Chuah Guat Eng – Echi del silenzio – Un romanzo malese

1390

Editore Le Assassine / Collana Oltreconfine
Anno 2019
Genere Giallo
415 pagine – brossura e epub
Traduzione di Marina Grassini


1971. Ai Lian è una ragazza di diciannove anni, nata e cresciuta a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, ma di etnia cinese. A causa delle sommosse razziali del 1969, nel 1970 ha lasciato la madrepatria per trasferirsi in Germania, nello specifico a Monaco, in Baviera. Lì conosce Michael Templeton, un inglese che ha qualche anno più di lei. Michael è un musicologo e appassionato pianista. Presto, i due si innamorano l’uno dell’altra e iniziano una bella relazione. Curiosamente, Michael è nato e cresciuto proprio in Malesia, figlio del proprietario di una piantagione a Ulu Banir, distretto rurale in realtà frutto della fantasia dell’autrice.
Nel 1973, i due decidono di andare a passare il Natale proprio in Malesia; Ai Lian, visitato per l’ultima volta il padre morente, raggiunge Michael nella casa del padre del giovane, Jonathan, che sta per risposarsi con Cynthia, una donna inglese che ha molti anni meno di lui, che Ai Lian aveva conosciuto qualche tempo prima, durante una visita a Londra, come fidanzata di Hafiz, amico fraterno di Michael cresciuto con lui a Ulu Banir.

Il giorno del suo arrivo alla piantagione, la giovane è svegliata dal riposo pomeridiano da alcuni botti che lei pensa essere fuochi d’artificio. Il giorno dopo, però, scopre che si è trattato di colpi di pistola, e che la vittima è proprio Cynthia. Michael si chiude nel silenzio, mentre la salute di Jonathan ne soffre gravemente.
Più che un giallo o un thriller di stampo classico, questo “Echi del silenzio” è la storia di una giovane donna che si trova in una realtà sconosciuta, avendo a che fare con persone che non conosce ma che si appoggiano a lei, con tradizioni non sue (è malese di nascita, certo, ma il fatto di essere di etnia cinese a Kuala Lumpur la rendeva “diversa”, e poi la rurale Ulu Banir è profondamente diversa dalla capitale) e impegolata in una serie di intrecci familiari dei quali le manca ogni contesto di riferimento. Ed è costretta a cavarsela.
Alcune scene ci portano poi al 1994 quando, morto Michael (tranquilli, nessuna anticipazione, questo fatto viene svelato nella seconda riga del libro), la protagonista decide di tornare in Malesia con la figlia Anna, avendo tra l’altro ricevuto importanti deposizioni testamentarie dal defunto, e riflette con più distacco sui fatti di vent’anni prima, desiderando risolvere certi dubbi che ancora le erano rimasti.

Attenzione: la scelta del 1994 non è nostalgica, ma si tratta dell’anno in cui il romanzo è stato originariamente pubblicato. Si tratta dell’esordio letterario per l’autrice, a sua volta malese di etnia cinese, pubblicizzato al tempo come il primo romanzo di un autore o di un’autrice malese scritto e pubblicato direttamente in inglese. Si capisce quindi come molte delle difficoltà incontrate dalla protagonista e molte delle sue riflessioni siano in effetti pensieri personali dell’autrice, la quale però non si è trasferita all’estero come Ai Lian. Questo fatto rende il romanzo ancora più interessante e significativo.
La storia si sviluppa con una certa pacatezza, soprattutto attraverso le riflessioni e i profondi dubbi della protagonista; sconsiglio quindi questo romanzo a chi cerca una storia scoppiettante, piena di azione e di colpi di scena (anche se questi ultimi non mancano). La consiglio invece a chi, anche se non amante del thriller, desidera immergersi per un po’ nella mente di una giovane che vive in un mondo sconosciuto alla maggior parte di noi (e anche a lei) come la Malesia rurale di metà anni ’70.

Marco A. Piva


La scrittrice:
Chuah Guat Eng (蔡月英) è la prima scrittrice malese a scrivere e pubblicare in lingua inglese. Discendente di immigrati cinesi, i peranakan arrivati in Malesia tra il XV e il XVII secolo, è nata nel 1943 a Rembau, una piccola città del Negeri Sembilan. Oltre a Echi del silenzio del 1994, ha scritto un secondo romanzo, Days of Change e diverse raccolte di racconti, di cui alcuni sono stati tradotti in malese, cinese, spagnolo e sloveno. È stata lettrice di letteratura inglese all’università di Malaya Kuala Lumpur e anche alla Ludwig-Maximilian di Monaco. Oltre a essere una scrittrice, Chuah Guat è consulente in attività di comunicazione.