circuito in cui per quanto tutto s’imbrogli e si sbrogli, finisce per collimare e fare ritorno.

Federica Politi

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Lo scrittore:

Leonardo Palmisano (Bari, 1974), etnografo e scrittore, insegna Sociologia Urbana al Politecnico di Bari. È autore del romanzo Trentaquattro (Premio Eboli 2011), delle inchieste Arrivare per restare? La presenza straniera in Puglia, La Città del Sesso. Dominazioni e prostituzioni tra immagine e corpo, Dopo di Lui. Cosa sarà dell’Italia dopo Silvio Berlusconi; e dei saggi Palombella
Rotta, un decalogo per la sinistra in piena crisi e Nessuno tocchi la Puglia Migliore. 03È sceneggiatore e attualmente redattore per www.sulromanzo.it; ha scritto per il manifesto, Liberazione, AlfaBeta2 e NarcoMafie.